In giro per il web ci sono migliaia di piattaforme che promettono ritorni giganteschi e che invece risultano una truffa per molti dei clienti. Grazie a #ScamEmpire, una fuga di quasi due terabyte di documenti ottenuti dalla tv pubblica svedese Svt, un consorzio di 32 testate internazionali (IrpiMedia per l’Italia) è in grado di rivelare dall’interno il modo in cui questo sistema “munge” denaro dai clienti.
L’inchiesta svela due diverse reti di call center di piattaforme di trading online: una di base in Georgia e una con sedi diffuse in Europa e Israele. Accomunate dagli stessi “metodi” e dagli stessi “fornitori di servizi”, hanno complessivamente collezionato “investimenti” per 275 milioni di dollari. Sono 32mila i clienti che hanno depositato il loro denaro.
Il progetto #ScamEmpire
#ScamEmpire, ovvero l’Industria della truffa, è un’inchiesta internazionale coordinata da Organized crime and corruption reporting project (Occrp) che vede la collaborazione di 32 testate giornalistiche nel mondo. Nasce da un leak, una serie di file interni, che un whistleblower ha condiviso con la televisione pubblica svedese, Sveriges Television (Svt). All’analisi dell’infrastruttura tecnologica ha contribuito anche Qurium, un’organizzazione non profit svedese che dal 2009 si dedica alla sicurezza di internet.
Il leak contiene quasi due terabyte di file di testo, pdf, screenshot e registrazioni dei computer – come quella utilizzata per raccontare il lavoro di Eva – usati da due gruppi distinti di truffatori. Il primo gestisce call center in Georgia, fa capo alla società A.k. Group, conta oltre seimila vittime e ha sottratto tra il 2022 e il 2025 più di 35 milioni di dollari. Il secondo, per il quale lavora Eva, è un network con uffici sparsi in diversi Paesi europei
Il 90% dei 162 clienti sentiti dai giornalisti dichiarano di essere stati persuasi a investire in una truffa. Le piattaforme di trading online legate alle due organizzazioni tracciate dai giornalisti sono 86, la maggior parte delle quali ha ricevuto segnalazioni da autorità di vigilanza.