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Il programma apprezzato dai pro-vita che insegna l’educazione sessuale nelle scuole italiane

Teen Star si presenta come un programma laico di educazione sessuale, ma i suoi materiali presentano contenuti pseudoscientifici su contraccezione e identità di genere, vicini alle posizioni della Chiesa

03.04.26

Alice Dominese
Alessandra Vescio

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In Italia, l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole non è obbligatoria per legge, né è mai stata inserita ufficialmente nei programmi scolastici. In assenza di una normativa specifica e di un programma comune a livello nazionale, contenuti e modalità sono lasciati alla discrezione degli educatori e degli insegnanti che se ne occupano.

Questo vuoto normativo non viene colmato neanche dal disegno di legge proposto dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, già approvato a dicembre 2025 dalla Camera dei deputati e ora in esame al Senato.

La nuova legge, infatti, introduce l’obbligo di chiedere il consenso informato dei genitori per offrire corsi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole medie e superiori, ma lascia che l’offerta formativa resti frammentata e priva di standard di valutazione dei corsi.

Inchiesta in breve

  • In Italia, l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole non è obbligatoria per legge, né è mai stata inserita ufficialmente nei programmi scolastici: contenuti e modalità sono lasciati alla discrezione dei singoli insegnanti e degli istituti
  • Tra i corsi disponibili sulla piattaforma ministeriale dedicata alla formazione continua dei docenti c’è anche Teen Star: un programma promosso da organizzazioni anti-abortiste come Pro Vita e Famiglia, e riconosciuto dal 2016 dal ministero dell’Istruzione come ente qualificato per la formazione dei docenti
  • IrpiMedia ha avuto modo di visionare i materiali formativi del programma Teen Star, scoprendo contenuti pseudoscientifici e ambigui su fertilità, metodi naturali di pianificazione familiare, metodi contraccettivi e identità di genere
  • Il tema su cui i materiali di Teen Star risultano più vicini alla visione cattolica riguarda la pianificazione familiare. Il programma accosta metodi naturali e contraccettivi come se fossero alternative equivalenti per decidere se avere o meno una gravidanza, ma in realtà i due strumenti servono a scopi opposti: i metodi naturali sono utili principalmente per chi cerca una gravidanza, non per chi vuole evitarla
  • Sul tema dell’identità di genere, Teen Star cita come fonte una psicoterapeuta anti-trans promotrice della teoria secondo cui la disforia di genere sarebbe causata da pressioni sociali: una teoria priva di basi scientifiche e criticata da numerose associazioni mediche
  • In base ai dati raccolti da IrpiMedia, dal 2023 gli introiti e la diffusione dei corsi di Teen Star sul territorio nazionale sono cresciuti rispetto agli anni precedenti: nel triennio 2023-2025 ha ricevuto quasi quattro volte le risorse pubbliche ottenute nei quattro anni precedenti (2019-2022) e ha raggiunto 27 istituti

Cercando online i corsi di educazione sessuale e affettiva disponibili in Italia, tra i primi risultati a comparire sui motori di ricerca troviamo Teen Star (acronimo di Sexuality Teaching in the context of Adult Responsibility). Promosso da organizzazioni anti-abortiste come Pro Vita e Famiglia, il programma è riconosciuto dal 2016 dal ministero dell’Istruzione e del Merito come ente qualificato per la formazione nelle scuole, con la possibilità di erogare corsi di aggiornamento per il personale scolastico.

I suoi corsi sono inseriti sulla piattaforma Sofia, lo strumento digitale del ministero per la formazione continua dei docenti, e possono essere acquistati tramite Carta del Docente, il bonus annuale da 500 euro riconosciuto agli insegnanti di ruolo delle scuole statali per acquistare corsi di aggiornamento, acquisto di libri, strumenti didattici e attività culturali.

Dall’archivio di IrpiMedia: i legami tra Pro-Vita ed estrema destra

Era il 2019 quando il Congresso mondiale delle famiglie ha scelto Verona come città ospitante. IrpiMedia si è occupata della rete di associazioni dietro l’evento, scoprendo come dietro il tema della famiglia ci fosse il tentativo di costruire un terreno politico più neutrale per la nuova destra internazionale, che ha origini anche nei gruppi più estremisti.

Il personaggio chiave era l’organizzatore Antonio Brandi, il portavoce dei pro vita. Brandi ha relazioni (di amicizia e non solo, come racconta il pezzo di IrpiMedia) con Roberto Fiore, fondatore di Forza Nuova e rappresentante di spicco della destra estremista ed eversiva.

Il congresso di Verona è stato un momento di svolta per comprendere anche la rete internazionale delle nuove destre sovraniste e identitarie che si riconoscono in una stessa visione di famiglia.

La rete diplomatica informale si poggia su diverse piattaforme politiche, come One of Us o Political network of values. Ci siamo occupati della rete internazionale di organizzazioni pro vita anche nella serie #OperazioneMatrioska, parlando del ruolo del leghista Gianluca Savoini e di ciò che già era contenuto sul sito di WikiLeaks, in particolare in merito alle organizzazioni spagnole.

Per una formazione Teen Star, un docente può spendere da un minimo di 290 euro a un massimo di 624 euro, in base al livello. I corsi di primo livello sono rivolti a persone con più di 22 anni di età e in generale a «insegnanti, genitori, educatori, professionisti nell’area sportiva, sociale, psicologica e sanitaria».

Mentre i corsi di secondo livello sono per chi «dopo aver frequentato il corso base, desidera iniziare il programma con un gruppo di bambini, adolescenti, giovani o adulti» e quindi ai docenti che vogliono ricevere una preparazione finalizzata a portare il programma direttamente nelle proprie classi, dopo l’approvazione necessaria del dirigente scolastico che valuta il corso in autonomia.

Come spiega Teen Star sul proprio sito, l’iter di formazione per i tutor prevede il superamento di una serie di prove per verificare «l’acquisizione dei contenuti proposti». Inoltre «ogni anno vengono proposti percorsi di aggiornamento e ogni quattro anni è obbligatorio rinnovare la formazione di secondo livello che ne rivaluta o meno l’idoneità». Quest’ultima non è mai stata determinata da Teen Star Italia «in base al credo religioso, all’orientamento sessuale, alla visione politica, ma solo in base alle conoscenze e alle competenze possedute», afferma l’associazione.

Non la pensa così il Forum europeo per i diritti sessuali e riproduttivi (Epf) — una rete che riunisce parlamentari di diversi Paesi europei con l’obiettivo di mappare attori, finanziamenti e strategie dei movimenti che puntano a limitare l’accesso all’aborto, alla contraccezione e all’educazione sessuale — per cui Teen Star è in realtà un programma di «indottrinamento religioso» che nasconde una matrice anti-scelta e religiosa, pur presentandosi come laico. Una scelta che, secondo l’Epf, rende i contenuti proposti fuorvianti per scuole e insegnanti che non ne conoscono l’origine.

Come già raccontato nel primo pezzo di questa serie, la direttrice internazionale del programma è l’ostetrica e ginecologa Pilar Vigil, membro della Pontificia accademia per la vita dal 2017 al 2022, nata per «studiare, informare e formare circa i principali problemi di biomedicina e di diritto, relativi alla promozione e alla difesa della vita, soprattutto nel diretto rapporto che essi hanno con la morale cristiana e le direttive del magistero della Chiesa».

Sostenitrice dell’astinenza sessuale per prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili e contraria all’aborto, Pilar Vigil è molto apprezzata e citata dalla rete internazionale di sovranisti e ultracattolici. 

La stessa è docente presso la facoltà di Scienze Biologiche dell’Università Cattolica del Cile ed è tra i docenti dei corsi Teen Star dell’Università Cattolica di Milano, che in questa storia ha un ruolo di primo piano.

È il suo Centro di ateneo studi e ricerche sulla famiglia, infatti, a organizzare e gestire in Italia i corsi per diventare tutor Teen Star rivolti agli insegnanti. Alla Cattolica, Teen Star fornisce anche i crediti formativi Ecm (Educazione continua in medicina), riconoscendo al programma l’autorizzazione a formare personale sanitario: farmacisti, psicologi, medici chirurghi, infermieri, ostetriche.

Del consiglio scientifico del Centro di ateneo studi e ricerche sulla famiglia fa parte Elisabetta Carrà, docente di Sociologia della famiglia alla Cattolica di Milano e componente dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, rilanciato nel 2023 dal governo Meloni.

Come raccontato nel precedente articolo, l’Osservatorio è un organo di consulenza del ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità guidato da Eugenia Roccella, incaricato di proporre politiche dedicate alla famiglia.

È composto da figure legate al mondo cattolico conservatore e al Forum nazionale delle associazioni familiari, un ente che riunisce gruppi religiosi e che tra i suoi obiettivi dichiara la revisione della legge sull’aborto.

Glossario

Movimenti anti-scelta: traduzione dell’espressione inglese anti-choice, usata come antitetico di pro-choice (a favore della scelta). I movimenti anti-scelta sono contrari all’idea che le donne possano autodeterminarsi e scegliere se e quando avere un figlio. 

Ultracattolici: gruppi, movimenti e persone che condividono posizioni integraliste cattoliche e conservatrici, esasperando alcune credenze della religione cattolica o non accettando alcuni cambiamenti interni alla Chiesa. Tra i vari principi degli ultracattolici, c’è la difesa della famiglia cosiddetta “naturale” o “tradizionale” e del binarismo di genere (per cui si afferma che esistono solo due generi, quello maschile e quello femminile, negando l’esistenza dell’identità transgender), mentre si oppongono all’aborto e all’autodeterminazione dei corpi. 

Movimenti pro-life/anti-aborto: L’espressione pro-life, tradotta in italiano come pro-vita, indica i movimenti contro l’aborto e la possibilità di scelta per una persona incinta. È il modo in cui questi gruppi e movimenti preferiscono identificarsi, perché sottintende che chi difende invece il diritto all’aborto sia “contro la vita”. 

Metodi di pianificazione familiare naturale: Insieme di metodi che si basano sul monitoraggio del ciclo mestruale e di fattori specifici come il muco cervicale o la temperatura corporea per individuare ovulazione e periodo fertile della donna, al fine di pianificare una gravidanza.

Metodi artificiali di pianificazione familiare: Espressione utilizzata da Teen Star nei materiali revisionati da IrpiMedia per indicare i contraccettivi, ovvero la vasta gamma di dispositivi utili per prevenire una gravidanza e le malattie sessualmente trasmissibili.

I fondi pubblici ricevuti da Teen Star in Italia nel triennio 2023-2025 sono aumentati di circa il 275 per cento rispetto al totale raccolto nel quadriennio precedente (2019-2022). E anche la sua diffusione sul territorio nazionale è cresciuta, fino a raggiungere 27 istituti scolastici nell’ultimo anno. 

Il mondo cattolico conservatore che siede nei tavoli istituzionali per scrivere le politiche sulla famiglia è quindi presente anche nelle scuole, attraverso i programmi di educazione sessuale e affettiva comeTeen Star.

Cosa insegna Teen Star

«Volevo approfondire il tema dell’educazione sessuale e affettiva e tra i primi risultati online mi è venuto fuori questo corso, di cui prima non avevo mai sentito parlare. Il fatto che fosse accreditato dal ministero mi ha fatto ben pensare», ha raccontato a IrpiMedia una fonte che ha partecipato a un corso Teen Star.

Avendo sottoscritto un documento che le impedisce di condividere le informazioni utilizzate durante il corso, la persona preferisce rimanere anonima. «Il programma è stato condotto senza un indirizzo esplicitamente religioso, ma quando abbiamo affrontato un modulo sul rispetto della vita e sul rapporto sessuale, su questi temi i partecipanti hanno preso posizioni molto simili a quelle che sostiene la Chiesa», continua, precisando tuttavia di aver trovato interessanti gli argomenti affrontati. 

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IrpiMedia ha avuto modo di visionare i materiali formativi del programma Teen Star, scoprendo contenuti pseudoscientifici e ambigui. Delle oltre 120 fonti citate nei materiali, più della metà è composta da studi datati: i due studi degli anni Trenta riguardano la fertilità e i cicli biologici femminili. Negli anni Settanta, con un solo studio, si parla di ovulazione e metodi naturali di pianificazione familiare.

Gli otto studi degli anni Ottanta spaziano tra psicologia dello sviluppo, morfologia riproduttiva e metodi naturali. Negli anni Novanta, con circa 24 studi, si affronta la crescita e l’educazione degli adolescenti, ma anche fertilità e metodi contraccettivi.

I 35 studi degli anni Duemila approfondiscono lo sviluppo adolescenziale, le malattie sessualmente trasmissibili e la pianificazione familiare naturale. Nel decennio 2010-2020, il più rappresentato con 37 studi, l’attenzione si concentra su sessualità e identità di genere, ancora sulle malattie sessualmente trasmissibili e sulla contraccezione. I dieci studi più recenti, infine, tornano allo sviluppo adolescenziale, stavolta in relazione alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale.

Più di dieci studi sono stati scritti, condotti o pubblicati da enti religiosi e/o da figure e associazioni che promuovono i metodi di pianificazione familiare naturale; 19 portano la firma di Pilar Vigil; e almeno cinque condividono teorie e posizioni ambigue o del tutto controverse. 

Il tema su cui i materiali di Teen Star risultano più equivoci e vicini alla visione cattolica riguarda i metodi di pianificazione familiare e l’uso dei contraccettivi. 

Il programma accosta i metodi di pianificazione naturali a quelli «artificiali», ovvero i contraccettivi, come se fossero alternative equivalenti per decidere «se iniziare o meno una gravidanza», quando invece la scienza li propone per obiettivi opposti. I metodi naturali, che si basano sull’identificazione del periodo fertile della donna, servono principalmente a programmare la gravidanza.

I contraccettivi come i profilattici hanno invece l’obiettivo opposto: prevenire il concepimento. In più, a differenza dei metodi naturali, il preservativo protegge anche dalle infezioni sessualmente trasmissibili.

Eppure Teen Star presenta i metodi naturali come «efficaci al 98 per cento», senza mai chiarire se lo siano per programmare una gravidanza o per evitarla. Ma le ricerche disponibili sull’efficacia contraccettiva di questi metodi derivano da un numero limitato di studi di qualità moderata, e ci sono troppe variabili che potrebbero sfuggire anche a un calcolo preciso.

La ginecologa ed endocrinologa Valeria Dubini spiega a IrpiMedia: «Sono metodi che si conoscono da anni, e da anni sappiamo che non funzionano» per prevenire una gravidanza. «Nella maggior parte delle persone, ad esempio, l’ovulazione è imprevedibile, e basta un giorno in più o in meno per incorrere in una gravidanza indesiderata. Possiamo invece usarli al contrario: se si sta cercando una gravidanza, la misurazione della temperatura basale ad esempio può essere utile per avere rapporti mirati».

I metodi di pianificazione familiare naturale nel programma Teen Star

I metodi di pianificazione familiare naturale citati nei materiali visionati sono: 

  • Metodo Ogino-Knaus: anche detto “metodo del calendario”, si basa sul calcolo dei giorni dell’ovulazione e del periodo più fertile. Chi vuole prevenire una gravidanza, dovrebbe astenersi dall’avere rapporti sessuali in questo periodo. 
  • Metodo Billings: si basa sull’osservazione del muco cervicale, che aumenta e si fa più elastico e filamentoso nei giorni che precedono l’ovulazione. 
  • Metodo della Temperatura basale corporea: si basa sulla misurazione delle temperatura. I cambiamenti ormonali infatti possono provocare delle leggere variazioni nella temperatura basale, che è più bassa prima dell’ovulazione e poco più alta dopo l’ovulazione.
  • Metodo sintotermico: mette insieme la valutazione del muco cervicale, il monitoraggio della temperatura e quello dei giorni fertili. 
  • Metodo dell’allattamento materno: durante l’allattamento, quando il sanguinamento mestruale non è ripreso e l’ovulazione è assente, è più difficile rimanere incinta.

Nel modulo sulla pianificazione naturale familiare, inoltre, non si cita il rischio di incorrere in malattie sessualmente trasmissibili, che si diffondono soprattutto attraverso rapporti sessuali non protetti. Di questo rischio invece si parla in relazione ai metodi artificiali, definiti come pericolosi e inaffidabili.  

L’uso di anticoncezionali è incluso tra i fattori di rischio per queste infezioni, insieme all’avere più di tre partner in un anno, fumare o avere un deficit immunitario. 

«Quando si include l’uso dei contraccettivi», afferma però Dubini, «si omette un aspetto che fa parte proprio dell’educazione sessuo-affettiva: la pillola o un dispositivo intrauterino proteggono sicuramente dalle gravidanze indesiderate, ma non dalle malattie sessualmente trasmesse, e allora dobbiamo sempre associare un condom. Ma questo ai ragazzi non lo insegna nessuno». 

A questo proposito Dubini cita il monitoraggio Epidemiologia dei determinanti dell’infortunistica stradale in Toscana (Edit), uno studio condotto dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana ogni tre anni sulle persone tra i 14 e i 19 anni: negli ultimi vent’anni, tra gli adolescenti sessualmente attivi è calato l’uso del profilattico, anche perché si percepisce meno il rischio di poter contrarre un’infezione. 

Sebbene il preservativo non protegga ad esempio dall’infezione da Hpv (Papilloma virus umano), da cui ci si può tutelare solo tramite il vaccino, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) chiarisce che usarlo correttamente riduce significativamente il rischio di contrarre altre malattie e che i casi di infezioni o gravidanze dovute a scivolamenti o rotture sono molto rari.

Secondo Teen Star, invece, il preservativo non sarebbe un metodo abbastanza sicuro, perché rischierebbe di scivolare o rompersi il 15,1 per cento delle volte: un dato non riscontrabile nello studio citato come fonte. Già nel 2001, in realtà, uno studio del National Institutes of Health aveva stabilito che i preservativi in lattice utilizzati correttamente hanno una probabilità di rottura compresa tra lo 0,4 e il 2,3 per cento, mentre la probabilità di sfilarsi è tra lo 0,6 e l’1,3 per cento. 

Per il programma, inoltre, i metodi artificiali di pianificazione familiare avrebbero anche altri effetti collaterali. Dei contraccettivi ormonali si cita il rischio di sviluppare nausea e vomito, mal di testa, sanguinamento irregolare, cambi di umore; mentre dei dispositivi intrauterini si segnala il rischio di sanguinamento vaginale abbondante prolungato, le coliche acute e i dolori dopo l’inserimento, la possibile perforazione della parete uterina e lo sviluppo di infezioni.

Secondo la dottoressa Dubini, così facendo «si gioca sulla confusione», perché non esiste un solo tipo di contraccettivo ormonale né di dispositivo intrauterino. «Oggi c’è un ventaglio di scelta molto ampio», spiega l’esperta, per cui anche i fastidi che possono insorgere in un periodo di iniziale assestamento possono essere risolti scegliendo un metodo più adatto.

Per quanto riguarda invece il rischio che i dispositivi intrauterini provochino infezioni o perforazioni, la dottoressa Dubini li definisce minimi e «appannaggio del passato, quando si usavano dispositivi intrauterini molto più grossi e invasivi» e non si avevano le stesse conoscenze né si seguivano le stesse precauzioni di oggi.

Un altro tema trattato nei materiali formativi del programma Teen Star è l’identità di genere. Nel modulo dedicato si cita la teoria del genere, conosciuta anche come teoria gender.

Una tesi inventata negli ambienti cattolici conservatori negli anni Novanta — alimentata dai testi di Dale O’Leary, giornalista nordamericana vicina all’Opus Dei, e dalle riflessioni del cardinale Ratzinger — secondo cui attivisti di sinistra, femminismi e gruppi Lgbtqia+ vorrebbero imporre «l’eliminazione delle naturali e positive differenze» tra uomini e donne e la fluidità di genere, soprattutto sui bambini.

Come fonte sul tema, Teen Star usa un articolo di Lisa Marchiano, psicoterapeuta molto attiva nel network di professionisti sanitari anti-trans, secondo cui l’aumento dei coming out tra i giovanissimi è il risultato di un condizionamento sociale alimentato dai social media, dalle istituzioni mediche e dai media mainstream.

Marchiano è in particolare preoccupata per le ragazze adolescenti, perché l’identità transgender sarebbe diventata «il nuovo modo in cui le ragazze esprimono il disagio nei confronti del proprio corpo». Su queste basi ha contribuito alla diffusione della teoria della Rapid-onset gender dysphoria (Rogd), secondo cui la disforia di genere insorgerebbe per effetto di pressioni sociali. Si tratta di una teoria non supportata da evidenze scientifiche e criticata da numerose associazioni mediche internazionali.

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Nell’articolo di Marchiano incluso da Teen Star nei suoi materiali formativi, la psicoterapeuta scrive: «Report online indicano che il coming out come persona transgender di un giovane è spesso preceduto da un maggiore utilizzo dei social media e/o dal fatto che uno o più coetanei abbiano fatto lo stesso. Questi fattori suggeriscono che il contagio sociale possa contribuire al significativo aumento del numero di giovani che richiedono cure per la disforia di genere». Anche Teen Star, nei suoi materiali, si chiede se si tratti di un «contagio».

Chi finanzia Teen Star

In base ai dati raccolti da IrpiMedia, dal 2023 gli introiti e la diffusione dei corsi di Teen Star sul territorio nazionale sono cresciuti rispetto agli anni precedenti: nel triennio 2023-2025 Teen Star ha ricevuto quasi quattro volte le risorse pubbliche ottenute nei quattro anni precedenti (2019-2022).

I bilanci d’esercizio disponibili dal 2020 al 2024, che l’associazione è tenuta a presentare ogni anno sul Registro unico nazionale del terzo settore (Runts), in quanto ente del terzo settore (Ets), riportano entrate totali pari a 482.014 euro.

Nel 2024 le entrate registrate sono pari a 173.797 euro, mentre nel 2023 si erano fermate a 133.818 euro: più del doppio rispetto al 2022 (58.819 euro), al 2021 (66.152 euro) e al 2020 (49.427 euro).

L’espansione di Teen Star

Nel biennio 2023/2024, le entrate totali di Teen Star Italia Ets sono aumentate del 76% rispetto al triennio precedente

Più fondi pubblici per Teen Star

Dal 2023 aumentano i contributi pubblici al programma, provenienti da Carta Docente, scuole ed enti locali

Ad aumentare sono stati soprattutto i fondi che Teen Star indica come «pagamenti ricevuti dalle pubbliche amministrazioni» nella sezione del proprio sito dedicata a elencare i contributi pubblici ottenuti. 

Attualmente, sul sito dell’associazione, i fondi pubblici per le varie annualità non risultano disponibili. IrpiMedia ha recuperato gli elenchi archiviati online ricostruendo così i contributi pregressi fino al 2019. 

La maggior parte sono pagamenti effettuati tramite la Carta del docente: fondi statali che transitano direttamente attraverso gli insegnanti che hanno scelto di seguire i corsi. Se dal 2019 al 2022 questa è l’unica causale segnalata da Teen Star per i contributi pubblici, con un totale di circa 33mila euro in quattro anni, a partire dal 2023 i soggetti eroganti iniziano a diversificarsi e gli importi ad aumentare: compaiono le scuole, i Comuni e un non meglio identificato Centro per le pari opportunità.

Dal 2023 alla fine del 2025 i contributi pubblici complessivi superano i 123mila euro: circa 33mila nel 2023, saliti a 69mila nel 2024 e scesi a poco più di 20mila nel 2025. Il calo dell’ultimo anno è dovuto a una riduzione dei pagamenti tramite la Carta del docente, parzialmente compensata da una maggiore adesione diretta degli istituti scolastici al programma.

Dal Liceo Ginnasio Statale Antonio Canova di Treviso, passando dal Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma, fino all’Istituto Statale Comprensivo Costantino Nigra di Torino, le scuole medie e superiori che hanno aderito al programma Teen Star nel 2023 sono sei, diventano dieci nel 2024 e undici nel 2025, per un totale di 27 scuole raggiunte in tre anni di attività.

Tra i Comuni che hanno emesso dei pagamenti nei confronti di Teen Star ci sono quelli di Loreto (in provincia di Ancona), Ponzano Veneto e Villorba (entrambi in provincia di Treviso). Nel 2024 aderiscono anche Villa Guardia (in provincia di Como) e i Comuni veneti di San Donà di Piave e Caorle (quest’ultimo due volte).

Nel 2025 i Comuni scompaiono e tra i soggetti eroganti compare la Regione Marche, con un pagamento che supera di poco i 1.300 euro. Abbiamo chiesto a Teen Star che tipo di collaborazione c’è tra il programma e gli enti locali, ma non abbiamo ricevuto risposta.

Per i servizi di Teen Star, in media le scuole spendono tra i 300 e i 5mila euro, i Comuni fino a quattromila euro, ma a pagare di più è il Centro per le Pari Opportunità, che arriva a spendere complessivamente circa 30mila euro suddivisi in quattro tranche tra 2023 e 2024.

Da una ricerca online emerge un progetto realizzato da Teen Star insieme al Centro pari opportunità dell’Umbria, con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, rivolto alle scuole secondarie della regione per prevenire e contrastare la violenza di genere.

Abbiamo chiesto a Teen Star di chiarire a quale Centro si riferisse il pagamento citato nel loro bilancio, ma l’associazione non ha risposto. Al di fuori dei finanziamenti pubblici, le entrate di Teen Star Italia provengono da attività private e associative, più difficili da tracciare. La voce più consistente è quella dei corsi pagati da privati, cresciuta dai 37mila euro del 2020 ai 133mila del 2024.

Nel biennio 2023-2024 compare e poi raddoppia la voce dei contributi da soggetti privati, passata da 10mila a 20.500 euro. Non è possibile conoscere chi sono i finanziatori e gli acquirenti privati del programma.

Tuttavia, nel 2024, in controtendenza rispetto ai quattro anni precedenti, l’ente ha chiuso in disavanzo di circa 10mila euro. Questa chiusura in negativo è dovuta principalmente a un’impennata dei costi operativi che ha superato la crescita delle entrate: in particolare, le uscite per “servizi” sono passate da 107mila euro a 170mila euro in un solo anno.

L’alternativa a Teen Star rimasta senza fondi

Mentre Teen Star cresceva, un’alternativa scientificamente fondata esauriva i fondi e chiudeva.

Dal 2020 fino a giugno 2025, EduForIST è stato l’unico progetto nazionale autorizzato e riconosciuto dal ministero della Salute per portare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, nell’ambito delle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dell’Unesco.

Queste si basano sulla Comprehensive Sexuality Education, «un processo basato su un curricolo di insegnamento e apprendimento sugli aspetti cognitivi, emotivi, fisici e sociali della sessualità».

Il programma mira a fornire a studenti e studentesse «conoscenze, abilità, atteggiamenti e valori che consentiranno loro di: realizzare la propria salute, il benessere e la dignità per sviluppare relazioni sociali e sessuali rispettose; considerare come le loro scelte influenzano il proprio benessere e quello degli altri; comprendere e garantire la protezione dei loro diritti per tutta la vita». 

Commissionato e finanziato dal ministero della Salute e svolto in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, attraverso il coordinamento scientifico dell’Università di Pisa, in sei anni di attività con 18 enti partner, tra cui la Sapienza Università̀ di Roma, il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”, Caritas, Croce Rossa Italiana e la Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, il progetto ha raggiunto 50 scuole in sette regioni, per un totale di circa tremila studenti coinvolti.

Nonostante i riscontri positivi ricevuti, a giugno dello scorso anno EduForIST si è concluso: l’ultimo bando vinto dal progetto è scaduto e con esso si sono esauriti anche i finanziamenti pubblici assegnati dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (pari a 500.000 euro dalla fine del 2022 a giugno 2025).

Come spiega a IrpiMedia la dottoranda in Scienze cliniche e Traslazionali Alice Chinelli, che ha coordinato il progetto insieme a Lara Tavoschi, professoressa di igiene e medicina preventiva all’Università di Pisa, il programma portato avanti da Teen Star non rientrava e non sarebbe potuto rientrare tra i partner del progetto ministeriale EduForIST: «Nelle scuole questa associazione promuove contenuti e approcci non riconosciuti dall’Oms e dall’Unesco: metodi contraccettivi naturali con poca validità scientifica, l’astinenza e la castità come metodi di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse, e la segregazione di genere come modalità di insegnamento».

Nella descrizione del programma pubblicata sul sito internazionale dell’associazione si legge del resto che il corso può essere tenuto anche all’interno dell’ora di religione e che «Teen Star ha dimostrato la capacità di sostenere la verginità e di favorire il ritorno alla castità». 

Nel 2020, EduForIST ha anche condotto una mappatura nazionale delle scuole che hanno preso parte a percorsi di educazione sessuale e affettiva e degli enti che li hanno forniti. Nel tentativo di raccogliere informazioni sulle iniziative frammentate diffuse sui territori, gli enti sono stati invitati a condividere i materiali utilizzati, ma alcuni soggetti tra cui Teen Star non hanno accolto la richiesta, racconta Chinelli.

Secondo la dottoranda — che sta lavorando a una nuova mappatura dei percorsi sulla Comprehensive Sexuality Education e in generale dei percorsi ascrivibili all’educazione alla sessualità nel contesto scolastico portati avanti tra il 2020 e il 2025 — dal 2020 i corsi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole sono aumentati:

«Il tema della violenza di genere è sempre più trattato e anche promosso a livello istituzionale, anche se con difficoltà da parte di realtà come i centri antiviolenza a entrare nelle classi, mentre il tema della prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse continua a essere percepito come strumento di prevenzione dei rischi legati alla sessualità e quindi accolto più positivamente. Allo stesso tempo, il testo unificato sul consenso informato — che sintetizza le proposte di legge dei deputati Amorese (FdI), Sasso (Lega) e il Ddl Valditara, non ancora diventato legge — contiene espliciti divieti ad affrontare tematiche relative all’identità di genere e all’orientamento sessuale. Questo ha frenato l’alta richiesta di trattare questi argomenti da parte delle scuole, anche a causa degli impedimenti amministrativi previsti, come il consenso preventivo e informato delle famiglie».

Nella sua esperienza di ricerca, segnala poi alcuni casi in cui agli enti del terzo settore è stato chiesto di edulcorare il proprio intervento nelle scuole: «La richiesta era di presentarli non come corsi di educazione alla sessualità, ma solo all’affettività, e senza trattare il genere, per combattere la fantomatica “ideologia gender”». 

Diverse indagini condotte in Italia negli ultimi anni, come quella di Save The Children e la stessa raccolta dati effettuata durante il progetto EduForIST, attualmente in pubblicazione, riportano come la quasi totalità dei genitori intervistati — oltre il 90 per cento — siano favorevoli all’introduzione dell’educazione alla sessualità nelle scuole e la percepiscano come una corresponsabilità tra scuola e famiglia.

La maggioranza al governo non sembra però essere d’accordo, come dimostra la risoluzione presentata nel 2024 dal deputato leghista Rossano Sasso in cui si afferma la necessità che «lo spazio scolastico sia caratterizzato da un’adeguata neutralità, in qualsiasi forma di insegnamento scolastico» escludendo che questo «venga utilizzato per propagandare tra i giovani, in modo unilaterale e acritico, modelli comportamentali ispirati alla cosiddetta “ideologia gender”». 

Ma il richiamo alla “neutralità” della scuola rischia di tradursi, nei fatti, in un vuoto che altri attori riempiono con contenuti e visioni non sempre supportati da evidenze scientifiche. È così che programmi come Teen Star, continuano a entrare nelle scuole e a essere sostenuti anche con fondi pubblici.

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Crediti

Autori

Alice Dominese
Alessandra Vescio

Editing

Francesca Cicculli

Fact-checking

Francesca Cicculli

Visuals

Lorenzo Bodrero

Foto di copertina

© Stefano Guidi/Getty

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