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Oligarchi d’Italia
Chi sono gli uomini di Putin nel Belpaese. Alcuni sono già sotto sanzioni, altri no. I loro legami con l’Italia durano da più di un decennio
22 Marzo 2022

Cecilia Anesi
Matteo Civillini

Dalle lussuose mega ville nei luoghi più esclusivi del turismo italiano agli yacht ormeggiati nei porti pronti a navigare attraverso il Mediterraneo. Per arrivare poi agli investimenti strategici, alle relazioni politiche e diplomatiche di primissimo livello, fino alle più alte onorificenze di Stato. È capillare il modo in cui gli uomini di Vladimir Putin si sono infiltrati nel tessuto del Belpaese da un decennio a questa parte. Oligarchi miliardari, parlamentari della Duma e megafoni della propaganda del Cremlino hanno trovato in Italia uno dei tanti approdi sicuri per le proprie smanie di espansione. Spesso con l’avallo, quantomeno implicito, dei potenti locali.

Oggi l’Unione europea cerca di colpire questo sistema con le sanzioni emanate all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina. La mano dura promessa dai governanti europei ha scatenato la caccia in Italia, come nel resto del mondo Occidentale, ai preziosi beni di chi ha dato manforte alla campagna di Putin. Nelle ultime settimane diverse ville e imbarcazioni sono finite sotto sequestro. Ad altri asset potrebbe toccare la stessa sorte di qui a breve, mentre gli inquirenti ricostruiscono le spesso complicate catene di controllo.

In questa guida ricapitoliamo i legami noti con l’Italia di alcuni degli uomini vicini a Putin finiti sulla lista nera di Bruxelles.

Gennady Timchenko

Gennady Timchenko (1952) è riconosciuto come uno tra i più stretti confidenti di Putin. Un rapporto sbocciato nei primi anni Novanta, quando Putin – all’epoca dirigente del governatorato di San Pietroburgo – concesse a Timchenko una licenza per l’esportazione di petrolio.

Gennady Timchenko

Gennady Timchenko

Oggi Timchenko controlla il Volga Group, una holding con un portafogli di investimenti nei settori dell’energia, dei trasporti e delle infrastrutture. Le posizioni più consistenti sono quelli in Novatek, produttore di gas, e Sibur, colosso petrolchimico con interessi anche in Italia.

Bloomberg stima l’attuale patrimonio di Timchenko in poco più di 10 miliardi di dollari, ammontare che si sarebbe piú che dimezzato con il crollo del valore dei propri investimenti per effetto delle sanzioni.

Già sanzionato dagli Stati Uniti fin dal 2014, Timchenko è stato inserito nella black list dell’Ue il 28 febbraio scorso in quanto ritenuto «responsabile di fornire sostegno finanziario e materiale ai decisori russi responsabili dell’annessione della Crimea e della destabilizzazione dell’Ucraina». Cinque giorni più tardi la Guardia di finanza ha sequestrato a Sanremo il suo yacht “Lena”, un’imbarcazione da 52 metri con un valore stimato in 50 milioni di euro.

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Petr Aven

Petr Aven

Petr Aven

Petr Aven (1955) è uno dei principali azionisti di Alfa Bank, la più grande banca d’affari privata in Russia. Insieme all’oligarca Mikhail Fridman, Aven ha inoltre fondato LetterOne, un fondo d’investimento lussemburghese. Aven ha lasciato i propri incarichi da amministratore in entrambe le aziende dopo essere stato inserito nella lista delle sanzioni europee il 28 febbraio scorso.

Il motivo del provvedimento nei confronti di Aven è la sua vicinanza con Vladimir Putin, la quale avrebbe portato benefici economici alle sue società. «[Aven] non opera indipendentemente dalle richieste del presidente», riporta il documento dell’Ue. Aven fu inoltre Ministro degli Affari Economici Esteri nel ‘91-’92, quando alla presidenza c’era Boris Eltsin.

Il 16 marzo il Nucleo special polizia valutaria ha sequestrato un complesso immobiliare in località Punta Sardegna, vicino a Porto Cervo, riconducibile ad Aven. Si tratta di Villa Maureena, residenza costruita negli anni ‘60 che si affaccia sull’arcipelago della Maddalena. Aven possiede un terzo della proprietà per un valore di 4 milioni di euro.

Alisher Usmanov

Alisher Usmanov (1953) è un imprenditore di origine uzbeka naturalizzato russo. È il fondatore di USM Holdings, gruppo che controlla diverse aziende di rilievo, tra cui Metalloinvest, produttore di acciaio, Baikal Mining, che si occupa di estrazione di rame, e Mail.ru, il principale operatore russo di servizi internet. Usmanov è inoltre proprietario di Kommersant, il più noto giornale economico-finanziario russo. Secondo l’Unione europea – che ha sanzionato l’oligarca lo scorso febbraio – «da quando Usmanov ha assunto il controllo del quotidiano la libertà della redazione è stata limitata e il giornale ha assunto una posizione manifestamente favorevole al Cremlino».

Alisher Usmanov

Alisher Usmanov

Usmanov ha un rapporto molto stretto con l’Italia, dove ha accumulato un piccolo impero immobiliare. Secondo il Dossier Center di Mikhail Khodorkovsky, Usmanov avrebbe comprato negli anni almeno otto ville nel Belpaese per un valore totale di qualche centinaio di milioni di euro. Nel 2012 comprò a Romazzino, in Costa Smeralda, la villa dell’industriale Antonio Merloni. Sempre in Sardegna Usmanov è proprietario di una villa da 17 milioni di euro che si affaccia sul golfo del Pevero. Quest’ultima finita sotto sequestro a inizio marzo dopo l’inserimento dell’imprenditore nella black list. Nelle Cinque Terre, invece, Usmanov ha acquistato Villa Maramozza, 1.200 metri quadrati più ampio bosco con piscina e campi da tennis.

In Italia, Usmanov ha anche fatto incetta di onorificenze grazie alle sue opere di filantropia e mecenatismo: il comune di Arzachena gli ha conferito la cittadinanza onoraria nel 2018, titolo che il sindaco non vuole ritirare nonostante le sanzioni; nell’ottobre 2016, invece, la Presidenza della Repubblica (su proposta dell’allora governo Renzi) l’aveva insignito del titolo di Commendatore. Il motivo era il contributo di Usmanov per progetti di restauro di edifici dal valore storico.

Alexey Mordashov

Alexey Mordashov

Alexey Mordashov

Considerato l’oligarca russo più facoltoso di tutti, Alexey Mordashov (1965) è il principale azionista e presidente di Severstal, colosso siderurgico che dall’inizio di marzo ha smesso di vendere acciaio in Europa. Mordashov è stato sanzionato dall’Unione europea a causa del suo istituto di credito, Rossiya Bank, «considerata la banca personale degli alti funzionari della Federazione russa». Mordashov viene inoltre accusato di essere «responsabile del sostegno ad azioni e politiche che compromettono l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina».

Il magnate è stato tra i primi oligarchi a sperimentare le conseguenze delle sanzioni sui propri beni: il suo yacht da 65 metri, “Lady M”, con valore stimato in 65 milioni di euro è stato “congelato” nel porto di Imperia lo scorso 4 marzo. Una decina di giorni più tardi, invece, la notifica di congelamento è stata fatta a un complesso immobiliare da 105 milioni di euro in località Portisco, in Costa Smeralda.

Andrey Melnichenko

Andrey Melnichenko (1973) è il fondatore di EuroChem, uno dei principali produttori di fertilizzanti al mondo, e di Suek, un’azienda carbonifera. Dopo essere finito sotto sanzioni da parte dell’Unione europea, il 9 marzo Melnichenko ha rassegnato le dimissioni dal CdA delle due società e non ne è più il titolare effettivo.

Andrey Melnichenko

Andrey Melnichenko

Bruxelles reputa Melnichenko parte della «cerchia più influente di imprenditori russi con stretti legami con il governo russo». Tanto che il 24 febbraio, all’indomani dell’invasione dell’Ucraina, Melnichenko è stato invitato, insieme a 36 imprenditori, a incontrare il presidente Putin per discutere dell’impatto dell’offensiva militare e delle conseguenti sanzioni.

Con Melnichenko le autorità italiane hanno centrato il bersaglio più grosso nella loro caccia ai beni riconducibili ai russi sotto sanzioni. L’11 marzo, infatti, la Guardia di finanza ha congelato il “Sy A”, considerato lo yacht da navigazione più grande al mondo. Un trialbero lungo quasi 143 metri e con otto punti, l’imbarcazione di Melnichenko è un vero e proprio colosso del mare. Lo yacht era ormeggiato per motivi di manutenzione all’arsenale di Fincantieri, nei pressi di Trieste, quando è stato sottoposto al provvedimento di «congelamento amministrativo».

Oligarchi, le proprietà congelate

I beni riconducibili a oligarchi russi posti sotto fermo amministrativo dalle autorità italiane alla luce delle sanzioni Ue, e il loro valore stimato

L’oligarca russo ha fatto sapere al The Guardian, tramite un portavoce, di essere pronto a far partire una battaglia legale contro il provvedimento. Il portavoce dice che Melnichenko «non ha alcun collegamento con i tragici eventi in Ucraina. Non ha alcuna affiliazione politica. Non c’è alcuna giustificazione per inserirlo nella lista delle sanzioni europee».

Igor Sechin

Re indiscusso del petrolio russo, Igor Sechin (1960) è l’amministratore delegato di Rosneft, uno dei principali produttori mondiali di greggio. È considerato uno dei più stretti confidenti di Vladimir Putin con il quale intrattiene rapporti dai primi anni Novanta, quando entrambi lavoravano nell’amministrazione cittadina di San Pietroburgo. Nel 2014 ha siglato il contratto per l’ingresso di Rosneft nel pacchetto azionario di Pirelli.

Igor Sechin

Igor Sechin

Sanzionato dall’Ue il 28 febbraio «per aver sostenuto materialmente la destabilizzazione dell’Ucraina», Sechin non ha subito provvedimenti in Italia. Il suo yacht “Vero Amore” è stato invece sequestrato nei cantieri navali francesi in cui si trovava per opere di manutenzione. La barca – prima chiamata “Princess Olga” in onore dell’ex compagna – è stata spesso avvistata nei punti nevralgici del turismo VIP italiano, tra la Sardegna, Capri e Venezia.

Il legame di Sechin con il nostro Paese è anche, e soprattutto, formato da relazioni di alto livello. Il magnate del petrolio è presenza fissa del Forum Italia-Russia, convegno organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia che ogni anno riunisce a Verona imprenditori, politici e diplomatici russi e italiani.

Igor Sechin si può fregiare, inoltre, del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana, onorificenza conferitagli nel 2017 su iniziativa del Presidente della Repubblica.

Viktor Vekselberg

Viktor Vekselberg

Viktor Vekselberg

Viktor Vekselberg (1957) è proprietario di Renova Group, conglomerato russo con interessi in numerosi settori tra cui alluminio, energia, telecomunicazioni e immobiliare. Il suo investimento più notevole è in Rusal, il principale produttore di alluminio in Russia. Vekselberg siede inoltre nel board della Fondazione Skolkovo, centro d’innovazione creato dal Cremlino con l’intenzione di sviluppare un parco tecnologico alle porte di Mosca. In Italia, Skolkovo ha stretto partnership con Enel e le Università di Genova e Torino.

Proprio nel settore energetico Vekselberg ha tessuto una fitta rete di relazioni nel Belpaese. A partire dal 2007 l’oligarca promette di investire, attraverso la controllata Avelar Energy, un miliardo di euro nel settore fotovoltaico. Gli affari nel solare italiano vengono gestiti da un suo uomo di fiducia, Igor Akhmerov, che attraverso una serie di filiali controlla impianti energetici in Puglia e Basilicata. Un business che ha anche fatto finire Akhmerov nei guai con la giustizia italiana: secondo i magistrati milanesi, le società avrebbero indebitamente beneficiato, tra fine 2010 e aprile 2013, di ingenti contributi in conto energia erogati dal Gse. Condannato in primo grado a 4 anni e 6 mesi, Akhmerov è stato poi assolto in appello nel 2021.

Nel 2007 Vekselberg ha inoltre acquistato il Grand Hotel Villa Feltrinelli, un tempo dimora di Benito Mussolini durante la Repubblica sociale. Il resort di lusso avrebbe anche ospitato Vladimir Putin in occasione dei suoi viaggi in Italia. Oggi la villa sul Lago di Garda fa capo a una holding di Cipro.

Arkady e Boris Rotenberg

Arkadi Rotenberg[/caption]Arkady Rotenberg (1951) è legato a Vladimir Putin da uno stretto rapporto d’amicizia che risale a quando, in gioventù, frequentavano lo stesso club di judo a San Pietroburgo. Insieme al fratello minore Boris (1957), Rotenberg ha fatto fortuna mettendo le mani su appalti con cifre da capogiro per la costruzione di infrastrutture chiave in Russia. I due hanno fondato Stroygazmontazh (Gruppo SGM), costruttore leader nella posa di gasdotti e oleodotti. Inoltre, in occasione delle Olimpiadi invernali di Sochi le aziende dei Rotenberg si sarebbero assicurate appalti per circa 7 miliardi di dollari.

Arkadi Rotenberg e Boris Rotenberg

Arkadi Rotenberg e Boris Rotenberg

I fratelli Rotenberg vantano una lunga serie di investimenti in Italia, come è emerso anche nell’inchiesta internazionale FinCEN Files, sulle segnalazioni di operazioni sospette emesse dall’autorità antiriciclaggio del Tesoro statunitense. Oggi risultano proprietari di Tenuta Olmo, dimora pittoresca nel cuore dell’Argentario, e di una villa immersa nella pineta di Castiglione della Pescaia sulle rive del Mar Tirreno. In passato, però, il loro portafoglio immobiliare era molto più vasto: immobili di pregio a Tarquinia, Villasimius e Cagliari, e due lussuose ville a Porto Cervo.

Attraverso delle società cipriote, i Rotenberg gestivano inoltre il Berg Luxury Hotel, quattro stelle nel centro di Roma a due passi da Via Veneto. Queste ultime proprietà, tuttavia, sono state congelate dalla Guardia di finanza nel luglio 2014, dopo che il nome di Arkady Rotenberg era comparso in un pacchetto di sanzioni varato dal Consiglio europeo. Il fratello Boris, invece, era già stato sanzionato dal Tesoro americano. I provvedimenti furono presi all’indomani dell’annessione della Crimea da parte di Mosca.

Vladimir Soloviev

Vladimir Soloviev

Vladimir Soloviev

Vladimir Soloviev (1963) è giornalista e presentatore del canale televisivo Russia 1, noto principalmente per il talk show politico “Domenica Sera con Vladimir Soloviev”. Considerato uno dei più influenti propagandisti del Cremlino, Soloviev da voce alle ambizioni militari di Putin sostenendo l’invasione dell’Ucraina. «Oggi è il giorno in cui è stata fatta partire una legittima operazione per de-nazificare l’Ucraina», ha dichiarato Soloviev allo scoccare dell’offensiva russa.

Inserito nella lista nera dell’Ue per il suo «atteggiamento estremamente ostile nei confronti dell’Ucraina», Soloviev ne ha subito risentito finanziariamente. I finanzieri hanno congelato due ville di sua proprietà sulle sponde del Lago di Como. I due immobili, situati rispettivamente a Menaggio e Pianello del Lario, hanno un valore stimato in otto milioni di euro. Il collegamento tra le due ville e il conduttore russo ero stato rivelato per la prima volta dall’oppositore politico Alexey Navalny nel 2019.

Dopo aver appreso delle misure prese nei propri confronti, Soloviev se ne è lamentato in diretta TV: «Mi era stato detto che l’Europa è una cittadella dei diritti, che tutto è permesso…Conosco per esperienza personale i cosiddetti “sacri diritti di proprietà”. Ad ogni transazione portavo documenti che dimostravano il mio reddito. Le ho comprate [le ville], ho pagato una quantità pazzesca di tasse, ho fatto tutto. E all’improvviso qualcuno decide che questo giornalista è nell’elenco delle sanzioni. E subito colpisce il tuo immobile. Aspetta un minuto. Ma ci avevate detto che in Europa il diritto di proprietà è sacro».

Oleg Savchenko

Oleg Savchenko

Oleg Savchenko

Politico di lungo corso di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, Oleg Savchenko siede tra i banchi della Duma, il Parlamento russo. L’Unione europea l’ha inserito nel primo round di sanzioni, risalenti al 23 febbraio scorso, per aver votato a favore della risoluzione volta a riconoscere le repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, i due territori a sud-est dell’Ucraina contestati tra Kiev e Mosca.

In Italia, Savchenko è stato colpito dal primo provvedimento emesso dal Comitato di sicurezza finanziaria, l’organo del Tesoro deputato a coordinare l’attività di repressione nei confronti dei sanzionati. A finire sotto sequestro è stata la villa Lazzareschi, dimora storica del XVII secolo nelle colline di Capannori, alle porte di Lucca. Circondata da un parco di 10 mila metri quadrati, la villa ha un valore stimato in circa 3 milioni di euro.

Igor Shuvalov

Igor Shuvalov (1967) è il presidente della VEB, la principale banca pubblica russa, sotto sanzione dal 23 febbraio. Quella carica è di natura politica e la decide direttamente il presidente Vladimir Putin. In precedenza, tra il 2008 e il 2018, Shuvalov è stato il vice primo ministro, sia nelle amministrazioni guidate da Putin, sia durante la parentesi di Dmitry Medvedev (2008-2012), il quale è oggi vice presidente del Consiglio di sicurezza in Russia. In quella veste Shuvalov affermò che la Federazione russa avrebbe modificato le norme di bilancio per tenere conto degli abitanti aggiuntivi derivanti dall’annessione della Crimea.

Igor Shuvalov

Igor Shuvalov

In Italia, alla famiglia di Shuvalov è riconducibile una residenza in Toscana. Realizzata in stile liberty verso la fino dell’Ottocento, Villa Bengodi si trova a Orbetello (Grosseto), immersa nel verde e a due passi dalla spiaggia. È stata acquistata nel dicembre 2019 da una società austriaca, la Weitried Gmbh, controllata da un trust del Liechtenstein il cui beneficiario ultimo, fino al 2017, risultava essere uno dei figli di Shuvalov. Al momento la proprietà del trust è sconosciuta.

A febbraio 2020, una società italiana aperta a Bolzano pochi mesi prima, la Società Agricola Villa Bengodi srl, acquista i terreni agricoli attorno a Villa Bengodi a Fonteblanda. Secondo le visure catastali, sono circa 36 ettari. Ad amministrare la Società Agricola un commercialista di Torino che non ha voluto rispondere alle domande del consorzio, e un agronomo di Orbetello, Claudio Capitani.

Capitani spiega di lavorare come consulente agrario, gestendo aziende agricole e aiutando gli imprenditori nelle scelte aziendali. «Negli ultimi anni la struttura delle aziende agricole è molto cambiata, sempre meno sono le imprese individuali e sempre di più le società facenti capo a gruppi finanziari, fondi di investimento, l’agricoltura rappresenta un settore con poca redditività ma con alta garanzia patrimoniale». Spiega di sapere che la società è di proprietà austriaca, ma «non mi risultano corrette le informazioni» riferite da IrpiMedia, ovvero che il beneficiario finale sia l’oligarca Shuvalov.

Attualmente, spiega Capitani, la Società Agricola Villa Bengodi «produce cereali, olio di oliva ed è in procinto di implementare un’attività vitivinicola» biologica. L’intera tenuta, comprensiva di terreni e ville, secondo le quotazioni immobiliari e dei terreni agricoli ufficiali, dovrebbe essere di minimo 2,8 milioni di euro. La Weitried ha però dichiarato un patrimonio immobiliare di 13 milioni di euro, quindi la tenuta Villa Bengodi potrebbe valere tanto. Un jet privato posseduto da un’azienda riconducibile a Shuvalov l’estata scorsa è atterrato al vicino aeroporto di Grosseto, evento che suggerisce come la famiglia Shuvalov stia ancora utilizzando la villa.

CREDITI

Autori

Cecilia Anesi
Matteo Civillini

In partnership con

OCCRP

Infografiche

Lorenzo Bodrero

Editing

Lorenzo Bagnoli

Foto di copertina

IrpiMedia
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