‘Ndrangheta emiliana
Dagli anni Ottanta ad oggi la ‘ndrangheta ha progressivamente colonizzato l’Emilia-Romagna, infiltrandosi nei settori produttivi della regione. Quarant’anni di storia criminale ricostruiti nel processo Aemilia e nei suoi filoni

#NdranghetaEmiliana

Negli anni Ottanta la ‘ndrangheta cutrese arriva in Emilia-Romagna: basta una persona – il boss Antonio Dragone, mandato con obbligo di dimora in provincia di Reggio Emilia – per creare quello che, in poco tempo, diventerà il clan più radicato in regione.

È una struttura che, di anno in anno, si espande e si rafforza, infiltrandosi in tutti i settori produttivi della fertile Emilia. Partendo dai classici business mafiosi del traffico di droga e delle estorsioni, la ‘ndrangheta emiliana diventa sempre più una mafia moderna, che si rimodella in base al territorio in cui è radicata:

una ‘ndrina autonoma e potente, che – tra Reggio Emilia, Modena, Parma e Piacenza – fa affari con imprenditori, professionisti e politici locali, senza lasciare da parte la violenza. Il protagonista di questa fondamentale fase è il boss Nicolino Grande Aracri.

Dopo più di trent’anni dall’arrivo di Dragone a Reggio Emilia, nel 2015 la ‘ndrangheta emiliana viene colpita dal più imponente procedimento giudiziario della storia italiana nei confronti delle mafie al Nord: Aemilia. Un processo da cui sono nati numerosi filoni d’indagine per far luce su di un clan che, nonostante arresti e processi, non si è mai fermato.

La paura della ‘ndrangheta emiliana

La paura della ‘ndrangheta emiliana

Il clan che si è radicato in Emilia-Romagna, nei decenni si è evoluto e modernizzato, senza mai lasciare da parte il suo carico di violenza, tra omicidi, minacce, incendi, sfruttamento e intimidazioni, anche dopo l’operazione Aemilia

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Aemilia 1992, cronistoria di una sentenza

Aemilia 1992, cronistoria di una sentenza

Condanna all’ergastolo in primo grado per il boss Nicolino Grande Aracri. Assolti gli altri imputati. Una storia cominciata 28 anni fa, che si intreccia con uno dei principali processi sulla ‘ndrangheta al Nord

CREDITI

Autori

Sofia Nardacchione

Infografiche & Mappe

Lorenzo Bodrero

Editing

Luca Rinaldi

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