







Gli stadi del mondiale in Qatar, dall’alto a sinistra: Al Bayt, 60.000 posti; Lusail, 86.000; Ahmad bin Ali, 44.000; Al Janoub, 45.000; Thumama, 40.000; Education city, 45.000; Khalifa, 40.000 e 974 stadium, 45.000
In diversi documenti si sostiene che il nuovo stadio Ahmad bin Ali sia stato realizzato ristrutturandone uno precedente. Le immagini satellitari dimostrano invece che il vecchio impianto è stato completamente demolito e che il consumo di suolo è stato considerevole
Lo stadio di Al Bayt, l’unico esterno all’area metropolitana di Doha, è quello che ha generato maggior consumo di suolo. Per realizzarlo è stata cementificata una superficie pari a 235 campi da calcio
Uno dei nuovi parcheggi che circondano lo stadio di Lusail; la superficie asfaltata è di oltre 200.000 metri quadrati, l’equivalente di 30 campi da calcio e può ospitare circa 6.500 veicoli



Diversi fan village, villaggi temporanei per garantire l’ospitalità ai tifosi, sono composti da decine di file di containers distanziati fra loro da passaggi larghi 4 metri.
Nelle immagini, il village di Rawdat (in basso) e il Cabin free zone (in alto, il più esteso, con 40 ettari di superficie)
Oltre alla costruzione degli impianti sportivi il mondiale è stato l’occasione per realizzare imponenti infrastrutture stradali: svincoli e parcheggi occupano interamente le aree intorno allo stadio di Thumama



La collocazione degli otto stadi nella città di Doha messa a confronto con le aree metropolitane di Milano e Roma
Per realizzare il nuovo stadio di Lusail, in cui si disputerà la finale del torneo, sono stati cementificati 1.385.000 metri quadrati di suolo prima inedificato, principalmente destinati a parcheggi








