Il 18 maggio 2012 il giornalista Gianluigi Nuzzi pubblica Sua Santità, il libro-inchiesta sui segreti del papato di Benedetto XVI. Il testo inizia con una scena che risale al gennaio 2012: Benedetto XVI lascia in segreto il Palazzo Apostolico a bordo di un’auto dai vetri oscurati. Si reca in un convento di suore tedesche, per cercare ristoro dalle sue preoccupazioni. Fuori dall’istituto, c’è un uomo che lo segue. Un uomo della Curia, in dubbio tra la fedeltà alle istituzioni vaticane e il desiderio di svelare menzogne e opacità. «Se oggi state leggendo questo libro – è scritto nella prefazione – è perché quella sera l’uomo rimasto fuori dal convento non è tornato indietro. […] Ha scelto di far conoscere a tutti quanto accade in Vaticano».
L’uomo in questione è Paolo Gabriele, l’assistente di Benedetto XVI, una delle tante fonti che hanno permesso a Nuzzi di recuperare documenti riservati che hanno rivelato al mondo le lotte interne alla curia, la corruzione dilagante, l’opacità finanziaria dell’Istituto opere religiose (Ior).
L’inchiesta in breve
- Tra il 18 e il 24 maggio 2012, sono state inviate oltre 200 richieste di localizzazione verso i due numeri di telefono del giornalista Gianluigi Nuzzi. In quegli stessi giorni veniva pubblicato il suo libro Sua Santità, un’inchiesta che rivela documenti riservati sul Pontificato di Papa Benedetto XVI
- Altamides è un software sviluppato dall’azienda indonesiana First Wap che localizza la posizione della cella telefonica a cui si collega un telefonino. A quel tempo, First Wap aveva un accordo di commercializzazione del prodotto con l’azienda britannica di investigazioni private Kcs Group, interessata a vendere proprio in Vaticano
- Il tracciamento di Nuzzi è stato interrotto il giorno dopo l’arresto della sua fonte. Il giorno prima, le geolocalizzazioni del giornalista sono state presentate dai produttori del sistema di tracciamento ai delegati del Vaticano durante un meeting tenutosi a Milano
- Il Vaticano non ha risposto alle richieste di commento dei giornalisti, mentre Kcs Group sostiene di non essere mai stata coinvolta «nella vendita o nell’uso di materiali di sorveglianza inappropriati»
Dall’archivio di First Wap – la società che sfrutta la rete telefonica per tracciare i movimenti delle persone, monitorare le telefonate e controllare il traffico internet – i giornalisti di Surveillance Secrets hanno scoperto che quello stesso giorno i due telefoni del reporter sono stati agganciati da Altamides, il sistema di proprietà della società (qui maggiori informazioni su come funziona Altamides).
Il 23 maggio 2012 la gendarmeria vaticana arresta Paolo Gabriele «per possesso illecito di documenti riservati, rinvenuti nella sua abitazione in territorio vaticano», si leggerà in un comunicato stampa uscito in seguito. Il giorno dopo, s’interrompe anche il tracciamento dei cellulari del giornalista. Nei giorni in cui è stato monitorato, Nuzzi non ha mai incontrato la sua fonte.
L’inchiesta Surveillance Secrets
Surveillance Secrets è un’inchiesta collaborativa coordinata da Lighthouse Reports. IrpiMedia è partner italiano dell’inchiesta. Le altre testate che hanno realizzato questo lavoro sono Paper Trail Media, The Center for Investigative Reporting, ZDF, Der Spiegel, Tamedia, Der Standard, Haaretz, Tempo, KRIK, Investigace.cz, Le Monde e NRK.
Partendo da un archivio di dati di First Wap ottenuto da Lighthouse Reports, i giornalisti di Surveillance Secrets hanno identificato telefoni sorvegliati attraverso il software Altamides, un sistema che si aggancia alla rete del telefono per tracciare utenze telefoniche e chiamate. First Wap svolge questo tipo di lavoro dal 2007, ma finora non era mai finita al centro di nessuna inchiesta. Nell’archivio ci sono almeno 1,5 milioni di tentativi di localizzazione. L’Italia è al decimo posto per numero di utenze-bersaglio.
Da mesi il Vaticano era sulle tracce delle fonti di Nuzzi. Dalle carte del procedimento penale contro Paolo Gabriele emerge che già da inizio febbraio 2012 il Vaticano aveva avviato delle indagini «sulla fuga di notizie e la divulgazione di documenti coperti dal segreto d’ufficio» a seguito di quanto andato in onda sul programma Gli Intoccabili di La7, dove era stata mostrata una lettera indirizzata al Papa riguardo corruzione negli appalti e sprechi. Il Vaticano aveva persino minacciato di ricorrere per vie legali.
È stata un’agenzia di investigazioni private britanniche a tracciare Gianluigi Nuzzi. Si chiama Kcs Group e rivendeva il software a clienti terzi. Non è possibile stabilire con certezza se Kcs Group sia stata incaricata dalla Santa Sede di spiare il giornalista ma IrpiMedia ha scoperto che manager della società stavano cercando di vendere al Vaticano.
Dall’inchiesta Surveillance Secrets
Nell’archivio di First Wap, i giornalisti di Surveillance Secrets hanno trovato sia le localizzazioni del telefono di Nuzzi sia quelle di Massimo Cotrozzi, responsabile delle vendite in Italia dell’agenzia di investigatori privati. Documenti e comunicazioni interne di Kcs Group indicano che Cotrozzi, quattro giorni prima dell’attività ai danni di Nuzzi, aveva confermato ai suoi colleghi la possibilità di incontrare «persone del V.» a Milano per una presentazione di Altamides. «Chiederò loro di fornirci i numeri di telefono da controllare al più presto», chiedeva nell’occasione Cotrozzi. «V.» e «città del Papa» sono formule con cui i dipendenti di Kcs si riferiscono al Vaticano, a cui l’agenzia ha cercato di vendere Altamides tra il 2012 e il 2013.
Nella corrispondenza tra First Wap e Kcs non vi è alcuna traccia di dubbi sollevati riguardo chi fosse il proprietario di tali numeri o sul perché dovessero essere monitorati. Una volta conclusa la presentazione il 23 maggio, Cotrozzi conferma ai propri superiori e a Goebel, uno dei dirigenti di First Wap, che il cliente è soddisfatto.
La frequenza dei tracciamenti
Nei giorni tra il 18 e il 24 maggio il numero di tracciamenti sul cellulare di Gianluigi Nuzzi varia, nei primi giorni è fatto manualmente e con cadenza irregolare, a partire dal 22 però le richieste di localizzazione si intensificano e diventano automatici, a cadenza oraria.
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Per quanto Nuzzi si aspettasse di essere sorvegliato, ritiene che quanto avvenuto «sia inquietante», perché «bisognerebbe localizzare i nemici non i giornalisti». Attraverso Altamides, Kcs Group ha cercato di localizzare 200 volte i suoi numeri di telefono. Mostriamo al giornalista su una mappa i punti in cui è stato localizzato, concentrati tra Roma e Milano. «Ecco – indica Nuzzi sullo schermo – lì credo ci fosse la mia abitazione». «Questo sistema – continua – era molto più fruttifero che rischiare di mettere dietro di me un furgone con degli agenti segreti».
Cinque date importanti
Il Vaticano non ha risposto a una richiesta di commento e a una serie di domande specifiche.
Le inchieste di Nuzzi sulle finanze del Vaticano
L’arresto di Gabriele, commenta Nuzzi, «è stato per me uno shock, perché in Vaticano non hanno mai arrestato sacerdoti pedofili, non hanno mai arrestato riciclatori di denaro, il reato di riciclaggio non era neanche un reato, ma hanno arrestato un padre di famiglia incensurato che aveva commesso il delitto tremendo di fare delle fotocopie e darle a un giornalista».
Per dieci anni il giornalista ha cercato di capire dove finissero i soldi del Vaticano: «Siamo in un piccolissimo Stato che ha il numero di ambasciate al mondo inferiore solo agli Stati Uniti, che si chiamano “nunziature” – spiega in un’intervista con i giornalisti del progetto Surveillance Secrets –. Quindi c’è una grande quantità di denaro che arriva in contanti, denaro liquido».
Prima, l’interesse di Nuzzi si è focalizzato sull’Istituto per le opere di religione (Ior), l’organismo fondato nel 1942 per gestire i beni finanziari del patrimonio. Le ombre sullo Ior si addensano da subito: l’istituto finanziario non paga imposte sui dividendi e specula sul mercato finanziario e immobiliare. Negli anni, passano dallo Ior alcuni dei più importanti scandali d’Italia, dalle manovre finanziarie di Michele Sindona, il finanziere di Cosa nostra, fino ai finanziamenti per la loggia segreta P2 di Licio Gelli. Scandali che Nuzzi mette insieme nel 2009 nel libro Vaticano S.p.a, grazie alle carte ripescate dall’archivio di un monsignore.
«Questo mi ha fatto scrivere il primo libro che poi mi ha portato a scrivere i successivi, perché quel libro ebbe un effetto di rottura di un tabù, di un muro di silenzio e di un’abitudine ad accettare che nessuno poteva sapere come venivano gestiti i soldi delle offerte nel mondo», spiega Nuzzi. Nonostante non si tratti di un’organizzazione criminale, commenta Nuzzi, all’epoca i bilanci della Santa Sede erano segreti: «È inaccettabile», dice. Si rompeva il tabù per cui non si poteva parlare delle finanze vaticane.
Negli anni seguenti sono diversi i papi che cercano di riformare lo Ior, fino al momento in cui Leone XIV il 6 ottobre ha deciso che l’istituto non avrà più il monopolio delle operazioni finanziarie della Santa Sede.
La stagione che va dalla pubblicazione di Sua Santità nel 2012 fino a quella dei libri Avarizia (di Emanuele Fittipaldi) e Via Crucis (sempre di Nuzzi) nel 2015 è passata alla storia come VatiLeaks, il momento in cui dal Vaticano sono filtrate carte segrete.
«C’erano le fotografie dell’auto, crivellata di colpi di arma da fuoco, del Capo della Gendarmeria che era uscito una sera in un ristorante di Roma; c’era un dossier di un Monsignore che con tutta una documentazione denunciava casi di corruzione al Papa, usando la parola “corruzione” che, in quel mondo, fino all’epoca, era un tabù – ricorda Nuzzi, citando documenti con i quali ha scritto Sua Santità –. C’erano degli appunti per il Papa su quali leggi sollecitare il cambiamento in Italia prima che incontrasse il presidente della Repubblica italiana».
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L’amministratore delegato di Kcs Group ha dichiarato che la propria azienda non ha offerto Altamides al Vaticano e ha aggiunto inoltre che Kcs Group «non è stata coinvolta nella vendita o nell’uso di materiali di sorveglianza inappropriati […]. Prendiamo molto sul serio tali accuse e ci impegniamo a mantenere standard etici in tutte le nostre operazioni». Cotrozzi non ha risposto a una richiesta di commento.
First Wap ha dichiarato che l’accordo con i rivenditori prevede che, in caso di presentazione del prodotto dal vivo, si possano utilizzare per la prova di tracciamento numeri di telefono degli stessi rivenditori oppure riconducibili al loro potenziale. «Ciò è stato ed è espressamente concordato contrattualmente», spiegano da First Wap, aggiungendo che «finora non siamo a conoscenza di alcuna violazione di tale clausola».