#OpenLux

Affari e relazioni dell’uomo che ha portato il vaccino russo in Italia
Dal nome di Vincenzo Trani si dipanano una serie di società e relazioni che portano dal Lussemburgo al Vaticano passando per Mosca
11 Marzo 2021
Lorenzo Bagnoli
Matteo Civillini

Vincenzo Trani abita a Mosca da 20 anni ed è stato il primo italiano ad aver fatto il vaccino russo Sputnik V. È il presidente della Camera di Commercio Italo-Russa, l’organizzazione che il 9 marzo ha portato il vaccino russo in Italia, mossa che ha creato frizioni diplomatiche con il Consiglio europeo, visto che l’Agenzia europea del farmaco ancora non ha approvato il vaccino russo. Avvocato, banchiere, uomo d’affari, Trani coltiva relazioni di alto livello. Tra i membri del consiglio di vigilanza della sua azienda è passato, per alcuni mesi, anche il sottosegretario Vincenzo Amendola, politico del Pd. 

Il gruppo finanziario che fa capo a Vincenzo Trani è distribuito tra Lussemburgo, Russia, Italia e Svizzera. Tra le centinaia di società con cui ha relazioni commerciali, alcune sono state indagate in procedimenti molto recenti: le inchieste sui 49 milioni della Lega, l’affaire Metropol, gli investimenti spericolati del Vaticano e la cartolarizzazione di crediti delle aziende sanitarie. Né Vincenzo Trani, né il suo gruppo sono nominati né tantomeno indagati in queste vicende.

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#OpenLux è un’inchiesta collaborativa, di cui IrpiMedia è partner, che parte da un database raccolto da Le Monde, reso ricercabile da Occrp sulle 124 mila società che popolano il registro delle imprese lussemburghese. Ha permesso di analizzare i nomi dei proprietari delle società registrate nel Granducato, finora schermati da prestanome e professionisti.

Microcredito e Vaticano

Vincenzo Trani ha cominciato la sua carriera in una banca russa finanziata dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), successivamente inglobata da Banca Intesa Russia. A capo di quest’ultima c’è Antonio Fallico, presidente anche dell’associazione culturale Conoscere Eurasia e importante facilitatore delle relazioni commerciali tra Russia e Italia. Con l’esperienza è nato l’interesse per il microcredito, strumento attraverso cui si finanziano con poche migliaia di euro attività piccole e medie a tassi vantaggiosi. È così che nel 2008 ha fondato il gruppo Mikro Kapital, la sua principale attività. Fattura principalmente in Russia ma ha il cuore finanziario in Lussemburgo.

Tra i suoi finanziatori non mancano nomi illustri. «Una volta mi arrivò l’indicazione di investire 30 milioni in Mikro Kapital: fa prestiti alle piccole imprese», racconta in un’intervista del 4 ottobre scorso al Corriere della Sera Enrico Crasso, finanziere che per 27 anni ha gestito il patrimonio della segreteria di Stato vaticana prima come dipendente di Credit Suisse e poi attraverso una rete di società offshore, coinvolto nell’inchiesta sugli investimenti del cardinale Angelo Becciu.

L’indicazione di iniettare i soldi del Vaticano in Mikro Kapital è arrivata dal Segretario di Stato Pietro Parolin in persona, conferma lo stesso Crasso a IrpiMedia. L’investimento alla fine è stato molto inferiore però: circa 6 milioni di euro, con la sottoscrizione di due bond da parte del fondo Centurion Global – gestito dallo stesso Crasso e alimentato dai fondi della Segreteria di Stato – entrambi rimborsati nel corso del 2019.

I soldi hanno anche fatto il percorso inverso: nel bilancio 2019 di Mikro Kapital figura prima un anticipo e poi, nel gennaio 2020, la sottoscrizione di quote dello stesso fondo Centurion che poco c’entra con la Russia e niente con il microcredito. «Mi risulta essere un Umbrella fund che ha molti investitori ed interessanti strategie di investimento anche sulla via della seta», risponde via mail a IrpiMedia Vincenzo Trani. L’imprenditore conferma la relazione con la Santa Sede e aggiunge: «Non abbiamo alcuna posizione a debito o a credito nei confronti della Segreteria di Stato Vaticana né di alcuna controparte ad essa collegata».

Vincenzo Trani

Presidente della Camera di commercio italo-russa

Nelle cronache giudiziarie, Centurion Global è passato alla storia come il veicolo attraverso cui la Segreteria di stato vaticana ha investito i soldi dei fedeli in operazioni ad alto rischio: dall’azienda d’occhiali di Lapo Elkann, alla produzione del film Men in Black International fino al sito Abbassalebollette, che fa riferimento alla famiglia di un consulente della stessa Segreteria di Stato. Crasso è anche uno dei soggetti coinvolti nello scandalo dei fondi vaticani e dell’acquisto del palazzo di Sloane Avenue, nel cuore di Londra. Un affare per cui lo scorso giugno è stato arrestato il finanziere Gianluigi Torzi con le accuse di estorsione e truffa. Oltre a Crasso e Torzi sono coinvolti nell’indagine, ancora in corso, il finanziere Raffaele Mincione e alcuni funzionari del Vaticano.

Gianluigi Torzi è anche indagato in qualità di broker nella vicenda che riguarda gli ex vertici della società di mutua assistenza Cesare Pozzo. Gli ex manager Armando Messineo e Ferdinando Matera, secondo gli inquirenti, avrebbero ingannato il resto del consiglio di amministrazione facendo investire 15 milioni di euro in obbligazioni ad alto rischio: «Di fatto una cartolarizzazione di “crediti sanitari” vantati da istituti di cura nei confronti di Aziende Sanitarie pubbliche del sud Italia», scrive il gip nell’ordinanza, emessa a inizio marzo. Torzi quindi avrebbe intermediato le operazioni.

Le obbligazioni sono state emesse dal veicolo CSI Healthcare, parte della società lussemburghese B Securitization S.A., per poi confluire in altri bond emessi dalla SPV Project 1513. L’ipotesi su cui sta lavorando la Finanza è che quei crediti con le aziende sanitarie, quella provinciale di Catanzaro compare con una certa frequenza (sciolta dal governo per infiltrazioni mafiose nel 2019 e ancora sotto amministrazione prefettizia), fossero in realtà inesigibili perché certificati con sistemi fraudolenti. Ulteriori accertamenti riguardano anche la B Securitization S.A. a cui fanno riferimento le società veicolo lussemburghesi.

Centurion Global è passato alla storia come il veicolo attraverso cui la Segreteria di stato vaticana ha investito i soldi dei fedeli in operazioni ad alto rischio

La diplomazia del vaccino di Mosca
La mossa di Mosca di fornire vaccini in Italia e individuare, attraverso la Camera di commercio Italo-russa, dei produttori sul territorio risponde alla logica della “diplomazia del vaccino”. Questa strategia si appoggia su reti di relazioni commerciali già rodate, in Italia e non solo. A promuovere l’export del vaccino è il Fondo russo di investimento, entità nata nel 2011 «sotto la leadership diretta del presidente e del primo ministro della Russia». Nel marzo 2020, a seguito dell’invio di soldati russi a Bergamo in piena pandemia, il numero uno del fondo sovrano, Kirill Dmitriev, è stato nominato commendatore dall’Ambasciata d’Italia a Mosca. L’imprenditore è stato nel consiglio di amministrazione di alcune delle più importanti aziende di Stato russe, tra cui Gazprombank, le Ferrovie di Stato e Rostelekom. È anche direttore non-esecutivo della MD Medical Group, il principale gruppo di sanità privata in Russia.
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I “furbetti” di Lussemburgo

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Come la ‘ndrangheta è arrivata in Lussemburgo

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Da Londra a Bergamo, via Lussemburgo

Dal registro dei beneficiari ultimi del Lussemburgo risulta proprietario di B Securitization S.A. Enrico Danieletto, a capo di numerose società tra Lussemburgo, Regno Unito, Irlanda e Svizzera. L’imprenditore è stato rinviato a giudizio lo scorso novembre a Modena per una presunta truffa sui diamanti commessa in concorso con l’ex presidente di Fondazione Cassa di Risparmio Mirandola Giovanni Belluzzi. I reati contestati sono truffa aggravata, riciclaggio e autoriciclaggio. Tra il 2004 e il 2007 Danieletto è stato direttore della Dynamic Decisions Capital Management Limited, società inglese gestita da Alberto Micalizzi, ex professore della Bocconi coinvolto fino al 2015 in diverse indagini per reati finanziari. Nell’inchiesta Fake Bonds, del 2015, la Guardia di finanza milanese aveva scoperto un giro di false obbligazioni progettato da Micalizzi. Danieletto, non indagato, sentito dalla Finanza aveva dichiarato di aver interrotto i rapporti con Micalizzi «perché non avevamo una visione comune nella modalità di gestione degli investimenti, in quanto il Micalizzi aveva un atteggiamento molto aggressivo e, quindi, poco prudente».

A Londra i destini di Enrico Danieletto tra il 2014 e il 2017 si sono incrociati con quelli di Vincenzo Trani, il presidente della Camera di commercio Italo-russa che ha portato Sputnik in Italia. Hanno fondato insieme General Invest Ltd, con sede al 26 Cadogan Square di Londra. Inizialmente Trani e Danieletto sono soci e azionisti. L’ultimo a lasciare la quota azionaria della società è stato Danieletto nel dicembre del 2017.

I due finanzieri hanno poi preso ciascuno la propria strada: «Conosco il dottor Danieletto – spiega Vincenzo Trani – Avevamo aperto una società a Londra ma purtroppo non siamo riusciti a fare alcun business. Oggi non abbiamo alcun rapporto». Sul sito di Aleph Group, la holding del gruppo di Danieletto, sono numerose le pubblicazioni che promuovono le attività di Mikro Kapital e una fonte sentita da La Stampa sostiene di aver ricevuto l’offerta di un investimento nel fondo lussemburghese da Danieletto.

Alcuni dei rapporti commerciali di Mikro Kapital conducono inoltre a gruppi societari coinvolti nella vicenda dei 49 milioni della Lega. Nel 2018, infatti, la società di microcredito ha lanciato sul mercato un’obbligazione a sostegno delle pmi, “IlMilleBond”, insieme a FD Fiduciaria digitale srl, controllata dal Gruppo Arc Ltd, una società britannica. Il proprietario di quest’ultimo era all’epoca Angelo Lazzari, l’ingegnere di Sarnico che da anni amministra società in Lussemburgo (motivo di interesse per i pm di Genova che indagano sui 49 milioni della Lega) e a Bergamo “custodiva” in quella che era la fiduciaria del Gruppo Arc una serie di società domiciliate presso gli studi dei commercialisti della Lega Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba (motivo di interesse per i pm di Milano che indagano sull’operazione della Lombardia Film Commission).

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Per approfondire

I soldi della Lega

La vicenda dei 49 milioni di rimborsi elettorali indebitamente percepiti dal partito parte da lontano e porta fino in Lussemburgo, passando per alcuni incroci pericolosi con la criminalità organizzata

Il forum di San Pietroburgo e il viceministro del Pd

Per comprendere l’origine dei successi di Vincenzo Trani e Mikro Kapital bisogna riavvolgere il nastro del tempo fino al forum economico di San Pietroburgo del 16-18 giugno 2016, l’annuale incontro del gotha politico-economico russo. L’evento più atteso dell’edizione è stato il bilaterale tra l’allora primo ministro Matteo Renzi e Vladimir Putin, a margine del quale è nato Casa Italia, un padiglione espositivo per i giganti dell’industria nostrana. L’organizzazione dell’evento è stata gestita come sempre da Conoscere Eurasia, l’associazione guidata da Antonio Fallico. Mikro Kapital è comparsa per la prima volta tra gli sponsor principali dell’evento, insieme a nomi del calibro di Banca Intesa, Leonardo, Pirelli. Proprio un pagamento da 125 mila euro risalente a giugno 2016 all’associazione Conoscere Eurasia è stato segnalato all’Unità d’informazione finanziaria di Bankitalia come possibile flusso finanziario sospetto. Il valore della transazione è compatibile con quanto è richiesto per diventare uno degli sponsor principali del Forum di San Pietroburgo.

Un momento della XXª edizione del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) 2016

Una settimana prima del forum – in preparazione della visita di Renzi – a fare tappa in Russia, questa volta a Mosca, era stato anche l’allora viceministro degli esteri del Pd Vincenzo Amendola, oggi sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega agli affari europei. Tre anni dopo il suo nome è comparso per sei mesi nel consiglio di vigilanza di Mikro Kapital Management in Lussemburgo: dal 28 febbraio al 9 settembre 2019, ovvero cinque giorni dopo la sua nomina ufficiale a viceministro degli Esteri del Governo Conte II. Lo staff di Amendola precisa che la richiesta di dimissioni da Mikro Kapital è precedente alla nomina.

Trani e il sottosegretario Amendola sono amici di lungo corso: «Il dott. Amendola conosceva molto bene le dinamiche sociali del microcredito nei Paesi in cui lavoriamo», conferma Vincenzo Trani. Il sottosegretario fa sapere di essere stato un consigliere indipendente e, di fatto, di aver fornito un consiglio di indirizzo come esperto di politica estera. Amendola aggiunge, inoltre, di aver frequentato solo poche riunioni e pensava di occuparsi di car sharing. Rispetto alle relazioni commerciali con Mosca, Amendola è da tempo un sostenitore della linea del dialogo con la Russia con lo scopo di portare alla rimozione delle sanzioni UE .

Vincenzo Amendola

Sottosegretario alla presidenza del Consiglio

Diritto di replica

Riceviamo, pubblichiamo e rispondiamo

“In riferimento all’articolo da voi pubblicato, ci preme evidenziare che il Dott. Enrico Danieletto al momento della pubblicazione dell’articolo non risultava rinviato a giudizio; inoltre, lo stesso, non risulta imputato dei delitti di riciclaggio o auto-riciclaggio, ma semplicemente di concorso in truffa. Ci teniamo infatti a ribadire che, come dimostrato anche dalle indagini, il dott. Enrico Danieletto non ha mai prospettato o consigliato investimenti in preziosi o simili, né ha percepito, direttamente o indirettamente, alcuna somma di denaro dagli investimenti di Fondazione. Nel ribadire la fiducia ed il rispetto nei confronti della magistratura inquirente e giudicante, confidiamo fiduciosi che l’equivoco su cui si basa l’accusa verrà chiarito in dibattimento”.

 Milano, 1 aprile 2021

Avvocati Massimiliano Redaelli e Daniele De Russis

Prendiamo atto della replica che tuttavia non smentisce la nostra ricostruizione dei fatti.

Milano, 2 aprile 2021

Lorenzo Bagnoli e Matteo Civillini

CREDITI

Autori

Lorenzo Bagnoli
Matteo Civillini

In partnership con

Editing

Luca Rinaldi

Foto

sputnikvaccine.com
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