• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Formati
    • Serie
    • Inchieste
    • Feature
    • Editoriali
  • Speciali
    • Inchiestage
    • Fotoreportage
    • Video
    • Podcast
  • Archivi
    • Archivio generale
  • IrpiMedia
    • Membership
    • SHOP
    • Newsletter
    • IrpiLeaks
    • Editoria
    • Redazione
  • Irpi
    • APS
    • SLAPP
    • Dona
  • In English
    • Investigations
    • Donate
  • Social
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    • Telegram
    • YouTube
IrpiMedia

IrpiMedia

Periodico indipendente di giornalismo d'inchiesta

  • Home
  • Menu
  • MyIrpi
  • Login

Le mafie al nord: radicamento e storie di donne ribelli

L’idea alla base del documentario è semplice, ma potente: usare la tecnologia per riportare Maria Stefanelli nei suoi luoghi d’origine, dove non è più la benvenuta

16.06.19

Luca Rinaldi

Argomenti correlati

'Ndrangheta
Calabria
Donne
Piemonte

Milano e Torino, le città scelte per le prime proiezioni del documentario di IRPI Se potessi tornare: luoghi simbolici, in vario modo. Per l’espansione e il radicamento della criminalità organizzata al nord , per la storia di Maria Stefanelli raccontata nel documentario e, infine, per le vicende che in questi anni hanno coinvolto le figure femminili nei contesti mafiosi. Temi al centro dei dibattiti che hanno seguito la proiezione del docufilm, con relatori di spessore in grado di alzare il livello di conoscenza sul fenomeno.

L’idea alla base del documentario è semplice, ma potente: usare la tecnologia per riportare Maria nei suoi luoghi d’origine, dove non è più la benvenuta a causa delle sue denunce. Se alcuni luoghi non rievocano altro se non le terribili violenze subite, altri sono luoghi che Maria porta nel cuore, e in cui rivive un’infanzia felice e si commuove.

A Milano importante è stato il contributo portato dal presidente della commissione consiliare antimafia del comune di Milano David Gentili. Profondo conoscitore del fenomeno mafioso nella città, Gentili in questi anni è stato anche uno degli amministratori più attenti nel proporre misure in grado di contrastare l’avanzata delle organizzazioni mafiose nella capitale economica d’Italia. Non è un caso che nel corso della serata siano soprattutto emersi i fattori che hanno permesso, in modo particolare alla ‘ndrangheta, di radicarsi, fare affari e collezionare voti a Milano e in Lombardia.

Vuoi organizzare una proiezione del documentario Se potessi tornare nella tua città? Scrivi a info@irpi.eu

La caparbietà criminale dell’organizzazione mafiosa ha avviato l’espansione sul territorio, la disponibilità del mondo imprenditoriale e politico ne ha permesso il radicamento. Ed è proprio da questi due mondi che arriva quel «capitale sociale» che la ‘ndrangheta è riuscita a mettere «a reddito» per i suoi scopi. Una definizione quella di «capitale sociale» dell’organizzazione mafiosa coniata dal professore Rocco Sciarrone, tra i relatori presenti a Torino, altro luogo simbolo, forse ancora più di Milano, della capacità della ‘ndrangheta di penetrare il tessuto sociale, politico ed economico.

Ma il 2019 è un anno che ci riporta alle donne che hanno pagato sulla propria pelle i soprusi della ‘ndrangheta: se la storia di Maria Stefanelli per una parte consistente si svolge a Torino, a Milano ricorre il decimo anniversario della morte di Lea Garofalo. Due donne accomunate nella scelta di uscire dal giogo mafioso per amore dei propri figli. Maria, seppur tra sofferenze e disagi ci è riuscita. Lo ha raccontato magistralmente Manuela Mareso nel suo libro “Loro mi cercano ancora”, che ha ispirato il nostro documentario. Lea non ha fatto in tempo e in una maledetta sera d’autunno del 2009 è stata uccisa alla periferia di Milano dallo stesso padre di sua figlia Denise.

Il pericolo vissuto da chi denuncia è ancora troppo elevato, lo riconosce anche Davide Mattiello, attuale consulente della commissione parlamentare antimafia ed ex deputato che segue da tempo il tema dei collaboratori e dei testimoni di giustizia. Non sempre lo Stato riesce a proteggere chi decide di emergere dal mondo di sotto delle organizzazioni criminali: «ancora non c’è una normativa che sia veramente in grado di tutelare i testimoni di giustizia», cioè coloro che da vittime denunciano i soprusi della criminalità organizzata, ha detto Mattiello a margine della presentazione torinese. Mattiello ha anche denunciato l’attuale blocco della commissione parlamentare antimafia «organismo all’interno del quale una discussione come quella sui testimoni di giustizia dovrebbe nascere, crescere e tradursi in atti amministrativi».

Nell’anno del decimo anniversario della morte di Lea Garofalo l’auspicio è che questo documentario, così come il lavoro dei colleghi e della società civile che si occupa di questi temi, possa portare un contributo non solo al dibattito, ma anche alla vita di chi, come Maria e Lea, voglia decidere di intraprendere la strada della denuncia.

Crediti

Autori

Luca Rinaldi

Editing

Redazione Irpi

Condividi su

Potresti leggere anche

#NdranghetaEmiliana
Inchiesta

Mafie in Emilia: il rischio di assuefarsi alla presenza della ‘ndrangheta

09.06.21
Nardacchione
#NdranghetaEmiliana
Inchiesta

Da Cutro a Reggio Emilia: la colonizzazione della ‘ndrangheta in Emilia Romagna

02.11.20
Nardacchione
#NdranghetaEmiliana
Feature

Aemilia 1992, cronistoria di una sentenza

06.10.20
Nardacchione
#MafiaInUk
Inchiesta

La trentennale carriera dell’imprendibile riciclatore della ‘ndrangheta

13.05.20
Anesi, Civillini

Logo IRPI media
Logo IRPI media

IrpiMedia è una testata registrata al Tribunale di Milano n. 13/2020.
IRPI | Investigative Reporting Project Italy | Associazione di promozione sociale | C.F. 94219220483
I contenuti di questo sito sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale.

  • Serie
  • Inchieste
  • Feature
  • Editoriali
  • Inchiestage
  • Fotoreportage
  • Video
  • Podcast
  • Newsletter
  • IrpiLeaks
  • Irpi
  • Cookie Policy
WhatsApp Facebook X Instagram LinkedIn YouTube
Gestisci consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferences
The technical storage or access is necessary for the legitimate purpose of storing preferences that are not requested by the subscriber or user.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. The technical storage or access that is used exclusively for anonymous statistical purposes. Without a subpoena, voluntary compliance on the part of your Internet Service Provider, or additional records from a third party, information stored or retrieved for this purpose alone cannot usually be used to identify you.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Gestisci opzioni Gestisci servizi Gestisci {vendor_count} fornitori Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
{title} {title} {title}