Quel caos maltese dietro l’arresto del presunto mandante dell’omicidio Caruana Galizia

Con l'arresto di Yorgen Fenech restano dubbi irrisolti sull'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, compresa l'esistenza di un consorzio che abbia ordinato l'assassinio

22 Novembre 2019 | di Cecilia Anesi, Lorenzo Bagnoli

Cercava di scappare, con la prua dello yacht “Giò” puntata all’Italia. Erano le cinque di mattina di mercoledì, il 20 novembre, e l’imprenditore maltese Yorgen Fenech stava lasciando l’isola di Malta. Dietro di lui, una striscia di terra che Fenech ha edificato, cuore della movida: la marina di Portomaso. Ma la fuga non ha portato lontano. È stato raggiunto dai motoscafi della Armed Force Malta, la marina militare maltese, che in mano aveva un mandato d’arresto. Sarebbe responsabile in concorso nell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, assassinata con un’autobomba il 16 ottobre 2017 a Malta.

Da cosa stesse scappando, Yorgen Fenech, se da responsabilità reali nel delitto e solo perchè avvertito da una talpa dell’essere ricercato, non è chiaro. Lo stanno appurando in queste ore gli inquirenti che lavorano sul caso dell’omicidio Caruana Galizia, e che da qualche giorno stanno ascoltando un testimone eccellente. Si tratta di Melvin Theuma, un uomo arrestato con l’accusa di avere ingaggiato e pagato lui i killer. Theuma ha promesso dei nomi, e la prima testa a rotolare è stata quella di Fenech.  

Adesso però il primo Ministro di Malta, Joseph Muscat, dichiara che Fenech non sia stato arrestato grazie a Theuma. Fermato mercoledì, giovedì 21 novembre è stato rilasciato con il divieto di lasciare l’isola, e venerdì 22 novembre è di nuovo in stato di fermo. E’ accusato di essere tra i mandanti (gli inquirenti credono che ce ne sia più di uno) dell’omicidio di Caruana Galizia.

Per l’imprenditore maltese, tra i più in vista dell’isola, deve essere un momento di gran confusione. Anche se è abituato a stare sulle prima pagine dei giornali: si parla di lui da quando il Daphne Project il 9 novembre 2018 (di cui IRPI è parte) ha rivelato che è il proprietario di 17 Black, società di Dubai dalla quale sarebbero passati pagamenti diretti a società panamensi riconducibili al ministro del Turismo Konrad Mizzi e al capo di gabinetto del primo ministro, Keith Schembri, due fedelissimi del premier maltese Joseph Muscat. 

Daphne Caruana Galizia era stata la prima a nominare 17 Black, scrivendone sul suo blog il 22 febbraio 2017 e, pubblicando in seguito estratti del rapporto della Financial intelligence unit (una sorta di polizia finanziaria maltese) a riguardo. Secondo la giornalista, 17 Black sarebbe stato una società veicolo costruita per pagare tangenti agli uomini più vicini a Muscat. 

Novembre è stato un mese tumultuoso per Yorgen Fenech. Come riporta il Malta Independent, l’imprenditore si è dimesso dal Tumas Group (società di famiglia con interessi nel settore del gioco d’azzardo, dell’immobiliare e dell’energia) il 12 novembre. La data coincide con l’arresto di Melvin Theuma, tassista di Birikirkara con una fedina penale ricca di processi per usura. Theuma è anche considerato il cardine tra gli assassini materiali di Daphne e due fratelli maltesi dei bassifondi criminali che avrebbero fornito l’esplosivo reperendolo, come ha scritto per primo il Times of Malta, tramite contatti della criminalità organizzata albanese conosciuti in Italia. 

Una settimana dopo, siamo al 19 novembre 2019, il primo ministro Joseph Muscat apre alla possibilità di concedere la grazia all’intermediario in cambio di informazioni sul “mandante”. Tempo prima, quando si valutava la possibilità di dare la grazia a uno dei tre killer in cambio delle sue informazioni, Muscat si era opposto dicendo che la grazia serve solo a rimettere i criminali in libertà.

Il giorno seguente l’apertura di Muscat, Fenech viene fermato mentre cerca di lasciare l’isola. Secondo quanto risulta da fonti vicine all’inchiesta, il tassista di Birkirkara sarebbe stato proprio l’intermediario per collegare Fenech al mondo criminale maltese. Di conseguenza, tutte le ricostruzioni indicano Theuma come presunto beneficiario della grazia. Il premier Muscat, sentito da MaltaToday, ha invece sostenuto che il governo stia ancora vagliando l’ipotesi di accordare la grazia, negando quindi che sia Theuma la fonte dell’indagine che ha fornito le prove per l’arresto di Fenech.

È la seconda volta nella storia di Malta che si concede la grazia in cambio di una collaborazione. L’altra era stata negli anni ‘90.

Yorgen Fenech e il suo yacht – Times of Malta

Attualmente si trovano in carcere tre criminali maltesi, tutti con una fedina penale abbastanza corposa, con l’accusa di essere gli esecutori materiali dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia. George Degiorgio sarebbe l’uomo che ha innescato l’autobomba, preparata insieme al fratello Alfred e Vince Muscat, detto il Kohhu

Secondo quanto scriveva Daphne Caruana Galizia a Malta esisterebbe una commistione tra criminalità, in particolare trafficanti di gasolio, e politica. Questa zona grigia di collegamento è la parte finora dalla quale sono emersi meno aspetti nel corso dell’indagine. Personaggi su cui investigare eppure ce ne sarebbero. 

Il primo è il cugino di Keith Schembri, Ryan Schembri: risulta latitante a Dubai dopo una frode milionaria. Come ricostruito da Daphne Caruana Galizia e riportato dai media maltesi, Schembri avrebbe fatto parte di una gang criminale molto vicina a Vince Muscat e ai Degiorgio. 

Il secondo è il pescatore Pierre Darmanin, più volte accusato di traffico di gasolio. Repubblica, giornale partner del Daphne Project, ha rivelato una telefonata tra Darmanin e il ministro dell’Economia Chris Cardona il giorno prima dell’omicidio Caruana Galizia, notizia che il Malta Independent ha smentito con sue fonti giudiziarie. L’indagine al momento non ha fatto però altri rilievi. 

Le piste offshore seguite da Daphne Caruana Galizia

Hearnville e Tillgate sono due delle tre società offshore riconducibili a componenti persone molto vicine a Joseph Muscat. La terza, scoperta sempre dalla reporter maltese, si chiama Egrant Inc. Come le due precedenti, le visure indicano che è stata aperta da Nexia BT, trust maltese specializzato nella creazione di compagnie offshore. Secondo quanto scriveva Daphne, dietro la società anonima si celava la moglie del premier Muscat. 

Muscat ha querelato la giornalista per diffamazione a seguito di questa notizia. A luglio 2018 la magistratura maltese ha reso pubblico uno stralcio dell’indagine che ne è scaturita (49 pagine su 1.500), dal quale si deduce che gli investigatori maltesi escludano il coinvolgimento di Muscat e della moglie nella società. Però, secondo la ricostruzione del Times of Malta, giornale partner del consorzio Daphne Project, la magistratura dell’isola non ha mai nemmeno cercato di verificare la proprietà di Egrant. L’indagine è stata impostata solo per stabilire la veridicità delle affermazioni di Daphne Caruana Galizia.

La vicinanza tra la vicenda Egrant e quella 17 Black è testimoniata dalle reazioni dei diretti interessati. Il primo a commentare il caso Egrant è stato infatti Konrad Mizzi, che si ritiene il beneficiario attraverso una società panamense dei pagamenti erogati da 17 Black: «Sul sito Running Commentary della signora Caruana Galizia sono state dette una serie di bugie sul primo ministro e sua moglie, su Keith Schembri, su me e su altri».

I contenuti dell’indagine Egrant sono ancora secretati per via della sensibilità della materia. La Corte di La Valletta deciderà se renderli pubblici il 16 dicembre, per quanto i media maltesi abbiano riportato che membri dell’esecutivo hanno invece avuto pieno accesso ai documenti sotto segreto istruttorio.

Gli interessi nel settore dell’energia di Fenech

Come detto, tra gli interessi del Tumas Group, fino al 12 novembre diretto da Yorgen Feneck, c’era quello dell’energia. Fenech, per questo motivo, è stato nominato direttore di ElectroGas Malta, consorzio formato dalla tedesca Siemens, l’azera Socar e da Gem Holdings Ltd, gruppo di aziende maltesi di cui Tumas possiede il 33% delle azioni. La società ElectroGas ha come scopo rifornire l’isola di gas proveniente da Baku per garantire energia a costi più accessibili per 18 anni

In un modo considerato dagli inquirenti maltesi non del tutto trasparente, ElectroGas ha effettivamente vinto nel 2013 la commessa multimilionaria della società energetica nazionale Enemalta. Konrad Mizzi all’epoca dei fatti era ministro per l’Energia (fino al 2017) del primo governo Muscat. Secondo quanto scriveva Daphne Caruana Galizia, sarebbe questo l’inizio del sistema corruttivo costruito intorno a 17 Black. Siemens e Socar hanno detto al Daphne Project di non conoscere la società. 

Finora Malta si rifornisce di energia importandola principalmente dalla Sicilia, regione in cui il nome di Fenech è noto non solo come imprenditore. Come scrive Franco Castaldo in un articolo de La Sicilia, Yorgen Fenech era ricercato dalla Squadra Mobile di Catania perché coinvolto nello scandalo calcioscommesse con partite di calcio di serie A, B, C comprate e vendute. È quanto scoperto dall’indagine “Treni del gol”, già a processo per un primo troncone mentre per un secondo, in cui è finito dentro il maltese, è stato notificato l’avviso di conclusione indagine questa estate. Da allora Fenech, risultato irreperibile, è ricercato dalla polizia etnea. Le accuse a suo carico sono gravi: a maggio 2014 avrebbe truccato scommesse su quattro partite di serie A e tre partite di serie B, garantendosi un ingiusto profitto. 

La reazione dell’isola agli arresti

Dopo l’arresto, ci sono state nuove manifestazioni sull’isola per chiedere verità sull’omicidio. Le presunte connessioni tra gli ambienti che hanno condotto l’attentato e la politica rendono particolarmente sensibile l’inchiesta sull’omicidio, ovviamente. Dall’esterno, sono spesso arrivate accuse all’esecutivo maltese di voler insabbiare l’inchiesta. Il movimento civile Civil Society Network, per quanto si dichiari apolitico, nel chiedere verità sull’omicidio, pretende anche le dimissioni del governo, richiesta che combacia con quella dell’opposizione nazionalista. Questa contraddizione è impossibile da sciogliere e diventa quindi facile accusare chi manifesta di essere strumentalizzato politicamente. 

I partecipanti al movimento confidano in una stagione paragonabile a quanto è stata Tangentopoli per l’Italia. Il magistrato simbolo di quella stagione, Antonio Di Pietro, è stato uno degli invitati della prima manifestazione Gustizzja organizzata dal Civil Society Network a dicembre 2017. La sera del 20 novembre, dopo il primo arresto, media maltesi riportano che l’auto del ministro della Giustizia Owen Bonnici è stata bersaglio di un lancio di monetine da parte della piazza. Stesso episodio accaduto nel 1992 a Bettino Craxi, leader del partito socialista italiano, di fronte all’hotel Raphael di Roma, due mesi dopo lo scoppio dell’inchiesta.

IrpiMedia è parte del Daphne Project | Foto: Il porto di La Valletta – Cecilia Anesi/IrpiMedia

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