In lontananza si scorge San Luca. Conosciuto come “la mamma della ‘ndrangheta” questo borgo di poco più di 3.600 abitanti è diventato un simbolo nella storia della criminalità organizzata calabrese.
Da qui arrivano alcune tra le famiglie più importanti attive nel narcotraffico mondiale © Luca Quagliato
Un toro sbarra il sentiero verso la fiumara Santa Venere – San Luca, 26 settembre © Luca Quagliato
La Squadra di San Luca dei Cacciatori di Calabria pattuglia le campagne dell’Aspromonte – Aspromonte, 26 settembre © Luca Quagliato
I Cacciatori di Calabria camminano lungo la fiumara Santa Venere per raggiungere la piantagione da sequestrare – San Luca, 26 settembre © Luca Quagliato
l machete serve ai militari per farsi strada tra la vegetazione impervia e per eradicare le piante di marijuana – San Luca, 26 settembre © Luca Quagliato
I Cacciatori entrano nella piantagione di marijuana dopo aver abbassato la rete e il filo spinato – San Luca, 26 settembre © Luca Quagliato
Dentro la piantagione: tre terrazzamenti e due piazzole ospitano 170 piante di marijuana – San Luca, 26 settembre © Luca Quagliato
Ciò che rimane dopo l’eradicamento delle piante di marijuana tra i terrazzamenti della piantagione posizionata su un fronte di bosco a lato della fiumara Santa Venere – Aspromonte, 26 settembre © Luca Quagliato
La distruzione della marijuana in loco. Quando i carabinieri non riescono a identificare i responsabili della piantagione, l’autorità giudiziaria autorizza la distruzione dello stupefacente sul posto. Nel caso in cui invece i responsabili vengano identificati, le piante vengono eradicate e portate a spalla fino alla caserma, dove vengono messe sotto sequestro e poi portate ad incenerire – San Luca, 26 settembre © Luca Quagliato
Il fuoristrada dei Cacciatori pattuglia le campagne sopra San Luca. A destra la fiumara arriva fino al mar Jonio – San Luca, 27 settembre © Luca Quagliato
L’ingresso di una piantagione di marijuana nelle campagne di San Luca – San Luca, 27 settembre © Luca Quagliato
La discesa per raggiungere una piantagione di marijuana rinvenuta dai cacciatori – San Luca, 27 settembre © Luca Quagliato
L’arcobaleno taglia il cielo e la strada sopra San Luca, arrivando a toccare Pietra Cappa. É ai piedi di questo masso, il monolite più alto d’Europa, che fu nascosto il corpo del fotografo Adolfo Lollò Cartisano rapito nel 1993 e fatto ritrovare solo dieci anni dopo – San Luca, 27 settembre © Luca Quagliato

