26.09.23
A pochi metri dal centro di Brescia c’è una fabbrica chimica che non produce più niente, ma che per decenni ha inquinato senza essere fermata. Eppure gli indizi c’erano: raccolti bruciati, nubi verdognole, note ufficiali. Vent’anni fa il caso è diventato di dominio pubblico, ma non è bastato a porre fine al disastro definito ancora oggi «un carcinoma nel cuore della città».
Da anni Nuri Fatolahzadeh e Laura Fasani seguono il caso Caffaro e per mesi hanno ricostruito la storia dall’inizio e indagato i molti punti rimasti in ombra. Questa serie scava tra documenti ed episodi passati inosservati con le testimonianze di chi c’era e di chi ancora subisce le conseguenze dei veleni sprigionati dall’azienda. Sono i cittadini che aspettano verità dal nuovo processo, anche se alcuni pezzi del puzzle sono stati recuperati troppo tardi per chiedere il conto a tutti i responsabili.
Ep. 1 – Non è successo niente
È l’agosto 2001 quando Brescia si sveglia protagonista di un disastro ambientale i cui effetti vengono paragonati a quelli di Seveso. Per la prima volta i cittadini sentono parlare di Pcb, i policlorobifenili, sostanze tossiche e cancerogene con le quali, a loro insaputa, convivono da anni. A riversarle nelle acque e nei campi è la Caffaro, l’azienda chimica posizionata a pochi metri dalle case, a ridosso del centro città.
Ep. 2 – “Ho perso tutto”
L’azienda di cui tutti erano orgogliosi diventa l’epicentro di una storia senza fine e la città piomba nel caos. Quel disastro invisibile inizia a uscire allo scoperto: Pierino perde tutto (lavoro, terreni, ricordi) e scopre che a essere contaminato è anche il suo sangue.
Ep. 3 – La caduta della Chimica
Chi lavora nella Caffaro Chimica comincia a chiedere quali siano i rischi per le persone, una domanda alla quale però nessuno risponderà mai ufficialmente. Si scopre che qualcuno sapeva già degli effetti nocivi dei Pcb e che più di qualche segnalazione era stata inviata ai vertici dell’azienda e alle istituzioni.
Ep. 4 – Vietato giocare
L’inquinamento che all’inizio si pensava grave ma circoscritto si rivela addirittura sottostimato. I parchi vengono chiusi, i bambini non possono toccare neppure l’erba del cortile della scuola. Alcuni quartieri vengono inclusi nella zona rossa di colpo e nel 2023 c’è ancora chi protesta per ottenere controlli e bonifica.
Ep. 5 – Nuova azienda, vecchia storia
Fallita la vecchia Caffaro Chimica, a occupare il sito industriale arriva una nuova società. Utilizza gli stessi impianti e alcune sostanze chimiche di cui l’area è già sovraccarica. Il sospetto diventa realtà: la nuova Caffaro non ha mai smesso di inquinare. Solo in questo momento, vent’anni dopo il primo allarme pubblico, scatta il sequestro.
Ep. 6 – Bollicine
L’inquinamento non solo ha viaggiato per 24 chilometri a sud della Caffaro, ma per anni gli scarti di produzione sono stati portati in una discarica realizzata in una delle zone più conosciute e glamour della provincia di Brescia. Siamo in piena Franciacorta, la patria delle bollicine, dove le vigne stanno a poca distanza da quei rifiuti.
