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Soccorritori, infrastrutture energetiche e double-tap: la guerra della Russia alle città ucraine

Gli attacchi dal cielo contro le città ucraine hanno registrato un’impennata dall’autunno del 2024. Ong ucraine, think tank e università internazionali monitorano i possibili crimini di guerra. Dati, infografiche e testimonianze per comprenderne la portata

#AttaccoAllUcraina
20.02.26
Lorenzo Bodrero, Julia Kalashnyk

È l’ennesima notte insonne a Kyiv tra il 16 e il 17 giugno 2025. Le sirene antiaeree si attivano poco dopo le 21:00 e il loro ululato cesserà soltanto alle 6:00 del mattino: più di nove ore di allarme ininterrotto in cui la Russia lancia contro le città ucraine 472 tra droni e missili da crociera. Di questi, la maggior parte è diretta verso la capitale. È in corso quello che, fino a quel momento, era stato descritto come «uno degli attacchi più letali» contro Kyiv dall’inizio della guerra. Tra le zone maggiormente colpite c’è Solomianskyi, quartiere residenziale sulla sponda destra del fiume Dnipro. 

La guerra russa all’Ucraina è anche una guerra contro la popolazione. Il 24 febbraio 2026 ricorre il quarto anniversario dell’invasione su larga scala sebbene il primo atto del conflitto è riconducibile al 2014, con l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia. Con il trascorrere degli anni e l’aumentare della copertura mediatica di altre guerre, come quella in Palestina, la percezione di atrocità e crimini di guerra commessi dalla Russia si è inevitabilmente affievolita.

Grazie all’analisi dei dati raccolti da ong ucraine, think tank internazionali e università statunitensi, è possibile valutare l’impatto della guerra nelle aree dell’Ucraina non immediatamente adiacenti alla linea del fronte.

Sono quattro le categorie con le quali analizzano gli attacchi dal cielo subiti dall’Ucraina. La prima riguarda missili e droni lanciati contro le città; la seconda gli attacchi double-tap, ovvero i bombardamenti contro lo stesso punto a distanza di pochi minuti così da colpire anche i soccorritori; la terza offre una panoramica degli attacchi contro personale e strutture sanitarie; infine, l’ultima parte mostra le conseguenze degli attacchi contro le infrastrutture energetiche. Gli episodi illustrati sono perseguibili come crimini di guerra, secondo le norme previste dalla Convenzione di Ginevra e dallo Statuto di Roma. 

Missili e droni contro l‘Ucraina

Quella notte di giugno, ricorda Viktor, nato e cresciuto a Solomianskyi, «c’è stata l’allerta ma ormai è una costante, siamo abituati, quindi sono andato a dormire». Il sonno dura però pochi minuti. Viene svegliato dal suono dei droni Shahed, velivoli senza pilota diventati uno dei simboli della guerra russa all’Ucraina. Il loro forte sibilo – dovuto al motore a monoelica che garantisce una gittata tra i 900 e i duemila chilometri in base al modello – è uno dei rumori distintivi di questa guerra, insieme alle sirene antiaeree, alle sorde esplosioni in lontananza, al sibilo dei missili da crociera, al ronzio dei generatori di corrente sui marciapiedi. Il costo ridotto degli Shahed – tra i 20 e i 50mila dollari a esemplare – consente una produzione di massa volta a saturare le difese aeree ucraine.

Alle prime esplosioni, Viktor si getta a terra dal letto, raggiunge a carponi la porta di ingresso e lascia il suo appartamento per dirigersi verso il rifugio antiaereo più vicino. Durante il breve tragitto un drone colpisce un palazzo a poche decine di metri di distanza (ascolta sotto, nda). Raggiunto indenne il rifugio, ci rimane circa tre ore. Quando rientra a casa capisce che il sonno è ormai perduto e mette in padella due uova. «Passano cinque o dieci minuti e sento un rumore diverso», spiega. Pesante, crescente, «come se qualcosa frusciasse nel cielo a grande velocità». Non è il suono di un drone.

L’audio estrapolato dal video girato da Vyktor mentre un drone Shahed colpisce un edificio a pochi metri di distanza. Sono distinguibili i suoni della contraerea mobile di Kyiv, veicoli blindati dotati di torretta e mitragliatrice che di giorno e di notte pattugliano le strade della capitale a caccia di droni

Si scoprirà che è quello di un missile da crociera Kh-101 lanciato dalla regione russa di Saratov, distante più di mille chilometri in linea d’aria da Kyiv. Viktor si affaccia alla finestra e capisce che è vicino, molto vicino. «In quell’istante il mio appartamento si riempie di una luce bianca per un secondo, c’è un’esplosione potentissima, l’edificio sobbalza». Al fragore seguono istanti di totale silenzio. Dopo pochi secondi, ricorda, «comincio a sentire persone urlare, cose che crollano, il cielo pieno di fumo». 

Lo shock per Viktor dura circa mezz’ora, poi la curiosità prevale sulla prudenza ed esce di nuovo di casa. Si avvicina al luogo dell’impatto, un condominio di nove piani. Viktor ne osserva immediatamente le conseguenze: la strada è colma di detriti, alberi e carcasse di auto che bruciano. Dove fino a pochi minuti prima c’erano una ventina di appartamenti ora c’è un’ampia voragine.

Il video di Viktor e il palazzo distrutto, nel quale sono morte 23 persone

Quella notte in tutta l’Ucraina sono morte 30 persone, 23 delle quali si trovavano all’interno del condominio a pochi passi da casa di Viktor, polverizzato dal missile da crociera Kh-101. È solo uno degli 87.000 missili e droni lanciati contro le città ucraine in quattro anni di guerra. Il numero ufficiale di civili uccisi – dal 2022 – è di 15.172 (di cui 766 bambini) e 41.378 feriti (2.540 bambini).

Sono stime fortemente al ribasso, che non tengono conto delle vittime civili nei territori occupati dove per il governo ucraino è impossibile operare. Solo nei primi tre mesi di conflitto, durante l’assedio di Mariupol, sarebbero morti 21mila civili, secondo quanto aveva dichiarato l’allora sindaco della città all’agenzia Associated Press.

Metodologia nella raccolta dei dati

I dati sul numero di missili e droni lanciati verso le città ucraine sono raccolti dal Center for Strategic and International Studies (Csis), think tank di Washington DC (Stati Uniti). Partono dal 28 settembre 2022, non sono quindi disponibili i dati relativi ai primi sette mesi dell’invasione. 

Quelli sul sostegno di Stati Uniti e Unione europea sono elaborati dal Kiel Institute, centro di ricerca no-profit tedesco. I dati europei riguardo il supporto economico e umanitario all’Ucraina si riferiscono alla somma degli aiuti elargiti dai Paesi Ue, dalla Commissione europea e dal Consiglio d’Europa; il supporto militare, invece, riguarda i soli Paesi membri dell’Unione europea.  

I dati sugli attacchi double-tap provengono dal database di Truth Hounds, ong ucraina impegnata nel documentare e denunciare i crimini di guerra russi in Ucraina dal 2014. 

Quelli sugli attacchi a personale e strutture sanitarie sono stati elaborati dalla Scuola di giurisprudenza della Vanderbilt University di Nashville (Stati Uniti) e coprono il periodo febbraio 2022 – luglio 2025.

I dati riguardanti la disponibilità di corrente elettrica nell’unità immobiliare presa in esame sono forniti da Dtek, società privata per la distribuzione di elettricità a Kyiv.   

I dati presenti in ciascuna infografica verranno aggiornati regolarmente, quelli invece presenti nel testo dell’articolo sono riferiti al giorno della pubblicazione.


Missili e droni contro l’Ucraina


Sono 87.100 i  missili e i droni kamikaze  lanciati dalla Russia contro le città ucraine. È visibile un evidente aumento a partire dall’autunno del 2024. I dati sono disponibili solo a partire da fine settembre 2022, non tengono quindi conto dei primi sette mesi di guerra.

Le Nazioni unite stimano che il 90% degli oltre 15mila morti civili in Ucraina sono da attribuire a esplosioni in aree popolate causate dall’aviazione e dall’artiglieria russa. Violazioni che, secondo la Commissione internazionale d’inchiesta sull’Ucraina dell’Onu, costituiscono potenziali crimini di guerra e contro l’umanità.

87.100

missili e droni lanciati contro l’Ucraina

61.352

missili e droni neutralizzati

Mariupol, Vovchansk, Bakhmut, Volnovakha, Sievierodonetsk, Maryinka, Soledar, Lysychansk, Popasna. Sono alcune delle città ucraine che a seguito dei pesanti bombardamenti subiti sono diventate quasi del tutto inabitabili.

Bakhmut nel 2021 e nel 2024 © PlaceMarks

Mariupol nel 2019 e nel 2022 © PlaceMarks

L’efficacia delle difese aeree ucraine

In media, ogni cento vettori lanciati, 15 vanno a segno. Ciò è possibile grazie al vasto uso da parte della Russia dei droni Shahed, i quali hanno lo scopo di saturare le difese aeree ucraine e consentire a vettori più esplosivi di superare indenni la contraerea.

Il sostegno all’Ucraina di Stati Uniti e Unione europea

Il calo nell’efficacia delle difese aeree ucraine nel 2025 coincide con l’interruzione degli aiuti economici da parte degli  Stati Uniti . Qui sotto il confronto con quelli provenienti da  istituzioni europee e Paesi Ue . I dati includono aiuti umanitari, economici e militari.

I dati  europei  riguardo il supporto militare si riferiscono ai soli Paesi membri dell’Unione europea. Quelli di tipo economico e umanitario riguardano invece i Paesi Ue, la Commissione europea e il Consiglio d’Europa.

Gli attacchi double-tap

Cherkaska Lozova è un paesino nella regione di Kharkiv, situato un chilometro a nord dell’omonimo capoluogo regionale. La regione era stata parzialmente occupata dall’esercito russo a seguito dell’invasione su larga scala. Tra agosto e settembre dello stesso anno le forze ucraine hanno riconquistato circa 12mila chilometri quadrati e oltre 500 insediamenti, in quella che oggi è nota come la controffensiva di Kharkiv.

Cherkaska Lozova era quindi sotto il controllo ucraino quando, alle 11:03 del 19 maggio 2024, un missile balistico ha colpito un centro ricreativo uccidendo cinque civili. I primi ad arrivare sul luogo dell’impatto sono la polizia locale, seguita a breve distanza da personale medico. Mentre prestano soccorso ai feriti, alle 11:21 un secondo missile colpisce a 40 metri di distanza dal punto del primo impatto, uccidendo altre quattro persone.

Si tratta di un attacco double-tap, ovvero colpire lo stesso bersaglio a distanza di pochi minuti, così da uccidere anche i soccorritori.

Il double-tap di maggio 2024 a Cherkaska Lozova © Lorenzo Bodrero

Il punto del secondo impatto © Ivan Samoilov/GwaraMedia

«Due dei nostri paramedici sono rimasti feriti a Cherkaska Lozova, un missile e dopo pochi minuti un altro – spiega a IrpiMedia Vyktor Zabashta, direttore del centro di emergenza medica di Kharkiv –. Lo fanno deliberatamente… noi cerchiamo di fare il possibile per ridurre i rischi, ma a volte non basta».

Secondo la ricostruzione dei ricercatori della ong Truth Hounds, il secondo missile è esploso a mezz’aria, a pochi metri dal suolo, così da massimizzare l’area dell’impatto. L’attacco ha causato la morte di nove persone in tutto, tra cui una donna incinta di sette mesi, e 28 feriti.

I double-tap non sono una pratica esclusiva dell’esercito russo. Già negli anni della war on terror degli Stati Uniti – il controverso ventennio di conflitti contro le organizzazioni terroristiche di tutto il mondo – ci sono stati diversi attacchi portati con droni americani a civili. Più di recente, Israele ha utilizzato le stesse tattiche a Gaza.


Gli attacchi double-tap


La ong Truth Hounds ha documentato almeno 410  attacchi double-tap  avvenuti tra il 24 febbraio 2022 e il 31 dicembre 2025. In tutto, sono morte  270 persone , tra civili e primi soccorritori (1.130 i feriti). Ciascuno dei casi soddisfa i criteri di ricerca stilati dalla ong: vittime civili, la conferma del luogo dell’attacco, un intervallo minimo di pochi minuti e poche ore tra un attacco e il successivo, la presenza verificata di soccorritori.

Il monitoraggio dei double-tap indica una evidente escalation nel 2024, ancor più accentuata nel 2025.

Gli attacchi alle strutture sanitarie

La mattina dell’8 luglio 2024, tre operazioni al cuore sono in corso nell’ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kyiv, il più grande dell’Ucraina, quando un missile distrugge completamente i reparti di Tossicologia e Traumatologia e danneggia gravemente quello di Oncologia. I 600 giovani pazienti ricoverati in quel momento e altrettante persone del personale medico vengono evacuati, tra le macerie verranno ritrovati due adulti mentre un bambino morirà più tardi per le ferite riportate.

È solo uno degli oltre duemila attacchi perpetrati dall’esercito russo contro strutture sanitarie e personale medico in cui sono stati uccisi più di 290 medici, infermieri e soccorritori. 

Il personale medico che opera negli ospedali, in strutture di assistenza e che fornisce soccorso ai feriti di guerra è una categorie protetta dalla Quarta convenzione di Ginevra. Tutte le parti in un conflitto hanno l’obbligo di salvaguardare la loro incolumità. Secondo la ong Physicians for Human Rights vi sono fondati motivi perché i ripetuti attacchi russi al sistema sanitario ucraino costituiscano crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Il momento in cui un missile russo colpisce l’ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kyiv © x.com/united24media

Le conseguenze dell’attacco all’ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kyiv © x.com/united24media

I primi soccorsi dopo l’attacco all’ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kyiv © x.com/IrynaVoichuk

Tra questi ci sono quelli subiti dalla medica volontaria ucraina Yuliia Paievska, catturata dall’esercito russo a Mariupol a marzo 2022. 

Durante l’assedio della città a seguito dell’invasione su larga scala, Paievska era in servizio come medico militare volontario in uno degli ospedali di Mariupol dove prestava soccorso ai feriti, organizzava l’evacuazione dei pazienti più gravi e ogni giorno registrava tutto tramite la sua bodycam. Prima della sua cattura era riuscita a consegnare parte di quel materiale a una troupe dell’Associated Press: alcune delle immagini da lei raccolte sono incluse in 20 Days in Mariupol, il documentario sulle prime tre settimane dell’assedio dell’omonima città vincitore del premio Oscar come miglior documentario nel 2024. 

La prigionia di Paievska è durata tre mesi durante i quali ha subito pestaggi, torture, privazione di acqua e cibo e condizioni di detenzione inumane. Oggi, dice, ha superato quell’esperienza grazie alla poesia e condivide la sua storia in difesa dei prigionieri di guerra ucraini mentre come volontaria continua a prestare servizio nella Guardia nazionale. 

Secondo le stime più recenti della Croce rossa internazionale, circa 500 professionisti del settore sanitario sono detenuti illegalmente dall’esercito russo.


Gli attacchi a personale e strutture sanitarie


Secondo l’articolo 15(2) dello Statuto di Roma, la Corte penale internazionale (Cpi) ha l’obbligo di prendere in considerazione le informazioni ricevute circa eventuali crimini qualora siano compiuti all’interno della giurisdizione della Corte stessa ed, eventualmente, aprire le proprie indagini.

È l’articolo a cui si appella il report della Scuola di legge dell’università di Vanderbilt (a Nashville, Usa) inviato alla Cpi ad agosto 2025. Si afferma che «le forze russe hanno  attaccato deliberatamente strutture sanitarie  e impedito l’accesso ai servizi medici fin dall’inizio dell’invasione», in quello che viene descritto come uno schema «sistematico e deliberato».

L’università americana ha registrato più di 1.200 attacchi a strutture e personale sanitario, in cui sono state uccise  1.881 persone .

I due grafici includono le seguenti tipologie di eventi: attacchi double-tap e indiscriminati contro personale medico, occupazioni di strutture sanitarie e appropriazioni indebite di beni, detenzione o danni a personale medico, distruzione di strutture mediche.

Gli attacchi alle infrastrutture energetiche

I primi attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine risalgono a settembre 2022, sei mesi dopo l’inizio della guerra su larga scala. Dalla primavera del 2024 gli attacchi di questo tipo si sono intensificati, fino a raggiungere l’apice questo inverno, e sono ormai sistemici.

Il Diritto umanitario internazionale stabilisce che un impianto energetico può costituire un legittimo obiettivo militare qualora questo contribuisca allo sforzo bellico di una parte in causa.

La rappresentanza alle Nazioni unite dell’Unione europea ha definito gli attacchi dei russi contro gli impianti ucraini di natura «diffusa e sistematica». La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sull’Ucraina nel 2023 ha aggiunto che questi attacchi «costituiscono un crimine di guerra, per aver provocato un numero eccessivo di morti, feriti o danni incidentali».

L’inverno tra 2025 e 2026 non è stato da meno, finora. Il 9 gennaio, circa seimila condomini a Kyiv sono rimasti senza elettricità e acqua per un giorno e mezzo a causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche della notte precedente. Con temperature esterne intorno ai -10 gradi centigradi, il sindaco della capitale ha invitato gli abitanti che potevano permetterselo a lasciare la città per trovare riparo in zone meno colpite.

Gli attacchi di quei giorni hanno causato la peggiore interruzione di riscaldamento ed elettricità dall’inizio della guerra, con l’obiettivo di rendere la capitale «inabitabile», secondo il New York Times. Lo stesso giorno, condizioni simili si sono registrate negli oblast di Leopoli, Dnipro e Zaporizhzhya in cui oltre un milione di persone sono rimaste senza elettricità e riscaldamento.

Yaroslava, 7 anni, legge un libro con l’ausilio di una torcia nella sua casa durante un blackout a Kyiv il 25 dicembre 2025 © Tetyana Ogarkova

A una bambina viene offerto un pasto caldo a Kyiv con temperatura di -15 gradi la notte del 15 gennaio, giorno in cui è stata dichiarata l’emergenza nazionale © x.com/chefjoseandres

Kyiv e il fiume Dnipro completamente ghiacciato in una foto del 9 gennaio 2026, con temperature di -8 gradi centigradi © Artem Gvozdkov/Getty

Tende della Protezione civile ucraina a Kyiv dove la popolazione può riscaldarsi durante la mancanza di riscaldamento nelle proprie abitazioni © x.com/BohuslavskaKate

Con temperature minime intorno ai -20 gradi centigradi, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale del settore energetico il 12 gennaio.

Tra ottobre 2025 e metà gennaio 2026, la Russia ha lanciato 256 missili e droni contro gli impianti energetici e i sistemi di fornitura di calore dell’Ucraina, colpendo 11 centrali idroelettriche, 49 centrali termoelettriche e 151 sottostazioni. 

Secondo il ministero dell’Energia ucraino, non c’è struttura energetica nel Paese che non sia stata colpita da missili russi. Attaccare centrali e sottostazioni elettriche significa anche mettere a repentaglio l’alimentazione di apparecchiature che tengono in vita centinaia di pazienti negli ospedali e nelle strutture sanitarie in tutta l’Ucraina.


Gli attacchi alle infrastrutture energetiche


Prima dell’invasione su larga scala da parte della Russia, il settore energetico dell’Ucraina era uno dei più sviluppati in Europa. Oggi, la capacità è  inferiore al 10% .

Con tre milioni di abitanti, Kyiv è la città in cui la situazione energetica è più drammatica.

Il 9 gennaio, ad esempio, circa 6.000 palazzi erano  senza corrente e riscaldamento .

Nella capitale e in altre città ucraine la corrente è disponibile in determinate fasce orarie e in base al distretto di appartenenza (sei distretti in tutto). Quello evidenziato è il  distretto numero 4  di Kyiv, su entrambe le sponde del Dnipro.

 Qui  è dove abita Lukas, in un appartamento al settimo piano insieme a sua moglie e alla figlia di sette anni.

Tramite un’applicazione è possibile conoscere in anticipo in quali fasce orarie la corrente è disponibile nel proprio distretto: ad esempio, il 15 gennaio l’appartamento di Lukas ha beneficiato di  tre ore  di elettricità e riscaldamento, con temperatura esterne di  -15 gradi .

L’immagine qui sotto mostra le  interruzioni di elettricità  nel palazzo di Lukas dall’1 dicembre 2025 al 9 febbraio 2026. Sono evidenziate le fasce  giornaliere  e  notturne .

Crediti

Autori

Lorenzo Bodrero
Julia Kalashnyk

Editing

Lorenzo Bagnoli

Fact-checking

Lorenzo Bagnoli

Visuals

Lorenzo Bodrero
Vadym Klymenjo

Ha collaborato

PlaceMarks

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