Le conseguenze dei pesticidi
L’esposizione prolungata ai fitofarmaci produce impatti sulla salute collettiva. Ma il comparto agricolo continua a farne uso massiccio. Una scelta che ha delle conseguenze di cui non sempre si può comprendere la portata

#PesticidiAlLavoro

Il settore agricolo produce l’1,3% del Prodotto interno lordo dell’Unione europea. Conta 10 milioni di aziende, 22 milioni di addetti e 3 milioni di lavoratori stagionali. Per mantenere questi numeri, molti agricoltori fanno uso di prodotti chimici per difendere le colture da insetti, funghi, erbe infestanti: i pesticidi. Prodotti che inquinano e che alla lunga, come dimostrano studi scientifici, possono provocare tumori, malattie del sistema nervoso e del sistema linfatico. Per proteggersi, gli agricoltori sono tenuti a indossare mascherine, guanti, tute e altro ma una fetta della comunità scientifica pensa che non siano nemmeno sufficienti.

«Ogni anno nell’Ue sono vendute oltre 350 mila tonnellate di sostanze attive utilizzate nei PPP (sigla che sta per “prodotti a protezione delle piante”, cioè pesticidi, ndr)», scriveva la Corte dei Conti europea nel 2020.

Lo stesso anno la Ue ha introdotto la strategia Farm to fork, una serie di politiche destinate a rendere più sostenibile la filiera alimentare prevedendo, tra le altre cose, il dimezzamento dell’uso di agenti chimici. Tuttavia, una parte consistente delle grandi aziende agricole non vuole (e per qualcuno non può) fare a meno dei fitofarmaci perché venduti attraverso il mercato nero, o perché approvati in deroga a emergenze oppure perché gli stessi principi attivi sono impiegati in prodotti con etichette diverse.

Alle evidenze epidemiologiche sugli effetti dei fitofarmaci fanno da contraltare gli scarsi dati sulle vittime, in particolare gli agricoltori. Un vuoto statistico che, da un lato, è preso come allarmistico e, dall’altro, è sottostimato dalle lobby del settore.

La zona grigia dell’agricoltura dei pesticidi

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CREDITI

Autori

Edoardo Anziano
Lorenzo Bagnoli
Lorenzo Bodrero
Francesca Cicculli
Alessandro Leone
Simone Manda
Francesco Paolo Savatteri

Hanno collaborato

Stéphane Horel (Le Monde)
Marcos Garcia Rey
Eva Achinger (BR)
Daniel Drepper (Ippen Investigativ)
Katrin Langhans (Ippen Investigativ)
Staffan Dahllöf
Nils Mulvad (Investigative reporting Denmark)
Krzysztof Story (Tygodnik Powszechny)
Ante Pavić (Oštro Croazia)
Matej Zwitter (Oštro Slovenia)
Rasit Elibol (De Groene Amsterdammer)
Katharine Quarmby
Gaia Buono, Nicolò Benassi (Scomodo)

In partnership con

Scomodo (Italia)
Le Monde (Francia)
Ippen Investigativ (Germania)
BR (Germania)
Investigative reporting Denmark (Danimarca)
Oštro (Slovenia/Croazia)
Tygodnik Powszechny (Polonia)
TV2 (Danimarca)
De Groene Amsterdammer (Olanda)

Infografiche

Edoardo Anziano
Lorenzo Bodrero

Editing

Lorenzo Bagnoli
Luca Rinaldi

Foto di copertina

Con il sostegno di

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