Da Wikileaks i documenti sull’internazionale dell’estremismo cattolico

Dall’organizzazione ultra cattolica spagnola Hazte Oir il sito mette a nudo la diplomazia ultraconservatrice e le sue modalità di influenza

10 Agosto 2021 | di Matias Gadaleta

Sono oltre 17 mila i documenti pubblicati il 5 agosto scorso da Wikileaks sotto il nome di “The Intolerance Network”. Si tratta di documenti interni e confidenziali appartenenti alle organizzazioni cattoliche spagnole ultraconservatrici Hazte Oir e CitizenGo.

Entrambe fanno parte della coalizione di associazioni che organizzano il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families) che nel 2019 si è tenuto a Verona.

Il WCF riunisce organizzazioni di destra che promuovono l’opposizione ai diritti LGBTQI+ e combattono l’aborto e l’eutanasia, è stato etichettato come un gruppo di odio dal Southern Poverty Law Center e un rapporto del 2014 di Human Rights Campaign ha dichiarato che “Il Congresso Mondiale delle Famiglie (WCF) è una delle più influenti organizzazioni americane coinvolte nell’esportazione dell’odio”.

I documenti risalgono al periodo 2001-2017 e riguardano la fondazione di CitizenGo e le prime attività di entrambe le organizzazioni. Tutto il materiale proviene dai loro sistemi interni e sono per lo più fogli elettronici dei donatori e dei membri, documenti di strategia e pianificazione, lettere, grafici finanziari e documenti legali.

Hazte Oír è stata fondata nel 2001 da Ignacio Arsuaga, amico intimo del leader del partito dell’estrema destra spagnola Vox, Santiago Abascal, che fonderà poi anche CitizenGO con l’intento di creare una piattaforma più internazionale della sua organizzazione estendendo le sue operazioni fino ad arrivare a una cinquantina di Paesi con sedi permanenti in 15 città.

IrpiMedia dal 2019 ha pubblicato svariate inchieste all’interno del progetto #OperazioneMatrioska in cui ha ricostruito le miriadi di organizzazioni Pro Life che ruotano intorno al WCF. Partendo dalle varie organizzazioni pro vita e ai rappresentanti dell’ultra destra che gravitano intorno alla Lega Nord e alla svolta cattolica del suo leader Matteo Salvini.  Su tutti Toni Brandi, elemento chiave e collante tra interessi dei paesi dell’Europa Orientale e Occidentale.

Per approfondire

Operazione Matrioska

Una serie di inchieste su come Putin sia diventato una figura di riferimento per le destre di tutto il mondo. Un’operazione in tre fasi: economica (il Laundromat), culturale (l’ascesa degli identitari) e politica (il Russiagate)

Si è poi analizzato il legame tra Stati Uniti ed Europa alla ricerca dei finanziatori e dei flussi di denaro che sostengono questa Lobby, una trama che va dalla Cei a vari esponenti del fronte sovranista oltre che a personaggi chiave come Ignacio Arsuaga, elemento di spicco di One of Us – Federation For Life and Human Dignity. Per lui i dieci anni di vita passati negli Stati Uniti sono fondamentali per venire a contatto con MoveOn.org, Christian Coalition, Americans United for Life e le altre organizzazioni statunitensi per il «diritto alla vita». Tornato in Europa diventerà uno dei diplomatici più determinanti dell’Internazionale sovranista.

Gregory Puppinck è invece l’avvocato pro-life “in missione” a Strasburgo, sede della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Dirigente della European Center for Law and Justice (Ecjl), organizzazione che difende in Tribunale le cause provita. Infine un ruolo delicato è ricoperto da Alexey Komov, Ambasciatore alle Nazioni Unite per Hazte Oir che è al contempo anche membro del direttivo della spagnola CitizenGo e presidente onorario dell’Associazione Lombardia-Russa. Lo studio si è spostato poi sullo stratagemma delle ‘terze parti’ che organizzazioni come ECLJ utilizzano per portare i loro interessi e influenzare addirittura le decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Infine il capitolo sulla Russia che conduce a personaggi come Konstantin Malofeev, al finanziamento  di molte delle destre europee, al legame russo lombardo del leghista Savoini e dell’affaire Metropol.

Editing: Luca Rinaldi | Foto:Wikileaks

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