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CarcereIl carbonio è alla base della vita. È nei processi di fotosintesi, in quelli di decomposizione, nell’aria che emettiamo quando respiriamo. È capace di legarsi con altri elementi chimici e dare vita a milioni di composti diversi. E se ci sono le condizioni giuste può anche diventare diamante. Anche le persone cambiano nel corso della loro vita, proprio come il carbonio. Per alcune, però, questo cambiamento non è considerato possibile. Sono le persone che hanno commesso reati gravissimi, come quelli legati alla criminalità organizzata. Ma è davvero così?
Carbonio è un podcast che racconta la storia di otto persone condannate all’ergastolo ostativo, una forma di sentenza a vita che non dà accesso a nessun tipo di beneficio e che spesso si traduce in una condanna a morire in carcere. Le loro storie raccontano che tutti possono cambiare, anche chi ha un fine pena mai. Ma nessuno può farlo da solo.
Il podcast ha il patrocinio dell’associazione Antigone.
Ep.1 – Gianfranco
In Italia ci sono più di 1.800 persone condannate all’ergastolo, di cui quasi 1.300 hanno un ergastolo ostativo. Gianfranco è uno di loro, è in carcere dalla metà degli anni Novanta, ne ha trascorsi 7 al 41 bis e non ha mai avuto accesso a nessun tipo di beneficio penitenziario. In questa lunga detenzione, a fare la differenza sono stati lo studio, lo yoga e il sostegno della moglie e della figlia. Eva aveva solo due anni quando il padre è entrato in carcere ma racconta di essere stata cresciuta da entrambi i genitori, anche se uno è stato per quasi tutta la sua vita dietro le sbarre.
Ep.2 – Carmelo
Carmelo è l’eccezione che conferma la regola. Dal 2022 è un uomo libero: ha concluso il periodo di liberazione condizionale e il percorso che gli ha permesso di estinguere l’ergastolo ostativo a cui era stato condannato trent’anni prima. Anni di isolamento, di depressione, ma poi di lotta, di incontri, di libri letti e scritti. E oggi sta prendendo le misure con una vita che è tornata completamente nelle sue mani.
Ep.3 – Nino
Ventisette anni di attesa per un permesso premio, più di 28 per poter lavorare all’esterno del carcere. Oggi Nino attraversa in bici le campagne di Parma ogni giorno, dopo aver attraversato nell’ultimo trentennio diversi istituti penitenziari, compreso quello sull’isola di Pianosa. Un viaggio faticoso attraverso l’ergastolo ostativo, con la consapevolezza che comunque sarebbe andata ne sarebbe uscito cambiato.
Ep.4 – Pierdonato
La volontà, lo studio e la scrittura hanno permesso a Pierdonato di orientarsi nel deserto del carcere. Ma a fare davvero la differenza è stato l’incontro con Antonio, che da 21 anni insegna ai detenuti e che ha accompagnato Pierdonato nel suo percorso di studi fino alla laurea. E che quando gli hanno dato la semilibertà e ha avuto bisogno di trovare una casa, lo ha accolto nella sua.
Ep.5 – Adriano
Quando è entrato in carcere, Adriano si dichiarava innocente. Ci è voluto del tempo perché si rendesse conto che era colpevole di tutto. Ad aiutarlo in questo percorso di assunzione di responsabilità è stato l’incontro con il Gruppo della trasgressione, che dal 1997 lavora sull’autopercezione di chi commette reati e oggi è presente in tutte le carceri di Milano.
Ep.6 – Mimmo
L’attesa è l’unica cosa che unisce i detenuti. Ogni giorno devono attendere che qualcuno apra loro una, dieci, mille porte. Tutti poi attendono la libertà. Ma per chi ha un ergastolo ostativo questa attesa è lunga e piena di ostacoli. Mimmo aspetta da quasi cinquant’anni, e continua a farlo anche adesso che ha problemi di salute e di anni ne ha più di 70.
Ep.7 – Mario
Mario è stato un ergastolano ostativo. È morto nel 2019, dopo 41 anni di carcere. Una detenzione trascorsa tra le quattro mura di una cella senza poter uscire mai, nemmeno per qualche ora. Diceva sempre di essere come la roccia del suo Gennargentu e resisteva al “fine pena mai” scrivendo, ma soprattutto disegnando. Combatteva così una lotta quotidiana contro quella che considerava una malagiustizia.
Ep.8 – Claudio
Claudio aveva 19 anni quando è entrato in carcere. Era il 1989 e da allora non è più uscito. Ma ha intrapreso un percorso fatto di studio, uno spazio di libertà illimitabile che gli ha fatto scoprire l’esistenza di mondi diversi, culture diverse e futuri possibili. In questo percorso ha incontrato anche la giustizia riparativa grazie al confronto con studenti e familiari di vittime di reati. E al racconto della sua storia e dei suoi errori.
Il testo della puntata 8 è liberamente tratto da Fine pena di Silvia Bulighin, vincitrice della terza edizione del premio sulle carceri Isabetta Belli della Fondazione Ernesto Balducci, per gentile concessione.
