L’antifrode europea: «La pandemia non ha fermato i truffatori»

Mascherine, gel igienizzante, sigarette e gas refrigeranti: nel 2020 picco delle frodi in Europa

17 Giugno 2021 | di Giuseppe Schiano di Colella

«Ipotenziali autori di frodi non si sono fermati davanti alla pandemia» ha dichiarato Ville Itälä, il direttore generale dell’Ufficio europeo antifrode (Olaf) commentando la scorsa settimana la pubblicazione della relazione annuale per il 2020 dell’organismo. Il lavoro dell’Olaf per contrastare le truffe correlate al COVID-19 si è concentrato principalmente sulle mascherine contraffatte e sui gel igienizzanti, comparsi sul mercato a inizio pandemia, quando la domanda è aumentata a dismisura. Il report per il 2020 però evidenzia come l’Olaf abbia anche lavorato per contrastare commerci illegali già apparsi nelle relazioni degli anni precedenti e raccontati da IrpiMedia, come il commercio illegale di sigarette e di gas refrigeranti contenenti idrofluorocarburi (HFC), gas ad alto impatto ambientale e quindi soggetti a particolari controlli e restrizioni.

Cos'è l'Olaf

L’Olaf è parte della Commissione Europea ma agisce in totale indipendenza nell’investigare questioni che riguardano frodi, corruzione e altri crimini che danneggiano gli interessi finanziari dell’Unione. L’Olaf indaga principalmente su fondi strutturali europei, entrate doganali, aiuti esterni e altri settori di spesa tra cui casi di corruzione e cattiva amministrazione da parte dei membri dello staff dell’Ue e delle istituzioni.

Solo nel 2020 l’Olaf ha concluso 230 indagini (+49 rispetto al 2019), emettendo 375 raccomandazioni (+121 rispetto al 2019) alle autorità competenti, nazionali e comunitarie, cioè consigli non vincolanti su come recuperare i soldi persi. Le nuove indagini aperte sono state 290, in aumento in confronto alle 230 dell’anno precedente.

Indagini Olaf

Raccomandazioni e procedimenti aperti e conclusi nel periodo 2016-2020

Mascherine, dpi e gel contraffatti

La relazione annuale evidenzia come nel corso del 2020 siano stati individuati e sequestrati un gran numero di prodotti medici e dispositivi di protezione individuale (Dpi) contraffatti o al di sotto degli standard europei:

  • 31.500 test COVID-19 falsi
  • 2.416.000 mascherine
  • 140.000 litri di gel igienizzante provenienti dalla Turchia
  • 3.636 litri di disinfettante antisettico

La pandemia da Covid-19 ha portato a un incremento vertiginoso nella domanda di Dpi, creando opportunità per soggetti fraudolenti che hanno provato a trarre profitto dall’emergenza sanitaria, mettendo a rischio sia il personale medico sia i consumatori che volevano proteggersi dal virus. Questo aumento nella domanda ha riaffermato quanto i paesi dell’Unione europea siano dipendenti per la manifattura di prodotti sanitari da paesi terzi come la Cina, e come risultato di questa dipendenza le importazioni di prodotti sanitari sono aumentate del 900% nel secondo quadrimestre del 2020, in confronto al precedente anno.

Per approfondire

I fari dell’autorità antifrode sui certificati sospetti per le mascherine

OLAF indaga sui certificati che hanno permesso a milioni di dispositivi al di sotto degli standard di entrare nel mercato europeo. Il caso sollevato da IrpiMedia con un’inchiesta

Ernesto Bianchi, Vice Direttore Generale delle Operazioni e delle Indagini dell’Olaf, ha spiegato che «i nostri governi erano in difficoltà e gli apparati pubblici stavano fallendo nell’assicurare l’acquisto dei Dpi», e che quindi «all’improvviso molti fondi sono stati mobilitati per provare a ottenere questi prodotti, fabbricati principalmente in Cina e India, e sono state semplificate le procedure per il loro arrivo in Europa. Questo senso di urgenza è qualcosa che i truffatori tendono a sfruttare abbastanza velocemente» ed è per questo che l’Olaf ha aperto un’inchiesta già il 19 marzo 2020, dopo aver studiato l’iniziale flusso di merci in arrivo. Quello che è stato riscontrato è che «compagnie opportuniste che non avevano mai lavorato sulla produzione di dispositivi di protezione personali improvvisamente sono diventate esperte e si sono proposte sul mercato offrendo ovunque mascherine che non avevano una chiara origine».

All’Italia la maglia nera delle indagini sull’uso dei fondi europei

Italia diventa il primo Paese sia per numero di indagini concluse (13, +4 rispetto al 2019) sia per raccomandazioni emesse (9, +2 rispetto al 2019) alle autorità competenti, nazionali e comunitarie, da parte dell’Olaf riguardo all’uso di fondi europei, gestiti o spesi, completamente o in parte, a livello nazionale o regionale.

Indagini sull’uso di fondi europei



Grazie alla collaborazione con quasi tutte le dogane e le autorità competenti in Europa, e alcune intorno al mondo, e con l’aiuto di organizzazioni internazionali come l’Europol, l’Interpol e l’Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), dopo un anno di indagine tutt’ora in corso, l’Olaf e i suoi partner hanno identificato più di mille società sospette, alcune delle quali esterne all’Unione europea. Non tutte queste compagnie hanno seguito schemi fraudolenti, ma sono entrate nel mirino di truffatori che creando lunghe catene di intermediari, riuscivano a fornire prodotti contraffatti o falsi agli ignari clienti.

Caso di studio per l’Olaf è quello riguardante il sequestro di 140.000 litri di gel igienizzante proveniente dalla Turchia e contenente livelli pericolosi di metanolo. Questo composto chimico tossico può causare danni al nervo ottico, e se presente nel gel utilizzato per igienizzare le mani, mal di testa, nausea e vomito. In seguito a una segnalazione delle autorità danesi ad agosto del 2020, dopo il sequestro di 6.000 litri di gel igienizzante proveniente dalla Turchia, l’Olaf è riuscita a identificare e sequestrare diverse spedizioni dirette in Irlanda. Molte compagnie in diversi paesi europei avevano ordinato gel igienizzante dal produttore turco in questione, che operava sotto diversi nomi, ma proseguendo negli accertamenti la rete è stata smantellata.

Lo snodo sensibile delle dogane

Frodi doganali, in particolare sul contrabbando di sigarette, e gas refrigerante contenente HFC. Due categorie merceologiche su cui si sono puntati i riflettori sia degli addetti alle dogane sia di Olaf nel corso del 2020.

Nell’anno passato sono state sequestrate un totale di 368.034.640 sigarette, di cui 132.500.000 in paesi fuori dall’Unione europea (principalmente Albania, Kosovo, Malesia e Ucraina) e 235.534.640 in Stati membri dell’Unione. Una potenziale perdita di ricavi nei bilanci dei paesi dell’Unione stimata intorno a 74 milioni di euro, calcolando una perdita media di circa 2 milioni di euro ogni 10 milioni di sigarette, in dazi, accise e Iva.

Molti dei vaccini Covid-19 che sono stati sviluppati devono essere refrigerati durante il trasporto e lo stoccaggio. I gas utilizzati nelle apparecchiature di refrigerazione sono spesso idrofluorocarburi (HFC), categoria rigorosamente regolamentata perché potenti gas serra. Nel luglio scorso le autorità olandesi hanno sequestrato circa 14 tonnellate di gas refrigeranti illeciti inizialmente diretti verso la Lituania, ma successivamente dichiarati in transito verso Rotterdam.

Ma non è stato un caso isolato: un sequestro da parte delle autorità romene di circa 76 chili di gas refrigeranti illeciti in arrivo da Cina e Turchia, ha fatto il paio con un secondo sequestro sempre a opera della dogana romena e polacca. 1.100 bombole contenenti gas refrigeranti illeciti provenienti dalla Turchia e dirette a Bucarest, oltre al sequestro a dicembre di due container da parte della dogana polacca contenenti 37 chili HFC illegali.

Infografiche: Giuseppe Schiano di Colella | Editing: Luca Rinaldi | Foto: Asiandelight/Shutterstock

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