Giugno 2025. Guenther Rudolph si trova al Clarion Congress Hotel di Praga per una delle più importanti fiere del mondo della sorveglianza: la Iss World Europe. Cittadino austriaco, è il direttore delle vendite di First Wap, azienda registrata in Indonesia e a Dubai. Insieme a lui, ci sono tutti i vertici dell’azienda.
Rudolph sta parlando con due persone che pensa possano diventare potenziali clienti. Dicono di essere emissari di una società mineraria in Africa occidentale che ha bisogno di tracciare gruppi di ambientalisti che vogliono ostacolare la costruzione di un’opera. Solo che in realtà sono due giornalisti sotto copertura.
Rudolph e i manager di First Wap presentano ai giornalisti un software che pensano possa fare al caso loro perché è in grado di localizzare la posizione di un cellulare a partire dal solo numero di telefono. Si chiama Altamides, acronimo di Advanced location tracking and mobile information and deception system.
L’inchiesta in breve
- L’inchiesta Surveillance Secrets svela le attività di First Wap, azienda attiva da circa 20 anni nel mondo della sorveglianza. Al centro dell’inchiesta c’è Altamides, il sistema in grado di localizzare un cellulare, intercettare telefonate e sms, clonare profili Whatsapp, monitorare il traffico internet
- I colleghi di Lighthouse Reports hanno condiviso con un team di media internazionali, tra cui IrpiMedia, un archivio segreto che contiene i bersagli di Altamides. Tra gli italiani ci sono il giornalista Gianluigi Nuzzi e un ex manager Eni
- Durante la più importante fiera della sorveglianza europea, i manager di First Wap hanno consigliato a due giornalisti sotto copertura i modi in cui può essere utilizzato Altamides. La società è registrata in Indonesia e ha una sede a Dubai per approfittare delle regolamentazioni più permissive in termini di export
- Come racconta un ex dipendente, First Wap non aveva scrupoli in fatto di clienti. Il loro sistema di spionaggio è stato venduto a governi e forze dell’ordine in Nigeria, Malesia, Singapore, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Uzbekistan, Arabia Saudita e Bielorussia
- Ci sono prove che sia stato utilizzato anche da agenzie di investigazioni private, come la britannica Kcs Group, che a sua volta procacciava clienti per First Wap
Mostrano l’interfaccia del software da un computer. «Inserisci qui il numero di telefono e ti restituisce l’area in cui si trova il sospettato o il tuo target», spiega Rudolph. Altamides, aggiunge un altro manager, ascolta le chiamate in entrata e in uscita, legge gli sms e monitora anche il traffico internet. Nelle brochure di presentazione, Altamides è indicato come un prodotto per governi e agenzie di sicurezza.
First Wap ha approfittato delle regole permissive dell’Indonesia per costruire in quasi vent’anni un impero del tracciamento dei telefonini di cui non si conosceva nulla. Fino a quando, nel 2024, la redazione investigativa di Lighthouse Reports ha ottenuto e condiviso con un consorzio di giornalisti – di cui IrpiMedia per l’Italia – un archivio segreto in cui sono contenuti i numeri di telefono tenuti sotto traccia dall’azienda, ma anche dati che geolocalizzano gli spostamenti dei bersagli e informazioni in merito a coloro che hanno incontrato.
Una miniera di informazioni che permette di rivelare per la prima volta dall’interno i segreti di una delle più longeve società che forniscono strumenti di tracciamento dei telefoni.
L’inchiesta Surveillance Secrets
Surveillance Secrets è un’inchiesta collaborativa coordinata da Lighthouse Reports. IrpiMedia è partner italiano dell’inchiesta. Le altre testate che hanno realizzato questo lavoro sono Paper Trail Media, The Center for Investigative Reporting, ZDF, Der Spiegel, Tamedia, Der Standard, Haaretz, Tempo, KRIK, Investigace.cz, Le Monde e NRK.
I giornalisti per mesi hanno analizzato l’archivio di First Wap per identificare i bersagli e i clienti dell’azienda. L’inchiesta identifica telefoni sorvegliati in 168 Paesi, a partire dal 2007. Sono oltre 1,5 milioni i tentativi di localizzazione di telefoni e si stima che i potenziali bersagli colpiti siano stati oltre 10mila.
L’Italia è il decimo Paese per numeri di telefono colpiti da tentativi di localizzazione. I giornalisti hanno anche parlato con decine di vittime coinvolte dal tracciamento, hanno ottenuto documenti riservati e comunicazioni che spiegano come Altamides, il software venduto da First Wap, veniva commercializzato. E hanno intervistato esperti del settore ed ex dipendenti dell’azienda per comprenderne il funzionamento e la clientela.
First Wap è stata fondata da Joseph Fuchs, un austriaco emigrato in Indonesia negli anni Novanta, in precedenza ha lavorato come ingegnere alla Siemens. Inizialmente, l’azienda si occupava di messaggistica via sms, poi è diventata una dei pionieri del tracciamento della posizione dei cellulari, in qualsiasi zona del mondo essi si trovino.
Contattata dai giornalisti, l’azienda nega ogni coinvolgimento nella violazione dei diritti umani. E aggiunge: «First Wap vende i propri prodotti solo a enti governativi che dispongono di un mandato legale chiaro e verificato per l’acquisto e l’utilizzo di tali prodotti. Tutti questi prodotti sono gestiti dai clienti e, dopo l’installazione, First Wap non ha alcun accesso agli stessi».
Come funziona Altamides
Altamides non è uno spyware, cioè un software che viene installato nello smartphone e ne monitora ogni operazione. Non va inoculato attraverso link da cliccare inviati tramite sms o chat né con documenti pdf da aprire. Raccoglie solo informazioni dalla rete telefonica appoggiandosi direttamente a operatori telefonici o ad agenzie governative. Non entra nello smartphone perché sfrutta lo stesso meccanismo della rete telefonica che regola la comunicazione tra cellulari (IrpiMedia aveva parlato di questa vulnerabilità nella serie #SeTelefonando).
Tra gli operatori telefonici con cui aveva accordi ci sono Telkomsel, un’azienda indonesiana, e Mobilkom Liechtenstein, ora Telecom Liechtenstein. Quest’ultima, a seguito di una richiesta di commento, ha dichiarato di aver sospeso dopo oltre vent’anni il rapporto commerciale con First Wap e bloccato tutti i servizi fino al chiarimento delle accuse.
Altamides può essere impostato per monitorare gli spostamenti di un telefono-bersaglio ogni 5-10 minuti per diversi giorni di fila, così da dedurne i comportamenti abituali. Prevede anche una forma di raccolta passiva di informazioni dall’intera rete nazionale per poi verificare successivamente, in un dato giorno, chi fosse agganciato a una specifica cella telefonica. Questa funzionalità può essere utilizzata per individuare chi partecipa a delle manifestazioni, ad esempio.
Altamides può anche essere utilizzato per clonare un account Whatsapp, facendo però perdere l’accesso al legittimo proprietario. Il sistema infatti intercetta il codice di verifica per l’autenticazione dell’accesso che l’app di messaggistica invia via sms quando si registra un nuovo dispositivo, quindi può crearlo altrove e controllarlo. Può anche dirottare il traffico internet: mentre una vittima pensa di visitare un sito web legittimo, Altamides l’ha reindirizzata verso un sito web identico ma “malevolo”.
Scopo di un’operazione del genere è tracciare il telefono anche attraverso uno spyware installato proprio attraverso il sito-fake. First Wap però non produce spyware: per quelli si appoggia ad altre aziende.
I bersagli di First Wap
Tra gli obiettivi di First Wap ci sono giornalisti, politici, manager, personaggi famosi. In Italia, ad esempio, c’è il giornalista Gianluigi Nuzzi, il cui telefono è stato agganciato da Altamides nel 2012, durante la pubblicazione del libro Sua Santità, una delle inchieste che ha realizzato sulle finanze del Vaticano.
C’è anche Roberto Casula, ex manager di Eni, i cui movimenti sono stati tracciati nel 2013, dopo che le ong ReCommon, Heda, The Corner House e Global Witness hanno depositato un esposto negli Usa e in Regno Unito in cui accusavano la società petrolifera di corruzione internazionale in Nigeria. Dall’esposto poi è scaturito un processo anche in Italia, chiusosi con l’assoluzione con formula piena di tutti gli imputati.
Dall’inchiesta Surveillance Secrets
All’estero, il sistema è stato utilizzato per tracciare anche un giornalista di Tempo, media indonesiano che fa parte di Surveillance Secrets, che nel 2014 stava lavorando sul calcio-scommesse nel sud-est asiatico. Ci sono poi l’ex primo ministro del Qatar, la moglie dell’ex presidente della Siria Bashar al-Assad, star della musica come Jared Leto e dirigenti aziendali di alto livello, tra cui Anne Wojcicki, co-fondatrice dell’azienda 23andMe ed ex moglie di uno dei co-fondatori di Google. Wojcicki ha riferito di non essere a conoscenza dei tentativi di sorvegliarla.
C’è persino un gruppo di una ventina di dipendenti della Red Bull, inclusi dirigenti. Ma c’è anche il monitoraggio dell’autista e guardia del corpo dell’ex capo dell’intelligence del Ruanda, quest’ultimo era un membro del partito di opposizione in esilio in Sudafrica e in seguito è stato assassinato.
Non sempre è possibile stabilire chi abbia ingaggiato First Wap. In alcuni casi, grazie alla ricostruzione con le fonti e ai dati dell’archivio della società, si trovano riferimenti a governi e forze di polizia. In altri, si ritrovano investigatori privati, in altri ancora aziende.
Ad esempio, ci sono rivenditori autorizzati di First Wap che testano i prodotti su di sé mentre offrono dimostrazioni in giro per il mondo a potenziali clienti. Spesso, a pochi minuti di distanza dai rivenditori, vengono localizzati nello stesso posto numeri di telefono appartenenti a poliziotti, militari o membri dell’intelligence di quel Paese.
I rivenditori di First Wap viaggiano in Guinea Equatoriale, Turkmenistan, Yemen, Oman e Giordania.
Tour del mondo
I Paesi in cui i dipendenti delle aziende che vendono Altamides sono stati localizzati tra il 2007 e il 2014. Sono casi in cui o loro stessi hanno testato il sistema su di sé oppure i loro colleghi l’hanno fatto a scopo di dimostrazione per i clienti

Come l’ha usato Kcs
Knightsbridge Company Services, nota come Kcs Group, è un’agenzia investigativa britannica fondata da Stuart Poole-Robb, un ex militare dell’aviazione britannica di stanza in Medio Oriente. I suoi principali clienti sono aziende e privati facoltosi. Dal 2011, però, è autorizzata a promuovere la tecnologia di First Wap anche a Paesi come Italia, Regno Unito, Siria e Arabia Saudita.
Il prezzo che Kcs Group avrebbe richiesto ai clienti governativi che volevano acquistare il sistema di tracciamento era inferiore ai tre milioni di dollari. Tra i Paesi a cui Kcs Group ha cercato di vendere ci sono l’Algeria, il Marocco, la Thailandia, Sierra Leone, e il Bangladesh.
Al telefono, Poole-Robb afferma che Kcs Group «non ha mai commercializzato Altamides di First Wap», negando l’esistenza di un accordo commerciale di cui invece sono in possesso i giornalisti, e di non aver mai parlato con alcun governo di questo sistema.
Secondo quanto risulta da documenti visionati dal gruppo di giornalisti, invece, l’agenzia investigativa ha usato il sistema Altamides anche per le proprie attività. I giornalisti hanno infatti scoperto che Kcs Group ha usato Altamides per monitorare l’ex manager di Eni Casula, l’imprenditore italiano Alessandro Benedetti coinvolto in un contenzioso legale sull’acquisto di un operatore telefonico italiano (Wind) e un giornalista di Formula 1 perché sospettavano che qualcuno lo pagasse per scrivere articoli critici contro il Team Lotus.
Rispondendo via email ai giornalisti, Poole-Robb ha ribadito che Kcs Group «non è stata coinvolta nella vendita o nell’uso di materiali di sorveglianza inappropriati, come menzionato nella vostra email. Prendiamo molto sul serio tali accuse e ci impegniamo a mantenere standard etici in tutte le nostre operazioni. Sebbene non possa divulgare dettagli specifici riguardanti i nostri clienti a causa di accordi di riservatezza, vi assicuro che le affermazioni relative al nostro coinvolgimento sono inesatte».
Ha poi aggiunto che l’azienda «non ha mai utilizzato il tracciamento della posizione per nessuno» nei suoi lavori e che nessuno dei report di Kcs avrebbe incluso informazioni derivanti da Altamides.
Il Far West delle regole
Il 2006-2007, quando First Wap ha iniziato a vendere Altamides, era la preistoria in termini di consapevolezza del pubblico dei rischi della sorveglianza tecnologica. Per alcuni esperti sentiti per l’inchiesta, il sistema di First Wap era strabiliante e si è rivelato, con il senno di poi, in anticipo sui tempi.
Nel 2013 le rivelazioni di Edward Snowden, l’analista dell’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) statunitense, svelano al grande pubblico l’arsenale di tecnologie a disposizione degli Stati Uniti per sorvegliare e monitorare le comunicazioni mondiali. È il momento in cui si cominciano ad aggiornare i regolamenti per l’impiego di queste tecnologie, sia nel settore pubblico sia in quello privato.
Newsroom, il podcast settimanale di IrpiMedia
Gli episodi di Newsroom sono disponibili sul canale Spotify di IrpiMedia.
In Italia alcune sentenze della Cassazione avevano già stabilito che il tracciamento di un cellulare può essere usato esclusivamente dalle forze dell’ordine per monitorare una persona indagata. Avevano anche previsto che non fosse necessaria l’autorizzazione di un giudice in quanto si trattava ancora di un’operazione preliminare all’inizio delle indagini vere e proprie.
L’impiego da parte di investigatori privati era invece una zona grigia che beneficia del far west in fatto di privacy. Anche oggi che la normativa è molto più avanzata, vedi il regolamento europeo sulla privacy, casi come Equalize a Milano dimostrano che il problema non è risolto. E che ci sono privati che cercano ancora di sfruttare le falle delle leggi. Oggi che le capacità di sorveglianza delle aziende private sono di pubblico dominio e gli scandali continui hanno spinto all’istituzione di organismi come la Commissione Pega (il cui mandato è scaduto nel 2023), il rischio è focalizzarsi esclusivamente sugli spyware tralasciando tutta una serie di tecnologie parallele che sono comunque utili ai fini della sorveglianza.
«Una zona grigio scuro»
«Non c’erano limiti riguardo i Paesi a cui vendere». Lo afferma uno dei dieci ex dipendenti intervistati nel corso dell’inchiesta. Porsi dei limiti rispetto a chi sono i clienti è un elemento fondamentale per le aziende che vendono prodotti sensibili, dalle armi alle tecnologie di sorveglianze. Anche in precedenti episodi che hanno riguardato colossi del settore, lo scandalo è deflagrato nel momento in cui si sono certificati i legami commerciali con regimi autoritari o con governi che sfruttano la tecnologia per colpire dissidenti e oppositori.
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Nel caso di First Wap, è stato possibile stabilire che ha avuto clienti in Nigeria, Malesia, Singapore, gli Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Uzbekistan, Arabia Saudita e Bielorussia. «Un elenco di Paesi autoritari che violano i diritti umani», commenta Ron Deibert, professore di scienze politiche dell’università di Toronto e direttore e fondatore del laboratorio di analisi sui sistemi di sorveglianza The Citizen Lab. First Wap ha affermato di «non aver offerto né venduto» i propri prodotti a regimi repressivi e che «anche i nostri clienti e rivenditori sono stati obbligati a rispettare tutti i requisiti legali e normativi nell’utilizzo della soluzione».
Anche durante le conversazioni con i giornalisti sotto copertura, i dirigenti di First Wap suggeriscono di addentrarsi in quella che chiamano «zona grigio scuro»: la costruzione di una serie di scappatoie per schermare l’utilizzatore finale della tecnologia, suggeriscono di creare un’azienda ad hoc a cui concedono la licenza di rivendere una sola volta, ma poi l’utilizzatore finale non viene specificato nel contratto. Quindi si lascia all’azienda margine per fare ciò che vuole del sistema acquistato.
Aggiungono che l’interesse dei media ha costretto le aziende che producono spyware a porsi il problema etico di chi usa una tecnologia. Nel loro caso, il problema non si pone perché la società non produce strumenti del genere, quindi è rimasta fuori dai radar. Però, in caso di richieste dei clienti, possono indirizzare verso aziende produttrici.
Con i giornalisti sotto copertura, i dirigenti di First Wap suggeriscono di rivolgersi a Candiru. In fatto di spyware, dicono, quelli di Candiru sono «attualmente i migliori, se non avete problemi con i prodotti israeliani». Nel 2021 gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a Candiru perché il suo spyware è stato usato contro funzionari governativi, giornalisti, imprenditori, attivisti, accademici e dipendenti delle ambasciate.
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