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A Malta Stato e criminalità organizzata sono sotto processo

Dopo l’omicidio di Daphne Caruana Galizia, giornalisti e inquirenti hanno scoperto un intreccio di interessi tra criminali, politici e imprenditori. Ora sono arrivate nuove condanne per gli assassini e i loro complici

#DaphneProject

18.06.25

Lorenzo Bagnoli
Simone Olivelli

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Giustizia
Malta
Scommesse

Il 10 giugno 2025 il tribunale di Malta ha emesso in primo grado quattro ergastoli per due omicidi premeditati. I condannati sono Adrian e Robert Agius, Jamie Vella e George Degiorgio. Appartengono tutti al mondo criminale maltese e hanno precedenti per diversi reati, dal traffico di droga alla rapina a mano armata. Robert Agius e Vella sono stati ritenuti dalla giuria complici dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, avvenuto il 16 ottobre 2017 a Bidnija, nel nord dell’isola. I due hanno fornito l’esplosivo che ha fatto saltare in aria l’auto su cui era appena salita la vittima: tra i 300 e i 400 grammi di tnt, piazzati sotto il sedile del conducente la notte precedente.

In breve

  • Il 10 giugno 2025 il tribunale di Malta ha condannato all’ergastolo Robert e Adrian Agius, George Degiorgio e Jamie Vella. I quattro sono coinvolti, a vario titolo, negli omicidi della giornalista Daphne Caruana Galizia (16 ottobre 2017) e dell’avvocato Carmel Chircop (8 ottobre 2015)
  • I fratelli Agius sono noti sull’isola con il soprannome “Maksar”. Il padre Raymond, sospettato di contrabbando di sigarette, è stato ucciso nel 2008. I due hanno diversi precedenti, anche con organizzazioni criminali internazionali, per traffico di sigarette, droga e rapine a mano armata
  • Tra gli ex soci di Adrian Agius c’è Ryan Schembri, cugino dell’ex capo di gabinetto Keith, sotto processo per frode e riciclaggio attraverso una catena di supermercati. L’omicidio Chircop sarebbe legato a un prestito che il gruppo di soci non voleva restituire all’avvocato 
  • Grazie alle dichiarazioni di Vincent Muscat, criminale coinvolto nei due omicidi che ha deciso di collaborare con la giustizia, è stato possibile identificare Yorgen Fenech come presunto mandante dell’omicidio Caruana Galizia. Fenech è il titolare effettivo di una società di Dubai, 17 Black, che gli inquirenti pensano possa essere stata segretamente utilizzata per distribuire tangenti
  • Una commissione pubblica d’inchiesta istituita nel 2019 dal parlamento dell’isola ha evidenziato come le più alte cariche pubbliche del Paese abbiano contribuito a creare un «clima di impunità» all’interno del quale è maturato l’omicidio della giornalista maltese

Vella e Degiorgio, sono invece stati dichiarati colpevoli di aver ucciso l’avvocato Carmel Chircop l’8 ottobre 2015, su commissione di Adrian Agius. La pianificazione dell’omicidio, si legge nella sentenza di condanna, è durata sei settimane. I colpevoli avevano deciso di colpire al mattino presto, dopo aver monitorato le abitudini dell’avvocato. A sparare è stato Vella, con un revolver detenuto illegalmente, mentre Degiorgio ha guidato l’auto del gruppo di fuoco. Robert Agius è stato invece assolto per questo secondo omicidio.

Il processo si è aperto il 24 aprile ed è terminato il 5 giugno con una sentenza emessa a larga maggioranza da nove giurati popolari. La decisione di condannare i quattro all’ergastolo è stata presa dalla giudice Edwina Grima del tribunale di Valletta il 10 giugno, dopo aver ascoltato le considerazioni di un gruppo di testimoni. 

Il passato dei Maksar

I fratelli Agius sono considerati dall’Europol i capi di un’organizzazione criminale maltese che ha importato droga dal Sud America. Jamie Vella è un loro storico associato ed è stato condannato sia come killer dell’omicidio Chircop che come fornitore dell’esplosivo in quello Caruana Galizia. George e Alfred Degiorgio, anche loro secondo Europol parte dell’organizzazione criminale guidata dagli Agius, nel 2022 hanno confessato di aver ucciso la giornalista maltese. Per questo i due sono già stati condannati in appello a 40 anni di carcere.

Adrian Agius © Times of Malta
Robert Agius © Times of Malta

Gli Agius, a Malta, sono noti come “Maksar“, dal soprannome del padre. Nonostante ufficialmente facessero solo lavori saltuari, Adrian è stato proprietario di diversi immobili, terreni e società attive nell’import-export e nel settore dei supermercati. Entrambi i fratelli hanno preso parte a rapine a mano armata e sparatorie dal 2010, momento in cui la violenza della criminalità maltese, riportano le cronache dell’epoca, ha cominciato a crescere. I due sono anche stati indagati da diversi Paesi europei per contrabbando di gasolio, sigarette e traffico di droga. 

Sono molte le frequentazioni pericolose dei fratelli Maksar. Il padre Raymond, anche lui appartenente al “mondo di sotto” maltese, era sospettato di contrabbando di sigarette. È stato ucciso con due colpi di pistola in testa nel 2008, a 49 anni, mentre si trovava al bar Butterfly di Birkirkara. Secondo i media maltesi nessuno è mai stato indagato per il suo omicidio.

Di lui Daphne Caruana Galizia scriveva: «Era un contrabbandiere che usava una concessionaria d’auto e un’attività immobiliare come copertura per la vera fonte del suo reddito». In passato gli Agius sono stati soci di Ryan Schembri, cugino di Keith, l’ex capo di gabinetto del primo ministro Joseph Muscat. Il premier laburista si è dimesso nel 2020 a seguito delle proteste di piazza legate alle accuse di corruzione e al clima creatosi dopo l’omicidio di Daphne Caruana Galizia.

Gli eventi principali

Ryan Schembri, fino al maggio 2014, è stato amministratore delegato e direttore di diverse società del gruppo More Supermarket. Il direttore di uno degli store era proprio Adrian Agius. Ryan Schembri e Adrian Agius, nei primi mesi del 2014, avevano tentato di acquistare per conto di More Supermarket un nuovo magazzino, chiedendo un prestito all’avvocato Carmel Chircop. Sarebbe stato proprio per evitare di restituire il denaro – circa 750mila euro – che secondo la procura i fratelli Agius avrebbero commissionato l’omicidio dell’avvocato.

Ryan Schembri nel settembre 2014 ha abbandonato Malta, lasciandosi dietro 40 milioni di euro di debiti, secondo i media locali. È stato prima a Dubai, poi a Londra, infine in Scozia, Paese dal quale è stato estradato nel 2022 su richiesta delle autorità di Valletta, dopo essere stato multato per eccesso di velocità. A Malta deve affrontare una serie di processi per vari reati finanziari – fra cui riciclaggio e frode – oltre alle cause civili intentate dai creditori. Nel 2022 è stato rilasciato su cauzione.

Una sentenza pronunciata a marzo del 2023 ha stabilito che Schembri, Agius e gli altri soci di More Supermarket hanno falsificato dei documenti che provavano l’esistenza di debiti nei confronti di alcuni fornitori.

L’omicidio Chircop

8 ottobre 2015, Birkirkara, mattino presto. L’avvocato specializzato in diritto marittimo e commerciale Carmel Chircop si trova nel garage 46 del parcheggio del Rampol Building. Mentre sta salendo sulla sua auto viene ucciso da quattro colpi di pistola.. Secondo la polizia, Chircop in passato aveva ricevuto diverse minacce di morte. Il Malta Independent riporta che l’avvocato ricopriva 157 cariche in 115 società, con soci sparsi in dodici Paesi. Non è però dalle cariche societarie che la polizia ha trovato riscontri sull’omicidio. Il movente – ha dichiarato Keith Arnaud, il sovrintendente della polizia che ha condotto le indagini – sarebbe stato un prestito concesso da Chircop ad Adrian Agius e agli altri soci di More Supermarket.

Due periti dell’accusa, perquisendo gli uffici dell’avvocato Chircop, hanno rinvenuto due cambiali tra l’avvocato, Ryan Schembri e un altro socio di More Supermarket, insieme a una scrittura privata in cui Adrian Agius riconosce un debito di 750mila euro con l’avvocato. Nella sentenza di condanna per l’omicidio Chircop emessa il 10 giugno scorso, la giudice Edwina Grima ha sottolineato che l’avvocato «doveva recuperare una grossa somma da uno dei fratelli, in particolare dall’accusato Adrian Agius».

La rete che muove i soldi offshore

Dei tre killer condannati come esecutori materiali dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia, solo uno, Vincent Muscat detto “il-Koħħu”, ha deciso di collaborare con la giustizia. Nel dicembre 2019, in cambio di uno sconto di pena e della grazia per il ruolo nell’omicidio dell’avvocato Chircop, ha iniziato a stringere il cerchio intorno al presunto mandante dell’omicidio della giornalista: Yorgen Fenech.

Imprenditore di una delle famiglie più in vista dell’isola – che secondo quanto riportato a maggio da Il Resto del Carlino sarebbe interessata ad acquistare la squadra di calcio della Fermana – Fenech è stato coinvolto in molti grandi affari a Malta, dal gioco d’azzardo alla fornitura di elettricità. 

Tra le circostanze che hanno portato Daphne Caruana Galizia a incrociare il cammino di Yorgen Fenech c’è la scoperta da parte della giornalista di una società anonima di Dubai: la 17 Black. Ne aveva scritto la prima volta a febbraio 2017, quando le ripercussioni dello scandalo Panama Papers si stavano ancora facendo sentire sull’isola. Dai documenti dello studio di avvocati Mossack Fonseca recapitati ai giornalisti di ICIJ da una fonte anonima, erano emerse società panamensi legate a politici di primo piano a Malta: il ministro dell’Energia Konrad Mizzi, il capo di gabinetto Keith Schembri e lo stesso premier Joseph Muscat.

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All’epoca il comitato del Parlamento europeo sui Panama Papers si trovava sull’isola. Stava raccogliendo prove sull’implementazione delle leggi contro il riciclaggio e l’evasione fiscale nell’Unione europea e stava cercando di fare luce sulle società offshore riconducibili a persone politicamente esposte. Nel dare la notizia che Keith Schembri non si era presentato all’udienza con il comitato, Daphne aveva fatto anche il nome di 17 Black, società il cui scopo, scriveva, è «muovere grandi somme di denaro in giro». L’ufficio di informazione finanziaria maltese (Fiau), intanto, stava facendo le proprie verifiche. A maggio del 2017, sulla base di 120 pagine di rapporto trapelate dalla Fiau, il Malta Independent affermava che la 17 Black «era stata creata con lo scopo di trasferire denaro al ministro Konrad Mizzi e al capo di gabinetto Keith Schembri» attraverso le società panamensi. 

Il processo a carico di Yorgen Fenech deve ancora svolgersi, così come quello che riguarda la rete di pagamenti sospetti intorno a 17 Black. Il Times of Malta ha ricostruito che sarebbero coinvolti i soliti ex ministri del governo Muscat, Yorgen Fenech e vari professionisti, come Brian Tonna, coinvolti in altre vicende giudiziarie a Malta.

Per approfondire

#DaphneProject
Serie

The Daphne Project

Aggiornata il: 20 Giugno 2025

Saranno le indagini a dover scoprire perché i soldi sarebbero arrivati ai politici maltesi. Nel frattempo, nel 2018 Reuters e Times of Malta hanno svelato che il titolare effettivo della 17 Black è proprio Fenech. Tra gli affari condotti dalla società con sede a Dubai, gli stessi media nel 2020 hanno scoperto l’acquisto di un parco eolico in Montenegro, per cui la 17 Black di Fenech ha incassato 4,6 milioni di euro. Una possibile spiegazione, quindi, è che Fenech temesse che Daphne, dopo aver reso nota la 17 Black, potesse arrivare anche a lui.  

Un clima di impunità

A novembre 2019 è stata istituita una commissione d’inchiesta pubblica sull’assassinio di Daphne Caruana Galizia allo scopo di stabilire eventuali responsabilità dello Stato nell’omicidio. Il 29 luglio 2021 la commissione ha presentato i suoi risultati. 

Ascolta il podcast di Newsroom

«Lo Stato dovrebbe assumersi la responsabilità per l’assassinio, avendo creato un clima di impunità, generato dai livelli più alti dell’amministrazione centrale a Castille (sede del governo maltese, ndr) e diffusosi a macchia d’olio verso altre entità come le istituzioni di regolamentazione e la polizia, il che ha portato al crollo dello Stato di diritto», si legge nel rapporto. Le responsabilità, quindi, non sono legate all’esecuzione dell’omicidio ma al contesto in cui lo stesso è maturato. 

La commissione riconosce l’alto valore giornalistico di quanto ha rivelato, negli anni, il blog di Daphne, pur osservando che a volte i suoi post facessero riferimenti alla vita privata delle persone con toni inclini al gossip. Le indagini, osserva ancora la relazione, si sono dimostrate lente e inefficaci, fin dai primi giorni dopo l’omicidio: la commissione parla di una «scandalosa inazione da parte delle forze di polizia e di altri enti di regolamentazione», dovuta a «inappropriati e stretti legami» fra le autorità e chi ha ottenuto guadagni privati da progetti pubblici.

Le tappe dell’inchiesta

Ci sono poi episodi emersi durante questi anni che, se confermati, indicherebbero un possibile contatto tra uomini che hanno fatto parte dell’esecutivo di Joseph Muscat e il “mondo di sotto” dei fratelli Agius e dei fratelli Degiorgio.

Alcuni riguardano Chris Cardona, avvocato e ministro dell’Economia di Muscat. Secondo quando è stato ricostruito dal The Daphne Project Cardona avrebbe incontrato i killer di Caruana Galizia almeno due volte: una prima dell’omicidio e un’altra il mese successivo, a novembre 2017. Vincent Muscat ha affermato che Cardona avrebbe partecipato anche a un incontro in cui si è discusso di pianificare l’omicidio della giornalista maltese già nel 2015. Cardona ha sempre negato con forza ogni accusa. 

Jamie Vella (al centro) e George Degiorgio (primo a sinistra)
Jamie Vella (al centro) e George Degiorgio (primo a sinistra) © Times of Malta

Un altro episodio risale al 2010, periodo in cui a Malta sono avvenute varie rapine a mano armata. Quella alla sede centrale della banca Hsbc a Qormi – poi fallita – era stata pianificata per il 30 giugno, quando l’attenzione pubblica sarebbe stata concentrata sulla visita del presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano e sul concerto Mtv di David Guetta. Tre uomini, ricostruisce una cronaca di MaltaToday, erano entrati in banca armati, travestiti con baffi e parrucche finte, e avevano preso in ostaggio un agente della polizia, raggiungendo il caveau dell’istituto di credito. L’arrivo di un’auto della polizia aveva costretto i rapinatori alla fuga, dopo uno scontro a fuoco in cui erano stati sparati 65 colpi.

Secondo i fratelli Degiorgio al piano avrebbero preso parte anche due politici del partito laburista di Muscat: Chris Cardona, appunto, e l’ex ministro dell’Interno Carmelo Abela. Cardona ha smentito anche questa ricostruzione. Abela invece ha querelato Jason Azzopardi – in passato esponente del partito d’opposizione dei nazionalisti – per averlo accusato di aver aiutato la mente dietro la rapina.

Ancora oggi a Malta, continuano processi e inchieste, giudiziarie e giornalistiche, per dare un senso ai fatti dell’ultimo decennio. Intanto dalla Commissione europea continuano i richiami sul rispetto dello Stato di diritto. Nel rapporto 2024 sul tema, i relatori sottolineano la mancata implementazione di misure concrete per proteggere il giornalismo e l’assenza di una commissione per il rispetto dei diritti umani.

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Crediti

Autori

Lorenzo Bagnoli
Simone Olivelli

Editing

Edoardo Anziano

Fact-checking

Edoardo Anziano

Visuals

Lorenzo Bodrero

In partnership con

Amphora Media
Occrp
Times of Malta

Foto di copertina

© JC Milhet/Getty

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