#LaPrimaTrattativa
Per fermare il bandito Giuliano, lo stato italiano cominciò a trattare con criminali e mafiosi
Aggiornata il: 27 Settembre 2024
#LaPrimaTrattativa
Il 5 luglio 1950 moriva Salvatore Giuliano, il bandito più noto a livello nazionale e forse mondiale.
Intorno alla sua figura sono proliferate numerose mitologie, anche improbabili, almeno per gran parte degli storici. Sono leggende che rischiano di occultare i complotti clamorosi di cui la parabola del bandito certo non manca: su tutti, gli accordi tra apparati di sicurezza, mafiosi ed esponenti della sua stessa banda per catturarlo.
Le relazioni che vi furono tra Carabinieri, Polizia, funzionari statali da un lato, e banditi e membri della criminalità organizzata dall’altro, rappresentano, di fatto, la prima trattativa tra la Repubblica Italiana e il crimine.
Fu una trattativa segnata dall’uso di metodi di indagine «eccezionali e abnormi» e, riletta oggi, anticipa quanto visto negli anni successivi. Pratiche cariche di rischi e rivelatrici di significative linee di continuità tra l’età repubblicana e quelle precedenti, sia quella tardo-liberale, sia quella fascista.