#DesertDumps
Discariche nel deserto
Aggiornata il: 24 Settembre 2025
#DesertDumps
In Nord Africa esiste un sistema per espellere nel deserto i migranti che provengono da Paesi schiacciati tra il Sahara e l’Equatore. Lo scopo è impedire loro di raggiungere l’Europa, principio-guida del lungo processo di esternalizzazione delle frontiere condotto dall’Unione europea negli ultimi vent’anni.
Il sistema delle espulsioni si alimenta con la retorica del razzismo dei Paesi di transito verso i migranti: nessun Paese vuole essere un luogo di passaggio per le rotte verso il Mediterraneo, così si scaricano le responsabilità sui vicini, esponendo i migranti a pericoli sempre peggiori.
Come in Europa, anche in Nord Africa i migranti sono considerati fonte di insicurezza.
Desert Dumps, il titolo internazionale dato a questa serie, significa in inglese discarica di rifiuti del deserto. L’idea di essere stati trattati come spazzatura è stata suggerita ai giornalisti dagli stessi migranti intervistati. L’espressione che usiamo in italiano in questo e negli altri pezzi per indicare questa circostanza è “espulsioni”.
La pratica è diffusa in tutti e tre i Paesi analizzati, Tunisia, Mauritania e Marocco, nel deserto o in altri luoghi remoti e inospitali, dove si rischia di morire di fame e di sete.
Lungo la frontiera tra Libia e Tunisia secondo le testimonianze di diversi migranti ci sono stati casi di “consegne” di migranti tra la Garde Nationale tunisina e non meglio identificate milizie libiche: invece che essere lasciati a sé stessi nel deserto, i migranti sono stati affidati ai libici.
L’esito finale è sempre una violazione dei diritti umani perché nei casi in cui è stato possibile verificarne l’esito i migranti sono finiti in centri di detenzione dove notoriamente i trattenuti sono in condizioni disumane.
Mezzi ed equipaggiamenti necessari al sistema delle espulsioni per funzionare – dai motori delle motovedette che intercettano le barche dei migranti, fino ai pickup o agli autobus che li trasportano – sono dotazioni che provengono dai Paesi europei, beneficiari ultimi dei blocchi delle partenze. I migranti subsahariani sono trattati «come immondizia», accusa François, un migrante del Camerun che ha provato più volte a raggiungere l’Italia, e più volte è stato scaricato nel deserto.
Nei Paesi del Nord Africa, intorno a questo sistema, si sono creati centri di potere che gestiscono l’industria della migrazione irregolare: dai gruppi di trafficanti fino a Ministeri che usano la migrazione come una leva per negoziare aiuti economici e legittimità politica.