SLAPP, le cause bavaglio contro IrpiMedia
Le SLAPP sono uno strumento efficace per frenare il più possibile l’informazione. Aiutaci a combatterle.
Cos’è una SLAPP?
SLAPP è l’acronimo di Strategic Litigation Against Public Participation e cioè una causa strategica contro la pubblica partecipazione. Sono anche chiamate “azioni temerarie” o “cause bavaglio” e costituiscono una forma di abuso del diritto che mira a limitare l’esercizio della libertà di espressione. In Italia, il fenomeno si contraddistingue per un numero elevato di azioni o querele temerarie intentate da governi, pubblici ufficiali e multinazionali. Queste azioni legali sono molto spesso infondate e hanno l’unico scopo di intimidire e sminuire la professionalità dei giornalisti.
5
cause
temerarie
100.000
euro di
risarcimenti contestati
Perché sostenere IrpiMedia contro le SLAPP?
Siamo una testata indipendente e ci occupiamo di giornalismo investigativo. Con il nostro lavoro, attento e verificato, vogliamo contribuire al miglioramento del dibattito pubblico. Nei suoi tre anni e mezzo di vita, IrpiMedia ha però ricevuto varie SLAPP, sia cause civili che penali. Di queste, due richieste di danni in civile sono in corso (una da 130 mila euro), una in fase di mediazione e una con mediazione conclusa negativamente, e tre querele penali sono in corso.
Le penali riguardano un’inchiesta sui braccianti indiani a Latina, un’inchiesta su un finto istituto bancario, Bandenia, con un portfolio di clienti criminali e infine una denuncia da parte di un boss della ‘ndrangheta.
Ci sono poi una richiesta danni in civile e una diffida penale di cui non abbiamo più notizia, e una serie di minacce ricevute dai nostri reporter.
A queste, si aggiungono una serie di querele che i nostri giornalisti e collaboratori freelance hanno ricevuto a livello personale, negli anni passati, durante la collaborazione con altri media. In particolare, da segnalare la SLAPP portata avanti sia in civile (vinta in primo grado) che in penale contro il Corriere dell’Umbria e una nostra giornalista, ancora in corso in penale presso il Tribunale di Roma, e intentata dai gestori di un impianto a biomasse in Umbria.
Infine, IrpiMedia riceve settimanalmente richieste di rimozione contenuti o de-indicizzazione ai sensi del diritto all’oblio o della legge europea sulla privacy. Di queste, una minima parte di quelle ai sensi del diritto all’oblio sono fondate. L’enorme flusso di richieste infondate, da dovere comunque valutare una per una, ha fatto sì che la redazione del giornale abbia perso tempo e risorse che sarebbero dovute essere investite nella produzione di inchieste.
Il tuo sostegno per noi è fondamentale, perché con la tua donazione ci aiuterai a coprire i costi legali e le spese di mediazione e processuali che siamo costretti ad affrontare e nello stesso tempo ci permetterai di continuare a fare il nostro lavoro: informare.
Scegliere di sostenerci in queste battaglie vuol dire schierarsi dalla parte giusta, dalla parte della libertà di stampa.
SLAPP, le cause bavaglio contro IrpiMedia
Le SLAPP sono uno strumento efficace per frenare il più possibile l’informazione. Aiutaci a combatterle.
Cos’è una SLAPP?
SLAPP è l’acronimo di Strategic Litigation Against Public Participation e cioè una causa strategica contro la pubblica partecipazione. Sono anche chiamate “azioni temerarie” o “cause bavaglio” e costituiscono una forma di abuso del diritto che mira a limitare l’esercizio della libertà di espressione. In Italia, il fenomeno si contraddistingue per un numero elevato di azioni o querele temerarie intentate da governi, pubblici ufficiali e multinazionali. Queste azioni legali sono molto spesso infondate e hanno l’unico scopo di intimidire e sminuire la professionalità dei giornalisti.
5
cause temerarie
100.000
euro di risarcimenti contestati
Perché sostenere IrpiMedia contro le SLAPP?
Siamo una testata indipendente e ci occupiamo di giornalismo investigativo. Con il nostro lavoro, attento e verificato, vogliamo contribuire al miglioramento del dibattito pubblico. Nei suoi tre anni e mezzo di vita, IrpiMedia ha però ricevuto varie SLAPP, sia cause civili che penali. Di queste, due richieste di danni in civile sono in corso (una da 130 mila euro), una in fase di mediazione e una con mediazione conclusa negativamente, e tre querele penali sono in corso.
Le penali riguardano un’inchiesta sui braccianti indiani a Latina, un’inchiesta su un finto istituto bancario, Bandenia, con un portfolio di clienti criminali e infine una denuncia da parte di un boss della ‘ndrangheta.
Ci sono poi una richiesta danni in civile e una diffida penale di cui non abbiamo più notizia, e una serie di minacce ricevute dai nostri reporter.
A queste, si aggiungono una serie di querele che i nostri giornalisti e collaboratori freelance hanno ricevuto a livello personale, negli anni passati, durante la collaborazione con altri media. In particolare, da segnalare la SLAPP portata avanti sia in civile (vinta in primo grado) che in penale contro il Corriere dell’Umbria e una nostra giornalista, ancora in corso in penale presso il Tribunale di Roma, e intentata dai gestori di un impianto a biomasse in Umbria.
Infine, IrpiMedia riceve settimanalmente richieste di rimozione contenuti o de-indicizzazione ai sensi del diritto all’oblio o della legge europea sulla privacy. Di queste, una minima parte di quelle ai sensi del diritto all’oblio sono fondate. L’enorme flusso di richieste infondate, da dovere comunque valutare una per una, ha fatto sì che la redazione del giornale abbia perso tempo e risorse che sarebbero dovute essere investite nella produzione di inchieste.
Il tuo sostegno per noi è fondamentale, perché con la tua donazione ci aiuterai a coprire i costi legali e le spese di mediazione e processuali che siamo costretti ad affrontare e nello stesso tempo ci permetterai di continuare a fare il nostro lavoro: informare.
Scegliere di sostenerci in queste battaglie vuol dire schierarsi dalla parte giusta, dalla parte della libertà di stampa.