#MinacciaNucleare
Lo strano amore dell’europa per il nucleare
Aggiornata il: 01 Luglio 2024
#MinacciaNucleare
È un amore ben radicato nella generazione dei boomer quello per il nucleare. Il potere dell’atomo è stato al cuore dei momenti più terrificanti e delle speranze più fantascientifiche della generazione del Dopoguerra. Ma questa stessa generazione, alla fine, a questa forma di energia ha perlopiù rinunciato. Eppure ogni vent’anni, appena i conti delle grandi aziende del settore tornano nel rosso più cupo, il nucleare tenta una rimonta.
Con l’annuncio di nuove tecnologie e un rinnovato processo di lobbismo, ogni volta tenta di rivendersi, e questa volta sembra aver più successo del solito, complici due grandi problemi del nostro tempo a cui sembra offrire delle soluzioni.
Il primo è la necessità di affrontare la crisi climatica: con troppo semplicismo spesso si riduce la trasformazione energetica a semplice “decarbonizzazione”, come se bastasse ridurre le emissioni per salvare il clima.
Ma la realtà è che la sostenibilità ambientale dipende da processi molto più complessi, e comunque i proclami di “nucleare verde” ignorano completamente il processo integrato dell’uranio, che dev’essere prima estratto dalla terra, trasportato, arricchito e poi gestito quando diventa scoria radioattiva, tutti processi ad alto impatto ambientale.
Il secondo è la crescente tensione geopolitica, specialmente sul fronte dell’invasione russa all’Ucraina. Ma il nucleare avrà bisogno di decenni prima di poterci dare indipendenza energetica, e nel frattempo l’industria nucleare resta quella che meno di tutte abbiamo sanzionato alla Russia, con cui su questo fronte l’Europa ancora collabora.
Sembra piuttosto che ci sia un rinnovato interesse per le applicazioni militari di questa tecnologia, e che, almeno in alcuni Paesi, sia la necessità di mantenere e ampliare gli arsenali atomici a supportare il nucleare civile.
Tutti questi dubbi e processi, tenuti ben lontani dai riflettori, li esploriamo nella serie #MinacciaNucleare. Per rendere più agile la lettura, abbiamo scelto di presentarla attraverso cinque articoli relativamente brevi, e linkati tra loro in più punti, che vi permetteranno di cominciare da dove volete e costruirvi indipendentemente il vostro percorso di lettura.
Ai primi cinque, se ne aggiungono altri due più “classici” di IrpiMedia: un’inchiesta sulle miniere di uranio francesi in Niger e una sull’attuale situazione attorno alle centrali nucleari in Ucraina. Buona Lettura!