28.09.26
Argomenti correlati
AgricolturaInquinamento
Lombardia
A Passirano, in Franciacorta, a pochi metri dai vigneti di uno dei vini più conosciuti d’Italia sorge la discarica della Vallosa, dove dagli anni Settanta sono finiti anche i rifiuti pericolosi della Caffaro, storica fabbrica chimica di Brescia. Più di cinquant’anni dopo, in quei terreni si trovano ancora i Pcb, sostanze classificate come cancerogene per l’uomo. Un’inchiesta di IrpiMedia, condotta con l’Università dell’Insubria e l’Istituto Mario Negri, ha seguito questi inquinanti dal terreno fino al vino. Ne parliamo con Nuri Fatolahzadeh, co-autrice dell’inchiesta e del podcast Caffaro, l’ultima barriera.
La Vallosa è solo un capitolo di una storia più grande: quella della Caffaro, che per un secolo ha prodotto alcune delle sostanze più tossiche della chimica del Novecento a meno di un chilometro dal centro di Brescia. Qui è successo qualcosa che in Italia accade raramente: un tribunale ha stabilito che una multinazionale, un tempo legata alla Caffaro, debba pagare circa 500 milioni di euro per la bonifica dei tre siti contaminati. Ne parliamo con Marino Ruzzenenti, storico che ricostruisce questa vicenda da anni.
Leggi l’approfondimento:
Tutti gli episodi di Newsroom sono disponibili sul canale Spotify di IrpiMedia: una volta aperto, clicca il tasto “Segui” e attiva la campanella per non perdertene neanche uno.
