I lavoratori invisibili dell’agricoltura in Europa
I tre milioni di lavoratori stagionali dell’agricoltura in Europa tra sfruttamento, caporalato e irregolarità contrattuali

#InvisibleWorkers

Con l’emergenza coronavirus, si è ricominciato a parlare del lavoro nel comparto agricolo a livello continentale. Quando durante il lockdown i prodotti continuavano ad arrivare sugli scaffali dei supermercati, l’attenzione pubblica si è spostata sui lavoratori invisibili che hanno reso possibile tutto questo, domandandosi quali fossero le loro condizioni di lavoro. Intanto, però, in alcuni Paesi europei come Germania e Francia, nei campi e nei macelli scoppiavano nuovi focolai di coronavirus, a dispetto delle misure di distanziamento che si presumeva fossero adottate. In Italia, si è fatta una sanatoria che in realtà ha permesso di regolarizzare colf e badanti, più che braccianti agricoli, che si sono scontrati con il caporalato, lo sfruttamento e le irregolarità contrattuali.

Invisible workers è un’inchiesta coordinata da Lighthouse reports a cui partecipano Der Spiegel, Mediapart, Euronews e altri partner, tra cui IrpiMedia. È un’inchiesta sulle forme del lavoro grigio, tra sfruttamento e abuso dei diritti di lavoratori, questione irrisolta per l’Europa intera e non solo per l’Europa Meridionale, come a volte appare.

La serie ha una prima puntata europea ed esplora in seguito le diverse condizioni tra il grigio e lo sfruttamento, in tutte le sue sfumature, che esistono in Italia.

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CREDITI

Autori

Lorenzo Bagnoli
Matteo Civillini
Sara Manisera

In partnership con

Editing

Lorenzo Bagnoli
Luca Rinaldi
Giulio Rubino

Foto

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mikeledray/Shutterstock
Arianna Pagani
Stefan Widua
Moritz Knöringer
Frederic Köberl
Stephan Bernard/Unsplash

Infografiche

Lorenzo Bodrero
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