«Più di 63.200. Abbiamo trovato le tende, abbiamo aperto i cantieri e ora lasciamo agli studenti, alle loro famiglie e al Paese più di 63.200 posti letto». Inizia così il video pubblicato sui social dalla ministra Anna Maria Bernini il 2 settembre 2026. Il risultato rientra nel «piano housing» del ministero dell’Università e della Ricerca (Mur), che prevedeva di realizzare 60mila nuovi posti letto per studenti entro giugno 2026, utilizzando i fondi del Pnrr.
Non tutti i posti letto, però, sono già disponibili: come si legge in un comunicato del ministero, solo circa 33mila sono stati già realizzati e saranno disponibili a breve, mentre i restanti saranno pronti nel 2027, grazie a un nuovo bando gestito da Cassa depositi e prestiti.
L’inchiesta in breve
- A inizio settembre 2026, il ministero dell’Università e della Ricerca ha annunciato il completamento di 33mila posti letto per studenti, finanziati con 600 milioni di euro del Pnrr. I contributi sono andati quasi tutti ad aziende private, in alcuni casi legate alla politica
- Analizzando i beneficiari, IrpiMedia ha individuato studentati a decine di chilometri dalle università o in località turistiche più simili ad alberghi, progetti riconducibili a soggetti coinvolti in procedimenti giudiziari, e tentativi di speculazione edilizia
- Dove il fabbisogno di posti letto era maggiore i finanziamenti non sono arrivati. In 47 province i posti letto creati sono meno di un terzo dell’obiettivo minimo ministeriale. Succede in tutte le principali città universitarie: Roma, Torino, Padova, Bologna, Napoli e Palermo
- «Abbiamo indebitato il Paese per favorire gli affari di pochi?» ha commentato Elisabetta Piccolotti di Sinistra Italiana. «Avevamo chiesto fin dall’inizio di destinare tutti i fondi agli enti pubblici regionali per il diritto allo studio: sarebbe stato molto più utile e giusto»
Non basta però dire quanti posti letto sono stati creati: è necessario capire anche come. IrpiMedia, con il supporto della piattaforma Datacros di Transcrime, ha analizzato i risultati del bando del 2024 con cui il ministero ha finanziato – con circa 600 milioni di euro del Pnrr – i 33 mila posti letto già realizzati.
Sono emerse una serie di problematiche, dovute a un regolamento poco stringente: finanziamenti per studentati a decine di chilometri dalle università, progetti riconducibili a soggetti coinvolti in procedimenti giudiziari, edifici in località turistiche simili più ad alberghi che a studentati.
La geografia del fabbisogno
Nel bando il ministero ha specificato il numero di fuorisede e di posti nelle residenze studentesche già disponibili. Così è stato indicato il fabbisogno di posti letto e un obiettivo: coprire il 20% degli studenti fuorisede in ciascuna provincia.
Il target però non è vincolante: non c’è nessun obbligo a distribuire gli studentati seguendo le necessità individuate dal ministero. L’analisi condotta da IrpiMedia dimostra che la distribuzione dei posti letto finanziati non segue la geografia del fabbisogno, risultando invece insufficiente in molte grandi città.
A Milano, i posti finanziati sono stati appena 1.659, il 9% dell’obiettivo. A Firenze e Bari il target è ancora più lontano, con i nuovi posti letto che coprono circa il 2% del fabbisogno.
La distribuzione dei posti letto realizzati tramite il DM 481 in Italia
Il Mur ha stimato un obiettivo minimo di nuovi posti letto da creare in ogni provincia, attraverso il DM 481, per arrivare a coprire il 20% della domanda. Abbiamo confrontato questo obiettivo minimo con il numero di posti letto effettivamente creati
IrpiMedia ha identificato 47 province nelle quali i posti letto creati sono meno di un terzo dell’obiettivo minimo individuato dal ministero. Tra queste si contano tutte le principali città universitarie, tra cui Roma, Torino, Padova, Bologna, Napoli e Palermo.
Al contrario, in alcune province che ospitano sedi universitarie più piccole ci sono più studentati del necessario. È il caso di Agrigento, Biella e Caltanissetta, dove il totale dei nuovi posti letto sarebbero sufficienti, secondo i dati del Mur, a coprire quasi tutti i fuorisede presenti nella provincia. In altri casi, l’obiettivo minimo era già raggiunto e sono stati comunque finanziati centinaia di posti: 137 a Lucca, dove il ministero stimava appena una trentina studenti fuorisede scoperti, e più di 700 a Cosenza.
Sostienici e partecipa a MyIrpi
Regala l’adesione a MyIrpi+
e ricevi in omaggio la nostra T-shirt IrpiMedia.
Diventa una fonte.
Con IrpiLeaks puoi comunicare con noi in sicurezza.
«Sarebbe stato giusto puntare sulle grandi città, che sono più care a causa dell’eccesso di richiesta, e invece sono spuntati progetti in città più piccole, eccessivi rispetto alla domanda», commenta Elisabetta Piccolotti, deputata di Sinistra Italiana che si è occupata spesso del tema. «L’idea di usare i fondi Pnrr per le residenze universitarie private è stata un fallimento da molti punti di vista: per i prezzi, che saranno comunque troppo alti, e anche per la distribuzione sul territorio», conclude Piccolotti.
Affitti troppo alti
Gli edifici privati sovvenzionati dal decreto ministeriale 481/2024 sono vincolati alle clausole del bando (e quindi a essere studentati) soltanto per i primi 12 anni di attività. Durante questo periodo, il gestore deve destinare almeno il 30% dei posti letto «a studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi», tramite le graduatorie degli organismi regionali per il diritto allo studio. Il restante 70% è sul libero mercato. L’utenza di questi studentati, quindi, si divide in due categorie: gli studenti che accedono al posto letto tramite enti per il diritto allo studio, e quindi hanno accesso a tariffe agevolate, e coloro che pagano la stanza a prezzo pieno.
Con la tariffa agevolata, per i primi tre anni il prezzo della stanza coincide con quello previsto per gli studentati pubblici, fuori dalle dinamiche di mercato. Poi, per i successivi nove la tariffa ammonta al 75% del costo medio stimato dal Mur di una stanza sul mercato. La tariffa non agevolata, invece, corrisponde all’85% della media di mercato.
Così, secondo il ministero, tutti i posti letto sarebbero più economici rispetto al mercato degli affitti. Ma, come ha scoperto Will Media, spesso non è così. Secondo Will, i costi delle stanze degli studentati su libero mercato rimangono molto più alti di quelli forniti dal sito Immobiliare.it. Solo in Lazio e in Lombardia la stanza in studentato ha un prezzo minore rispetto a quelle sul mercato privato.
Privati e politica
Fra i beneficiari del bando, i soggetti pubblici sono una piccola minoranza, appena il 3,8% dei 626 progetti finanziati.
«La struttura stessa del decreto favorisce enormemente la partecipazione privata, basta guardare ai termini», spiega Emilio Di Marzio, presidente dell’Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario (Andisu). Le tempistiche infatti – con scadenza il 31 agosto 2026 per la consegna dei posti letto– sono molto stringenti, e difficili da rispettare per un ente pubblico. «Individuare il bene, che realisticamente è già nelle disponibilità dell’ente, mettere a gara l’appalto per la ristrutturazione e inaugurare in meno di due anni, sarebbe stata un’operazione a dir poco impossibile», dice Di Marzio.
Come avevamo già raccontato su IrpiMedia, quando ancora non si conoscevano i nomi dei beneficiari del bando studentati, il risultato è una sostanziale esclusione dei soggetti pubblici.
A sottolineare l’eccessiva generosità del bando studentati nei confronti del privato sono anche i movimenti studenteschi. «È stato fatto appositamente per fare in modo che i privati potessero fare quello che vogliono», sottolinea Federica Gallo, 21 anni, attivista del movimento studentesco napoletano Collettivo Autorganizzato Universitario, da anni attivo sul tema. «È molto chiara questa operazione, nel momento in cui non si mettono delle clausole ben precise», spiega.
Fra i beneficiari privati c’è la società Scs Costruzioni, che a Catania sta realizzando due studentati, per un totale di 72 posti, grazie a un finanziamento Pnrr di quasi un milione e mezzo di euro. La maggioranza della società è intestata a Salvatore Capizzi, padre di Giuseppe Capizzi, imprenditore vicino al partito Fratelli d’Italia che dal 2023 è sindaco di Maletto, in provincia di Catania.
Nelle carte di un’indagine dei carabinieri del Ros di Palermo – che nel 2025 ha portato all’arresto dell’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro – Giuseppe Capizzi (non indagato) viene descritto come il gestore di fatto dell’azienda di costruzioni di famiglia. Secondo gli investigatori Capizzi avrebbe messo gratuitamente a disposizione di Cuffaro una macchina con autista intestata alla Scs Costruzioni, la società che sta costruendo i due studentati a Catania.
Nel 2024 Capizzi ha ammesso di aver pagato tangenti all’allora commissario del governo per il dissesto idrogeologico in Sicilia, patteggiando una pena a due anni per corruzione. L’anno successivo è stato indagato per turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture rispetto a un appalto per il rifacimento della rete idrica di Agrigento. Secondo gli inquirenti, il consorzio di aziende di cui era a capo avrebbe fatto una proposta che non avrebbe consentito «la concreta esecuzione dei lavori e senza in realtà avere i requisiti economici», si legge nelle carte dell’indagine.
Alle domande di IrpiMedia Scs Costruzioni non ha risposto.
Vendesi contributo Pnrr
In almeno due casi, le aziende beneficiarie hanno messo in vendita gli immobili subito dopo aver vinto il bando Pnrr.
Il 5 febbraio 2026, sul gruppo Facebook “Investimenti Immobiliari” e sui principali portali di compravendita immobiliare, viene pubblicato un annuncio: «Vendesi – Monfalcone (GO). Ramo d’azienda formato da immobile e decreto pnrr». Si tratta di un palazzo fatiscente di 1.300 metri quadrati su tre piani in provincia di Gorizia.
Per approfondire
L’edificio, abbandonato da anni, era stato comprato a giugno del 2024 dalla società Fimer Invest Srl per 97 mila euro. Un anno dopo, Fimer ha ottenuto un contributo Pnrr da 1,3 milioni di euro per trasformare l’edificio in uno studentato da 69 posti. Dopo qualche mese il palazzo è stato messo in vendita a 2,2 milioni di euro, oltre venti volte il prezzo di acquisto.

Anche a Napoli c’è stato un caso simile, quello dell’”HCN – Hostel Costantinopoli Napoli”, progetto per un grande studentato da oltre 500 posti, finanziato con 11 milioni di euro del Pnrr.
Il palazzo era stato acquistato nel 2023 dalla società Immobiliare Neapolis Spa, che l’ha poi dato in comodato d’uso alla Bryn srl. Dopo aver ottenuto l’assegnazione dei contributi, l’edificio è stato messo in vendita. Nell’annuncio si legge: «Si propone in vendita l’intera operazione HCN – Hostel Costantinopoli Napoli», specificando: «Già ottenuto contributo a fondo perduto (Pnrr Missione 4)».
Entrambi i progetti di studentati sono rimasti invenduti e a fine giugno di quest’anno sono stati inseriti dal ministero nella lista delle candidature oggetto di rinuncia o esclusione: i lavori non sono mai iniziati e le società coinvolte non hanno ricevuto i fondi.
Contattata da IrpiMedia, Bryn srl, titolare del progetto napoletano, ha specificato che «l’eventuale cessione» rientra «nelle ordinarie e legittime dinamiche del mercato del real estate». La società ha anche spiegato che i lavori non sono mai iniziati a causa di un’autorizzazione mancante da parte del Comune di Napoli. Nel frattempo invece Fimer Invest, titolare del progetto a Monfalcone, è fallita e non è stato possibile raggiungerla per un commento.
Non ci sono disposizioni che vietano queste operazioni. Nel bando si esplicita che le modifiche ai beneficiari sono consentite purché subentri «un altro operatore economico che soddisfi gli iniziali criteri» di ammissione. È stato un allargamento in corso d’opera, decretato a maggio 2026: una prima versione del bando infatti consentiva variazioni del soggetto beneficiario solo in caso di «fusioni e/o incorporazioni».
A «ragionevole» distanza
Tra i criteri stabiliti dal Mur per valutare le candidature non compare la distanza dalle sedi universitarie. Nel decreto è scritto soltanto che i progetti devono essere «in prossimità di capoluoghi di provincia che ospitano sedi» universitarie, le quali devono essere «agevolmente raggiungibili». Non è menzionata, quindi, una distanza massima ammissibile tra studentati e università.
In una nota, il ministro ha spiegato che la commissione di valutazione «stabilirà se la distanza tra la sede universitaria, i principali snodi di trasporto pubblico e la residenza universitaria» sia «ragionevole» e quindi lo studentato finanziabile. Alla domanda su quali criteri oggettivi siano stati usati dalla commissione per valutare la «ragionevolezza» il Mur non ha risposto.
All’assenza di vincoli chiari sul posizionamento degli studentati si aggiunge la possibilità di destinare i posti letto non a studenti per parte dell’anno. Questo ha reso appetibile il bando anche a soggetti attori nel settore turistico. Tra le 390 società finanziate, almeno 58 si occupano di hospitality eturismo, per un contributo pubblico complessivo (non solo Pnrr) di circa 120 milioni di euro. Non mancano studentati in riva al mare (ad esempio a Rimini, o a San Benedetto del Tronto) o in luoghi fortemente turistici (come ad Assisi o a Travedona Monate, vicino al Lago Maggiore).
Un caso esemplare è lo studentato in costruzione a Lido di Camaiore, località balneare della Versilia. Le sedi universitarie pubbliche più vicine sono a Lucca e a Pisa, entrambe distanti circa 30 chilometri. Il progetto, assegnatario di un finanziamento pubblico per oltre due milioni di euro e gestito dalla società Smile Srl, riguarda due edifici che coincidono con le strutture ricettive “Residence Caravel” e “Camere al Mare”. A luglio 2026, sul cartello del cantiere di fronte agli edifici campeggiava la descrizione: «Opere per realizzazione di b&b». Allo stesso modo, la pratica edilizia depositata al Comune di Camaiore ha come oggetto «realizzazione b&b».

Abbiamo chiesto a Smile Srl quale utenza andrebbe a servire lo studentato a Lido di Camaiore, senza ottenere risposta.
Colonie e ville d’epoca
Fra le società vincitrici del bando studentati attive in settori piuttosto distanti dalla residenzialità studentesca c’è anche la onlus Sodalitas, una cooperativa fondata da Mario Mantovani, ex parlamentare di Forza Italia oggi eurodeputato di Fratelli d’Italia e sindaco di Arconate, in provincia di Milano.
Sodalitas, che si occupa di gestione di residenze per anziani, ha ricevuto due finanziamenti per un totale di quasi cinque milioni di euro. I due progetti in questione riguardano uno studentato a Bellaria-Igea Marina, sulla costa romagnola a una decina di chilometri da Rimini, e un altro a Castelletto di Cuggiono, in una villa settecentesca a più di trenta chilometri da Milano.
A Bellaria, Mantovani è attivo da molti anni nella gestione di case vacanze per anziani. Nel 2020 una società di cui è azionista di maggioranza – la Spem Srl – avrebbe acquistato all’asta l’ex colonia Reggiana, una proprietà di oltre cinquemila metri quadri a pochi metri dalla spiaggia. È qui che dovrebbe sorgere il nuovo studentato da 165 posti.
Alla domanda su quale sia stata la sede universitaria più vicina indicata nel bando, né la Spem né il ministero hanno risposto.
Una soluzione alla crisi abitativa?
A due anni e mezzo dalla pubblicazione del bando studentati, la strategia del governo per fronteggiare la crisi abitativa studentesca lascia numerosi dubbi. Sono stati creati migliaia di nuovi posti letto, ma lontano dalle università e con condizioni fortemente vantaggiose per i privati. Per verificare l’effettiva messa a disposizione delle stanze già pronte, poi, bisognerà aspettare le ispezioni del Demanio che dovrebbero avvenire entro ottobre 2026.
«È chiaro che qualche imprenditore era interessato a incamerare i finanziamenti più che a dare risposte alla crisi abitativa», conclude la deputata Elisabetta Piccolotti. «Abbiamo indebitato il Paese per favorire gli affari di pochi? Avevamo chiesto fin dall’inizio di destinare tutti i fondi agli enti pubblici regionali per il diritto allo studio: sarebbe stato molto più utile e giusto».
Le inchieste e gli eventi di IrpiMedia sono anche su WhatsApp. Clicca qui per iscriverti e restare sempre aggiornat*. Ricordati di scegliere “Iscriviti” e di attivare le notifiche.