#Carbonio
Carbonio, immaginare un carcere diverso
Aggiornata il: 03 Ottobre 2025
#Carbonio
Il carbonio è ovunque. È dentro di noi, nelle piante, nell’atmosfera, nelle rocce. Il carbonio è capace di unirsi ad altri elementi, creare le molecole più grandi che costituiscono gli organismi viventi, è in grado di trasformarsi, di cambiare.
Anche chi ha commesso un reato, per quanto grave, può cambiare. Nemmeno il carbonio però ci riesce da solo. Però insieme ad altri elementi e alle giuste condizioni può diventare diamante.
E per le persone quali sono le giuste condizioni? Il passare del tempo, di certo, le relazioni e il confronto con gli altri. Queste condizioni dovrebbero essere garantite a tutte le persone in carcere, stando all’articolo 27 della Costituzione. Nei fatti questo diritto però dipende da molti fattori.
Chi ha l’ergastolo ostativo, per esempio, non può interrompere la condanna e iniziare un percorso di graduale reinserimento nella società. Avere l’ergastolo ostativo significa di fatto morire in carcere (a meno che non si scelga di collaborare con la giustizia). Oppure chi è al 41bis si trova in un regime in cui viene sospesa qualsiasi relazione con l’esterno per evitare di comunicare, principalmente con altri membri della sua organizzazione criminale.
La serie Carbonio, immaginare un carcere diverso indaga il carcere per provare a pensarlo diverso, meno punitivo e più riabilitativo. Fino ad immaginare una società in cui non c’è. È sia una serie scritta sia un podcast. Quest’ultimo è nato dall’incontro con due ergastolani ostativi il cui percorso detentivo ha avuto esiti opposti: uno è morto nel 2019 dopo oltre 40 anni di detenzione ininterrotta, l’altro ha riacquistato la libertà. Sono le prime due di otto storie, il cui scopo è spiegare che cosa significa avere l’ergastolo ostativo e riflettere sulla possibilità di cambiamento di chi è considerato cattivo per sempre.