#Exodus
Quel malware di Stato che spiava gli italiani
Aggiornata il: 18 Novembre 2019
#Exodus
Per un tempo imprecisato, su un server nell’Oregon, sono stati custoditi migliaia di messaggi, video, fotografie e registrazioni di centinaia di cittadini italiani e stranieri. Alcuni di loro erano bersagli di indagini giudiziarie, mentre altri sono stati traditi da delle app infette nascoste tra gli innocui servizi del Google Play Store.
Inizia così l’inchiesta su Exodus, il software-spia acquistato da procure e servizi segreti di cui le stesse autorità avevano perso il controllo. A controllare davvero il malware erano la società Esurv, che lo sviluppa, e la STM, che lo commercializza. Un’inchiesta di Irpi ha ricostruito la vicenda, svelando il coinvolgimento di un poliziotto-imprenditore e di altre importanti figure istituzionali. Una pista che ha portato fino alla Slovacchia, e a un porto turistico in Calabria.