#EreditàDellAmianto
La fibra dimenticata: trent’anni di messa al bando dell’amianto
Aggiornata il: 24 Gennaio 2024
#EreditàDellAmianto
«[D]el tutto disapplicata»: così l’onorevole del Partito Democratico della Sinistra Aldo Rebecchi definisce la legge che, a fine marzo 1992, ha messo al bando in Italia la produzione di amianto e l’uso dei materiali che contengono questa fibra cancerogena. In seduta alla Camera, nel dicembre 1992 – quindi a pochi mesi dall’entrata in vigore della norma – Rebecchi denuncia la mancanza dei decreti che renderebbero esecutivo il divieto.
La contraddizione fra una legge in anticipo sui tempi – il bando comunitario sull’amianto sarà emanato dall’Ue oltre un decennio più tardi – e un processo di applicazione lento e tortuoso è la cifra della legislazione sull’amianto in Italia. Mappature incomplete, responsabilità poco chiare e mancanza di sensibilizzazione sul tema hanno fatto sì che, dopo trent’anni, di amianto ce ne sia ancora troppo, da bonificare e da smaltire: non solo visibile sui tetti, ma anche nascosto dentro stufe e canne fumarie, nelle tubature della rete idrica fino agli scheletri delle navi dismesse.